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"Iena" è il nuovo singolo dei Dosonliri, tra la rabbia e il sorriso


“Iena” è il nuovo singolo dei Dosonliri e rappresenta un passaggio significativo nel percorso della band laziale. Il trio continua a muoversi dentro un territorio sonoro che mescola alternative rock e attitudine punk, ma lo fa con una crescente consapevolezza narrativa. Il risultato è un brano rapido e compatto, costruito su un’idea musicale immediata e su un’immagine centrale capace di sostenere l’intero racconto.

La canzone nasce da un riff insistente, quasi circolare, attorno al quale prende forma una scrittura diretta e senza sovrastrutture. È un approccio che privilegia l’impatto rispetto alla complessità, una scelta coerente con la tradizione del rock più essenziale ma anche con l’identità che i Dosonliri stanno definendo negli ultimi anni. Il gruppo ha sempre mostrato una certa inclinazione a raccontare la realtà attraverso simboli semplici e immediati, e in questo caso la figura della iena diventa il fulcro di un discorso più ampio.

L’animale evocato nel titolo è spesso associato a un immaginario negativo: opportunista, marginale, relegato ai bordi della scena rispetto ai grandi predatori della narrazione tradizionale. Proprio questa posizione periferica viene ribaltata nel brano e trasformata in una metafora efficace. La iena diventa il simbolo di chi vive ai margini, di chi non possiede il carisma o il prestigio degli animali più celebrati ma continua a sopravvivere grazie alla propria ostinazione. È una figura che parla di resistenza quotidiana, di identità costruita nonostante lo sguardo degli altri.

Nel testo emerge anche il tema della maschera. Il sorriso della iena, che nell’immaginario comune appare come un ghigno permanente, si trasforma in un’immagine ambigua: può essere una difesa, un modo per attraversare situazioni difficili senza mostrare apertamente fragilità o stanchezza. È un elemento che introduce una dimensione più umana all’interno del racconto, portando la metafora animale dentro un contesto emotivo riconoscibile.

Il singolo Iena ruota attorno a un animale spesso frainteso. Perché avete sentito l’esigenza di ribaltare questo immaginario? 
Perché fa parte del nostro linguaggio giocare sui contrasti, cercare di guardare “il mondo dal lato opposto”, ci piace cercare di dare una visione nuova e un punto di vista diverso. 
Volevamo prendere una delle immagini negative per eccellenza e ribaltarla in un aspetto più positivo. Rappresenta un po’ la metafora dell’invisibile della persona al limite che invece di affrontare le cose con rabbia le affronta con il sorriso. 

Nel videoclip ogni dettaglio sembra avere un peso narrativo. Quanto è stato importante lavorare su oggetti e simboli nascosti? 
(Il video di “Iena” è stato ideato e realizzato da Marco Malasorte, il nostro batterista/regista, a cui lasciamo rispondere in prima persona):  
Bisogna fare una doverosa premessa: alcuni dettagli e sequenze presenti in questo video sono nati quasi per gioco nel primissimo video che abbiamo realizzato e, da allora, li inserisco come piccoli Easter egg in tutti i nostri videoclip, per creare una continuità e un gioco con chi ci segue, un po’ come i camei di Alfred Hitchcock. 
Al di là di questo, nei video cerco sempre di non lavorare in modo didascalico. Tra le mie fonti di ispirazione ci sono registi, soprattutto del cinema horror, che fanno largo uso di metafore e immagini, affidandosi più a queste che ai dialoghi, e nel mio piccolo cerco di fare lo stesso quando devo costruire una storia che accompagni visivamente le sensazioni che le nostre canzoni vogliono trasmettere. 
L’idea principale è sempre quella di non mettere in scena pedissequamente ciò che la canzone sta dicendo, ma cercare immagini che ne trasmettano il senso. 
Gran parte del merito della resa visiva del video va poi ad Arianna Bonardi, che è stata fondamentale nell’aspetto recitativo ed è riuscita a dare forza a quello che, a tutti gli effetti, era il personaggio centrale della storia. 

La figura della iena richiama anche il tema del branco. Che ruolo ha il gruppo, per voi, sia nella musica che nella vita quotidiana? 
Secondo noi il branco è un ideale che si sta perdendo ultimamente e che ci piacerebbe che fosse un po’ riscoperto 
Notiamo che c’è sempre più il desiderio di isolarsi, ognuno nel suo mondo fatto di Social network e di serie TV, fino a perdere il desiderio di stare insiemedi essere uniti.  
La cosa bella della musica è proprio farla a livello di gruppo, lo scambio di idee, di ispirazioni, il confronto con altre realtà portano sempre ad un’evoluzione che ciò che rende vivo l’animo artistico. 
 
Musicalmente il brano richiama apertamente il vostro retaggio punk. È un ritorno alle origini o un nuovo punto di partenza? 
Né l’una né l’altra, è più un linguaggio che ha sempre fatto parte di noi e che abbiamo utilizzato per il messaggio che volevamo lanciare.  
Quando componiamo un brano nuovo non partiamo mai da un intento ma lasciamo che le idee fluiscano per poi selezionare qualcosa, che sia un riff di chitarra o un ritmo di batteria, da esplorare. 
In questo caso è stato il riff di chitarra di Giacomo che, appena lo abbiamo sentito, ci è sembrato perfetto come spina dorsale del pezzo. 
 
Pensando ai vostri live, come immaginate che Iena venga recepita dal pubblico? 
Abbiamo avuto modo di suonare iena durante i nostri ultimi live e dobbiamo dire che il riscontro è stato molto positivo. Complice un ritmo veloce ed incalzante, vediamo sempre una buona partecipazione.