Pur non nascendo direttamente come riflessione sul mestiere della musica, il pezzo intercetta inevitabilmente dinamiche che riguardano anche la vita dell’artista contemporaneo, soprattutto in una scena emergente in cui ambizioni, paragoni e pressioni esterne rischiano di diventare parte integrante del processo creativo.
Un elemento centrale del linguaggio di nicolainmusica resta la dimensione visiva della scrittura. Le parole, nei suoi brani, non si limitano a descrivere, ma costruiscono immagini e stati emotivi concreti, capaci di restare impressi. È proprio in questa tensione tra leggerezza cercata e inquietudine persistente che la sua musica trova una propria identità.
In questa parte dell’intervista, nicolainmusica approfondisce il processo di nascita del brano, il peso delle immagini nella composizione e la sfida, sempre aperta, di restare fedele a sé stesso.
“Pressioni” parla di urgenza e aspettative: quanto questa dimensione si riflette anche nel tuo lavoro quotidiano come artista?
Quando l’ho scritta non pensavo principalmente al mio lavoro come artista ma certe pressioni si sentono anche lì. La musica, emergente e non, si ciba di sovrastrutture come il confronto, le ambizioni e le aspettative. Sono cose da cui cerco sempre di star lontano.
Come si è sviluppata la produzione del brano: sei partito dal testo o dalla parte musicale?
Avevo 4 accordi in testa e ho iniziato a cantare una linea melodica molto orecchiabile usando parole inventate. Fa ridere pensare adesso che alcune parole che allora non avevano un senso, sono alla fine rimaste nel testo. Poi c’è stato tutto un lavoro di produzione in cui la canzone ha preso una dimensione meno acustica e più sintetica.
Nei tuoi lavori emerge spesso una scrittura molto visiva: quanto contano le immagini nella tua composizione?
Le parole sono immagini. Ed è il motivo per cui cantare certe cose mi colpisce molto. Le parole sanno essere molto reali quando cantate.
Il tuo progetto tiene insieme leggerezza e inquietudine: è una dualità che cerchi consapevolmente?
La leggerezza è qualcosa che cerco ma, almeno nella mia testa, difficilmente ottengo. Anzi, mi sento una persona poco leggera (non in senso letterale!). La mia musica riflette questa tensione.
Qual è la sfida principale che senti di affrontare oggi nel tuo percorso musicale?
Da una parte, riuscire a comunicare in maniera trasparente, dall’altra, rimanere fedele a quello che sono. Con “Pressioni” credo di esserci riuscito.