Wonder Woman è il nuovo singolo e video della cantautrice campana VERONICA. Il brano, distribuito da KeyMusic e prodotto da Cantieri Sonori, è scritto in collaborazione con Marco Cangiula, in arte André, concorrente della 54° edizione del Festival di Sanremo, e il producer Skywalker. Il video è stato realizzato anche con il contributo di numerose testimonianze sull’argomento delle discriminazioni di genere.

Per saperne di più sul nuovo progetto ne abbiamo parlato con la cantautrice. Ecco cosa ci ha raccontato.

Ciao Veronica e benvenuta sulle pagine di Cherry Press! Raccontaci un po’ di te. Quando ti sei avvicinata alla musica?
Sono una ragazza campana di 25 anni con la passione nell’anima per la musica. Sono nata a Napoli e cresciuta ad Aversa, una piccola città in provincia di Caserta. Posso dire con certezza che il mio primo incontro con la musica è avvenuto alle elementari, quando durante l’ora di musica mi cimentavo a suonare le percussioni e la diamonica senza neanche saper leggere le note. Oltre all’amore per gli strumenti musicali ho da sempre avuto una predisposizione innata per il canto. Sin da piccola ho sempre provato una sensazione di piena libertà nel cantare con enfasi le canzoni dei miei artisti preferiti, in particolare, mi piaceva cantarle al Karaoke, dove mi esibivo con il mio cavallo di battaglia, La solitudine di Laura Pausini. Durante il periodo delle medie mi resi conto che cantare era diventato il mio rifugio dai tormenti subiti quotidianamente a scuola, così, decisi di prendere lezioni e al contempo iniziai a suonare la chitarra da autodidatta guardando video su YouTube. Durante il periodo delle superiori decisi di affrontare l’ansia da palcoscenico suonando in diverse band della mia città e partecipando a concorsi canori regionali.
Oggi posso dire con certezza che Veronica è una ragazza che vive di musica in tutti i sensi.

Quali artisti ti hanno maggiormente influenzato agli inizi del tuo percorso artistico?
Mio nonno era un appassionato di musica Jazz e quando andavo a trovarlo a casa sua mi faceva ascoltare dischi di Frank Sinatra, Ella Fitzgerald e Louis Armstrong. Con il passare degli anni mi sono legata al pop e i miei idoli indiscussi sono Michael Jackson e Madonna. Per quanto riguarda invece un’artista che ha particolarmente influenzato il mio modo di scrivere è Taylor Swift.

"Kaleidoscopio" è il tuo progetto d'esordio dedicato alle vittime di bullismo. Ci vuoi raccontare come nasce?
Kaleidoscopio è nata in un periodo molto buio della mia vita, periodo in cui ho sentito la necessità di dare voce a tutte quelle esperienze che mi portavo dentro da troppo tempo e che avevo sempre nascosto con cura agli occhi di tutti. Questo brano parla di me e del mio acerrimo nemico, il bullismo. Da bambina e anche in adolescenza ho subito diversi atti di bullismo sia di natura psicologica che fisica. È stato un capitolo difficile, di cui non ho mai avuto il coraggio di parlare per non essere ulteriormente “presa in giro” dalle persone che per anni hanno gioito nel vedermi cadere in un baratro sempre più profondo. Ho impiegato diversi anni a chiedere aiuto ed è stata questa agonia prolungata a farmi rifugiare nella musica. La musica mi ha salvata, mi ha dato la chiave per sopprimere tutte quelle sensazioni negative che mi rendevano vulnerabile e insicura.
Quando lo scorso novembre ho deciso di cimentarmi nella scrittura di “Kaleidoscopio”, inizialmente mi sono ritrovata con un foglio bianco e tante emozioni che non sapevo come racchiudere in due strofe, due ritornelli e uno special perché ritenevo che tutte le parole da me utilizzate non fossero idonee a descrivere un tema così importante.
Come far comprendere ad un pubblico di 60 milioni di persone cosa sia la diversità? Ma, soprattutto, come farlo senza annoiarli? Io non ho trovato una formula magica, ma ho lasciato spazio alla mia voce, alla mia esperienza e a ciò che volevo descrivere, servendomi di una musica attuale che convoglia influenze di Hip Hop, Pop e Indie.  Ho studiato tanto il mercato per capire quali fossero le esigenze di un ascoltatore medio italiano ma, nonostante ciò, mi sono ispirata soprattutto a quello che sta accadendo nel panorama musicale estero. In questa canzone ci sono influenze non eterogenee ma anche di artisti precisi quali Billie Eilish e Lorde che ritengo abbiano rappresentato e rappresentino una generazione vulnerabile che, persa tra i meandri di internet, non sappia distinguere più dei punti di riferimento reali a cui appellarsi o confrontarsi.



Dopo il successo riscontrato con "Kaleidoscopio", un nuovo singolo dal titolo "Wonder Woman". Perchè questo titolo e quale messaggio vuoi lanciare con questo brano?
Wonder Woman è nata dopo l’esperienza vissuta con “Kaleidoscopio”. Il bullismo purtroppo non è l’unico fenomeno negativo che colpisce la nostra società ed è per tale motivo che ho deciso di utilizzare la mia voce per sensibilizzare il maggior numero di persone riguardo argomenti che spesso vengono ignorati. Sono consapevole di vivere in una società in cui la donna ha compiuto passi da gigante in ambito di parità attraverso le varie ondate femministe che si sono succedute nel corso degli anni. In molte parti del mondo però, tale cambiamento non è ancora avvenuto del tutto e ciò per cui si lotta ancora si può riassumere con un termine solo, ovvero “uguaglianza”. La concessione di un diritto per noi donne a volte equivale al salire su un piedistallo invisibile, più basso di quello dove si trova l’uomo attualmente e cercare a tutti i costi di non cadere.  È più giusto parlare di assimilazione piuttosto che di differenza quando si lotta per un diritto nella nostra società. La donna che si trova improvvisamente su un piedistallo non può fare altro che sentirsi come un’eccezione alla norma. Viviamo ancora in un mondo patriarcale dove classismo, sessismo e razzismo si intrecciano indissolubilmente in una cultura che ci fa sembrare come naturale, inevitabile e immutabile l’ordine delle cose.
Ovviamente non si può distruggere questo piedistallo da un giorno all’altro ma ciò che mi sono promessa di fare è di aiutare attraverso la mia musica tutte le persone che attualmente lottano per ottenere un diritto.
La mia canzone va oltre il semplice concetto di uguaglianza di genere perché auspica ad un mondo in cui ognuno possa sentirsi libero di indossare la propria identità senza vergognarsi o avere paura di subire discriminazioni e violenze.
Wonder Woman è un personaggio fittizio ma che rappresenta allo stesso tempo un’ideale di uguaglianza che tutti noi dovremmo seguire. Diana, la Wonder Woman della DC Comics, nel film combatte per amore, è mossa da questo sentimento implacabile di aiutare il prossimo senza fare distinzioni di genere. Negli ultimi anni questa pellicola ha suscito scalpore soprattutto tra le giovani donne che si sono sentite rappresentate da questa amazzone forte e determinata, che accetta la collaborazione dell’uomo per sconfiggere il male. Tutti dobbiamo farci portavoce dei problemi che persistono nella nostra società per far sì che le nostre voci arrivino forti e chiare a chi di dovere. Il cambiamento deve avvenire in ognuno di noi ed è per tali motivi che ho deciso di intitolare così questo brano.



Cosa ci riserverà la tua musica nei prossimi mesi?
La settimana prossima uscirà un brano reggaeton in collaborazione con Luis Navarro, un cantautore partenopeo che produce musica latina. “Punta Cana” si può considerare una piccola parentesi estiva che si distanzia dai temi affrontati fino ad ora. A settembre ritornerò con una canzone a sfondo sociale di cui non voglio svelarvi dettagli perché sarà una sorpresa inaspettata.

Per concludere, quale messaggio vuoi lanciare ai lettori di Cherry Press?
Sembra una frase scontata ma vorrei dire ai nostri lettori di non mollare e di credere sempre nei sogni. Nessuno vi aiuterà a realizzarli a meno che non inizierete voi, mattone dopo mattone, a costruirvi il futuro che desiderate. Guardare il mondo dal proprio punto di vista è il primo passo verso una vita felice e priva di paure costanti.

Intervista a cura di Barbara Scardilli
Condividi:

Redazione