L’intervista esplora il percorso artistico di Grace, una cantautrice la cui formazione spazia dagli studi infantili alla laurea al CPM di Milano, consolidandosi definitivamente durante un'esperienza lavorativa sulle navi da crociera a 20 anni. Con uno stile che fonde le influenze di Amy Winehouse e Lady Gaga, l'artista propone una visione musicale profondamente autobiografica e "senza filtri". Attraverso il suo nuovo singolo "TILT", Grace affronta il tema delicato del burnout, trasformando la fragilità in un messaggio di forza e autenticità.
Ciao Grace, benvenuta su Cherry Press! Il tuo rapporto con la musica nasce prestissimo: dagli studi di canto a 8 anni fino alla laurea al CPM di Milano. Quando hai capito che non era solo una passione, ma qualcosa che avrebbe definito la tua vita?
A 20 anni sono partita per lavorare sulle navi da crociera come cantante. È lì che ho capito davvero che la mia voce doveva essere il mio futuro. Parallelamente ho iniziato a sviluppare sempre di più la scrittura e la mia crescita personale. Oggi posso dire con orgoglio di portare avanti un progetto artistico in cui credo profondamente.
Il tuo stile mescola l’anima soul di Amy Winehouse, l’energia pop di Lady Gaga e una scrittura da cantautrice moderna. Non è una combinazione semplice. Come riesci a far convivere influenze così diverse senza perdere la tua identità?
Credo che la chiave sia ascoltare tanti generi musicali diversi ed essere curiosi. Se ci si ferma a poche influenze è difficile costruire un vero bagaglio culturale musicale. Più si ascolta e più si assorbono stimoli, e questo permette di creare qualcosa di davvero personale.
La tua musica viene spesso descritta come autobiografica e senza filtri. Se dovessi riassumere il tuo mondo artistico in tre parole, quali sceglieresti?
Reale, crudo ed emotivo. Sono tre parole che descrivono bene anche il mio modo di essere come persona. La mia musica nasce esattamente da lì.
Il tuo nuovo singolo “TILT” affronta il burnout e quel momento in cui la vita sembra metterti con le spalle al muro. Da dove nasce questo brano così viscerale?
Credo che trasformare un momento di fragilità in forza sia già un passo verso la guarigione. Con questo brano volevamo anche avere uno sguardo verso il mondo esterno, perché purtroppo ci sono tante persone che vivono situazioni difficili e spesso non hanno più voce.
Nel visual di “TILT” ti vediamo immersa in una vasca isolata in mezzo a un campo infinito: un’immagine potente, quasi cinematografica. Quanto conta per te l’aspetto visivo nel raccontare la tua musica?
L’immagine è una parte fondamentale del progetto. Insieme al mio team crediamo molto nel potere dell’arte visiva. Quando la parte visiva si unisce alla musica, il messaggio diventa ancora più forte e completo.
Ti lasciamo con una sfida: fai a te stessa una domanda che nessuno ti ha mai fatto. Il tuo motto legato a questo singolo è “Vivi, viaggia, canta e ricomincia”. Che messaggio vorresti lasciare a chi legge Cherry Press e si riconosce nelle tue canzoni?
Il messaggio più importante è credere fino in fondo nei propri sogni e vivere davvero l’unica vita che abbiamo. Non ha senso inseguire la vita degli altri: dobbiamo iniziare a costruire la nostra.
