“Space” è il nuovo singolo della cantautrice inglese Becky Hill, che anticipa il suo album di debutto previsto per marzo 2021. “Space" è stato scritto da Becky Hill e prodotto da Mark Ralph, Dave Whelan e Mike Di Scala.

"Space” è una canzone molto personale che ora mi sembra lontana un milione di chilometri. - racconta Becky "Ne sono orgogliosa per molte ragioni. Soprattutto perché è la prima volta in cui sono stata più onesta con me stessa. Prodotta da Mark Ralph, Dave Whelan e Mike Di Scala, con la produzione vocale di Ryan Ashley, “Space” è una ballata che racconta una storia, con uno sguardo sulla mia vita e su chi sono come persona. L’album che verrà sarà caratterizzato da canzoni scritte non solo necessariamente per ballare, ma ricche di intuizioni personali che prendono spunto dalla mia vita . Ho scritto un album per me stessa che spero faccia sentire in sintonia gli altri, proprio come facevo da piccola ascoltando gli album di altri artisti.”

“Space” di Becky Hill segue l'uscita di 'Heaven On My Mind' e 'Better off Without You' ft Shift K3Y. Il video musicale di "Space" è diretto da Carly Cussen (Little Mix, Krept & Konan, Sean Paul, Ed Sheeran). L'album di debutto di Becky Hill, in uscita il prossimo marzo, segue 'Get To Know', la raccolta di 13 brani che ha pubblicato nel 2019.

Becky Hill ha un'inconfutabile attitudine per la scrittura di canzoni pop che scalano le classifiche ed è una delle autrici più richieste del momento. Definita da Annie Mac di BBC Radio 1 come "una delle più belle voci della musica pop di oggi" e da Popjustice " UK pop’s greatest secret weapon ", Becky ha raggiunto ad oggi oltre 1 miliardo e mezzo di stream, 15 milioni di ascoltatori mensili su Spotify ed è stata la seconda artista femminile inglese su Spotify UK nel 2019.


È disponibile in libreria e negli store digitali “La foresta invisibile”, il nuovo libro di Maria Elisabetta Giudici pubblicato da Castelvecchi nella collana Tasti. Il romanzo narra di una preziosa collana nata da un ramo strappato via da una foresta sottomarina, il cui ruolo invisibile si capirà solo alla fine del racconto.

«Il corallo è stato spettatore di gran parte della mia vita. Da bambina, dopo infinite insistenze, riuscii a farmi regalare un piccolo braccialetto di corallo che avevo visto a Sorrento durante una gita con i miei genitori, poi per la mia laurea qualcuno mi fece trovare in un cofanetto di velluto color melograno degli orecchini di corallo, infine tre anni fa qualcun altro mi mise al collo una collana di coralli. - spiega l'autrice - Ho pensato dunque di rendere onore a questo “materiale marino” che quasi non esiste più, appaiandolo alle vite dei personaggi che si dipanano e vengono intrecciate come perle di una collana, infilate con ordine e precisione fino a formare un oggetto prezioso».

“La foresta invisibile” è vincitore del Premio Acqui Terme 2019 sezione romanzi storici e Premio Etna Book 2020 “Miglior Inedito”.



Trama del libro: Una preziosa collana di corallo, dono d’amore di un pescatore siciliano alla sua donna, arriva, dopo un viaggio di cent’anni attraverso l’Europa, in una Parigi distratta dalle incredibili novità dell’Esposizione Universale del 1900, lasciandosi dietro una scia di amori travolgenti, tragiche rivoluzioni, avventure imprevedibili, vite spezzate. È in quel momento che fa la sua comparsa Giovanni che, con il coraggio dell’incoscienza, riuscirà a scrivere le pagine bianche di un oscuro complotto. Prigioniero delle sue indecisioni, incalzato dalle ombre dei suoi inseguitori, rischiando la vita e nel tentativo di prevedere le loro mosse, affronterà con astuzia e fermezza l’ansia dell’inevitabile.


L'autrice: Maria Elisabetta Giudici, è nata a L’Aquila ma è vissuta a Roma, dove ha svolto la professione di architetto. Da qualche anno si è trasferita con la famiglia in un piccolo borgo antico ai piedi del Parco Nazionale di Abruzzo Lazio e Molise.
Il suo primo romanzo “Il re di carta” (Emersioni - 2019), è risultato vincitore del premio speciale della Giuria “Histonium 2019”. “La foresta invisibile” (Castelvecchi editore - 2020) è il suo secondo libro, vincitore del Premio Acqui Terme 2019 sezione romanzi storici e Premio Etna Book 2020 “Miglior Inedito”.

 

Dal 19 ottobre su Instagram e sulle principali piattaforme social network, DramaShot, un progetto artistico completamente inedito, con l’obbiettivo di far vivere al pubblico, in prima persona, l’esperienza visiva del personaggio attraverso la tecnica cinematografica del Point of View.

“Siamo certi che l’arte necessiti, oggi più che mai, di un nuovo slancio creativo e con questo pensiero abbiamo cercato di intrecciare forme d’espressione come la fotografia, la musica, il cinema e il teatro con il passatempo più immediato di quest’era: il Social”.

DramaShot nasce da un’idea degli attori Simone Bochicchio, Martina Lovece, Greta Milani, Marco Vitiello e prende vita grazie al supporto registico e tecnico di Riccardo Alessandri, attraversando, nel corso del tempo, cambi di rotta e un completo restyling ideologico.

Con una formazione teatrale alle spalle, i componenti sono partiti dall’idea di uno spettacolo Live per poi virare sulla tecnica cinematografica del POV, una ripresa soggettiva condotta grazie all’uso di una GoPro, in cui il fruitore non solo può assistere a spaccati di vita dei personaggi ma vi è direttamente coinvolto.

Instagram, e i social permettono al progetto di entrare nelle case di tutti, sul palmo di una mano, grazie ai propri smartphone, con incisività e immediatezza.

Il primo viaggio di DramaShot, o meglio “primo cerchio” (come hanno deciso di chiamarlo loro), ha inizio su un Tram, quello di Tennessee Williams, un grande classico teatrale, la cui forza è quella di affrontare tematiche incredibilmente attuali.

“In un mondo, come quello di oggi, che ci vincola a sole immagini e ad una visione esterna di noi stessi, porre uno sguardo interno e personale è un atto coraggioso e necessario”.


Organizzato dalle associazioni Gravina Arte e No_Name e con il Patrocinio del Comune di Gravina di Catania ritorna per il sesto anno consecutivo il Festival Indipendente di Cinema Breve, Via dei Corti. L’edizione 2020 sarà diversa, proprio perché vuole continuare a essere un punto focale di cultura per la città di Gravina di Catania, ma senza dimenticarsi di rispettare le normative vigenti in materia di contenimento del virus Covid-19.

Per questo motivo, la manifestazione avrà come tematica “Il Cambiamento”. In un periodo di transizione di una potenza così profonda, è impossibile rimanere inermi. È necessario accogliere il cambiamento e, soprattutto, trasformarlo in qualcosa di positivo per rendere più stabile il futuro che si prospetta.

In quest’ottica, dal 26 al 29 novembre il Teatro Angelo Musco, fiore all’occhiello della città, sarà il luogo prescelto come crocevia di cinema, arte e cultura.  Ma non solo. Si affiancheranno diversi eventi in collaborazione con il C.C. Katané.

Via dei Corti è, soprattutto, un concorso internazionale di cortometraggi. Anche quest’anno le opere candidate alle varie sezioni del concorso sono di alto livello. Le prestigiose giurie stanno svolgendo un accurato lavoro di selezione, al fine di valutare tutte le opere con rigore e professionalità. Le sezioni del concorso per l’edizione 2020 sono le seguenti: corti internazionali, corti scolastici, animazione, documentari, Film in Sicily, CineMigrare, Premio Globus per la Valorizzazione del territorio.

Per la sezione corti internazionali, la giuria è formata dall’attore Carmelo Caccamo e dai registi Daniele Ciprì, Max Nardari, Davide Vigore e Francesco Zarzana; i corti d’animazione saranno selezionati dalle attrici Liliana Fiorelli, Angela Curri, Tiziana Giletto e dai registi Ines Manca e Rosario Scuderi; infine, la giuria della sezione documentari composta dai registi Alessandro Marinaro e Gabriele Gravagna, dal presentatore Ruggero Sardo, dal giornalista Ivan Scinardo, dall’autrice Debora Scalzo e dall’attore Roberto Carrubba.

Nell’attesa di svelare il programma completo, gli ospiti e i premi assegnati, Cirino Cristaldi, direttore artistico del festival, ha dichiarato: «Via dei Corti cresce ogni anno, avvalendosi di collaborazioni molto prestigiose. Per il 2020 non potevamo immaginare quello che sarebbe successo e, così, abbiamo pensato di procedere con la VI edizione, ma in formato ridotto, per offrire al pubblico una continuità e per dimostrare che con le dovute cautele si può andare avanti. Noi ci crediamo».