Samantha Lombardi - crediti foto Francesco Lerteri
Samantha Lombardi - crediti foto Francesco Lerteri

Cosa rende particolari le nostre notti oltre i sogni? Cosa ci fa urlare di puro terrore nel cuore della notte? Gli incubi che facciamo non ci lasciano mai, rimangono appiccicati addosso come fossero uno strano senso di malessere. Ma cosa succede se quegli stessi incubi che ci terrorizzano diventano realtà? Se volete scoprirlo, se non avete paura, lasciatevi condurre in un mondo fatto di demoni, fantasmi, bambole maledette e vendette sanguinarie. Armatevi di coraggio e poi non vi resta che chiudere gli occhi, prendere un profondo respiro e lasciarvi cullare dagli incubi. O forse no? 

Abbiamo fatto una chiacchierata con Samantha Lombardi per sapere qualcosa di più dell'antologia di racconti paranormal/horror dal titolo “Incubi” scritta insieme a  Lida Deghkhadirian.

L'INTERVISTA

Ciao Samantha e benvenuta sulle pagine di Cherry Press!  Parlaci del tuo amore per la scrittura: come e quando hai deciso di diventare scrittrice?
Ciao! Grazie per avermi ospitato sulle pagine di Cherry Press! Sono da sempre stata una lettrice compulsiva e una sognatrice a occhi aperti e a forza di leggere le storie create dalle autrici che amo e sognare delle mie storie, mi sono detta perché non mettermi in gioco come autrice? Poi non è mancata la spinta di una delle mie migliori amiche che mi ha sempre fatto notare quanto la mia fosse una “fervida fantasia” ed eccomi qui in veste di autrice.

Hai all’attivo la pubblicazione di “Una boule de neige per San Valentino”, a cui fanno seguito “L’albero delle fiamme gemelle vol. 1” (2017), “A lighthouse for Christmas” (2018), “L’albero delle fiamme gemelle vol. 2” (2019) e “Incubi”. Tra questi, c'è un lavoro a cui sei particolarmente legata?
Come dico sempre sono i miei figli di carta e non potrei mai sceglierne uno solo… sono legata a tutti indistintamente, perché oltre a essere frutto della mia matita (e dico matita perché scrivo prima su carta e poi al pc) hanno tutti una parte di me al loro interno. Ma forse, se scavo a fondo nel mio cuore… c’è un racconto contenuto dentro Incubi in cui davvero ci ho messo parte del mio cuore e della mia anima. Il racconto in questione è “U lamientu rà picciridda vistuta ri biancu”, è una storia che per metà è inventata e per metà è un’esperienza realmente vissuta da mio padre durante la naja in Sicilia. 

“Incubi” è un'antologia di racconti horror scritta da te con Lida Deghkhadirian. Come è nata la vostra collaborazione?
Io e Lida siamo molto amiche e è stata lei a trascinarmi in questo mondo fatto di… Incubi. Collaborare a questa antologia è stata una cosa quasi naturale… 



Come è nata l'idea di scrivere “Incubi”? E perché? 
L’idea dell’antologia è venuta a Lida, lei aveva iniziato a scrivere alcuni racconti paranormal/horror, io in quel periodo stavo attraversando un brutto blocco dello scrittore e del lettore. La scomparsa improvvisa di mio padre mi aveva totalmente destabilizzato, non riuscivo più a concentrarmi su nessuno dei progetti che avevo in ballo, e Lida, per aiutarmi a uscire da quel buco nero, mi chiese di farle da editor e poi, con il passare delle settimane iniziò a spronarmi a scrivere qualche racconto breve, giusto per non lasciare la mia “matita spuntata”. Ho accettato la proposta e, non nascondo che all’inizio ero dubbiosa di riuscire a portare a termine il progetto per la data che avevamo stabilito, invece… ci sono riuscita e, grazie a Lida, in parte sono uscita da quel maledetto tunnel che è il blocco della scrittura.

Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo "Incubi"?
Incubi contiene dei racconti che dovrebbero smuovere le paure ancestrali che nascondiamo nel profondo e che devono essere accettate e “abbracciate” per poter essere sconfitte e renderci più forti.


Se dovessi consigliare una colonna sonora come sottofondo durante la lettura di “Incubi”, cosa sceglieresti?
Di sicuro qualche colonna sonora da film horror sarebbe perfetta, anche se per me e Lida
Lullaby Of Woe è perfetta.

Per concludere, quale messaggio vuoi lanciare ai lettori di Cherry Press?
Leggere è davvero il cibo dell’anima. Un libro ti può far vivere mille vite diverse, vivere esperienze che, forse, mai nella vita riuscirai a vivere. Un libro ti permette di viaggiare in ogni parte del mondo e conoscere mondi fantastici e sconosciuti. Quindi il mio consiglio è leggere, leggere sempre, ogni volta che se ne ha l’occasione. 

Intervista di Barbara Scardilli

Condividi:

Redazione