Una donna matura, sposata e professionalmente realizzata, a confronto con il tempo. Samantha, la protagonista di “Il mito dell’eterna giovinezza” (Armando Curcio Editore), vive una vita apparentemente tranquilla accanto al marito. Manager affermato ma più grande di lei di diciotto anni. Una differenza di età che, con il passare degli anni, la fa sentire poco più di una bambina. E la spinge alla ricerca di un rapporto diverso, per riequilibrare le distanze. Quando incontra il giovane Greg, che ha esattamente diciotto anni meno di lei, sente una ventata di freschezza. Da lì a breve nasce una relazione, Samantha si convince di portare indietro le lancette dell’orologio. Ma sarà costretta a fare una scelta, molto diversa da quella che aveva immaginato. Nell’intervista che segue, l’autrice Laura Avalle ci svela alcuni passaggi.

Il mito dell’eterna giovinezza, il tempo non aspetta
“Il tempo è il vero protagonista di questo libro - racconta Laura Avalle, autrice di “Il mito dell’eterna giovinezza” -  Il tempo non aspetta e non perdona. Samantha, la protagonista, lo sa benissimo. La sua vita coniugale, apparentemente felice, subisce un contraccolpo nel momento in cui comincia ad avvertite il tempo che la separa dal marito Edoardo, di diciotto anni più grande. Nelle sue braccia si sente poco più di una bambina, vuole un rapporto diverso. Sarà l’incontro professionale con il giovane Greg  a darle l’occasione che cerca. Presto si trasforma in un rapporto sentimentale, nella quale lei è la maestra e lui è l’allievo. Un ruolo che sembrerebbe appagarla, in realtà non è così. Se con Edoardo si sente una bambina, con Greg si percepisce vecchia”

La ricerca di una nuova identità, un bivio attende la protagonista
“Samantha è alla ricerca di una sua nuova identità, identità che non è quella della donna matura ma quella della ragazza di vent’anni prima” Il tempo torna, ancora una volta, prepotente e preponderante. “Vuole tornare la ragazza che era - sottolinea Laura Avalle - Non solo fisicamente ma per recuperare la spensieratezza tipica di quella età. Spensieratezza alla quale troppo presto ha rinunciato, ha bruciato il suo tempo sposandosi giovanissima. A nulla però servirà il ricorso alla chirurgia plastica, Samantha si troverà presto davanti a un bivio. E dovrà fare una scelta molto sofferta, diversa da quella che aveva immaginato”

Romanzo intimo e psicologico, ai lettori le risposte
“La protagonista di Il mito della giovinezza è una donna a confronto con la sua immagine. Divisa tra quella che vedono gli altri e quella che vede lei di se stessa, una sorta di Dorian Gray al femminile - precisa Laura Avalle - E quando va davanti allo specchio la persona che vede riflessa non è esattamente quella che avrebbe immaginato. Lei, come tutti noi, deve fare i conti con la realtà. Ben diversa dal suo immaginario. Perché nella vita arriva un momento nel quale gli anni ti presentano il conto. E devi rendere conto delle tante piccole scelte che compongono il presente. Ma Samantha rimane una figura corale, in lei ognuno di noi si può riconoscere. Le sue domande sono le nostre domande, noi, come lei, avremmo volto fermare il tempo. Il mito dell’eterna giovinezza – conclude l’autrice - è un romanzo intimo e psicologico esente dalla pretesa di dare giudizi di valore. Saranno i lettori a darsi le risposte, dopo aver fatto i conti con questo libro”



Intervista a cura di Francesco A. Bellini

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Redazione