Dal 22 al 29 novembre 2020 torna la seconda edizione ELECTROCLASSIC FESTIVAL, rassegna musicale in cui l’elettronica incontra le sonorità degli strumenti tradizionali, ideato e diretto da FLORALEDA SACCHI (artista pluripremiata e vincitrice di un Latin Grammy) in collaborazione con Piero Chianura (fondatore di BIGBOX MAGAZINE).

Per saperne di più abbiamo intervistato Piero Chianura. Ecco cosa ci ha raccontato.

L'INTERVISTA

ELECTROCLASSIC FESTIVAL è una rassegna musicale in cui l’elettronica incontra le sonorità degli strumenti tradizionali. Come e quando nasce?
Nasce da un'idea di Floraleda Sacchi, arpista, produttrice e organizzatrice di festival di respiro internazionale, che decide di concretizzarla chiedendomi di organizzarla insieme a lei nel 2019. Arpista appassionata di elettronica, Floraleda interpreta in prima persona la figura di musicista "electroclassic", come molti colleghi che incontra nel corso delle sue tournèe internazionali. Quando me ne parlò, condividemmo la percezione che anche in Italia sempre più musicisti stavano reinterpretando il loro ruolo di musicisti classici o tradizionali in chiave elettronica e di ricerca sul suono e così decidemmo di dare vita a un festival a loro dedicato.

Qual è l’idea fondante del festival Electroclassic?
È appunto il desiderio di dare voce a musicisti che utilizzano l'elettronica per ampliare le possibilità espressive del loro strumento acustico, ma senza mortificare la solida relazione che lega il musicista al suo strumento. Electroclassic Festival dà spazio a progetti non facilmente etichettabili e preferibilmente multidisciplinari, nella convinzione che il musicista moderno, non soltanto utilizza indistintamente suoni acustici ed elettronici, ma lo fa senza limitare i propri confini creativi a generi musicali prestabiliti. In quest'ottica, l'edizione di quest'anno amplia l'ambito di riferimento del suono ad applicazioni che riguardano anche il benessere psico-fisico delle persone.

Questa seconda edizione che comincerà a breve, quali novità apporterà?
Quest'anno il programma è idealmente diviso in tre sezioni. Quella originaria che presenta musicisti che utilizzano strumenti acustici in progetti arricchiti da elaborazioni elettroniche (Grandesso/Cera, Giorgio Li Calzi e Valeria Sturba), quella di studiosi del mondo acustico ed elettronico che mettono in relazione il suono con il benessere psico-fisico dell'ascoltatore (Gubert Finsterle, Albert Rabenstein/Paula Ferri Carazo e Christof Berhard/Viviana Molinari) e quella che dà spazio ai progetti selezionati dalla nostra Call For Electroclassic, organizzata in collaborazione con il corso di Sound Design dello IED Istituto Europeo di Design (Silvia Cignoli, Sabrina De Mitri, Tommaso Esposito/Davide Broggini e Luca Perciballi/Mattia Scappini).

Nell’anno della pandemia da Covid-19, come siete riusciti ad organizzare questa nuova edizione. Quali difficoltà avete dovuto superare?
Electroclassic Festival è nato nel 2019 per ospitare ensemble ridotti (uno o due artisti) all'interno di spazi medio-piccoli per un pubblico non troppo numeroso, proprio per favorire la relazione tra musicista e pubblico in una dimensione più raccolta e avvolgente. Inoltre, era già previsto l'ingresso gratuito. Con le limitazioni imposte dai DPCM che si sono susseguiti, abbiamo prima previsto l'ingresso a un pubblico distanziato con uno streaming per un pubblico online e, quando siamo diventati "zona rossa", riprogettato tutti gli eventi nella sola forma della diretta streaming, mantenendo però tutte le location dalle quali trasmetteremo gli eventi sul web. Sono luoghi importanti della vita culturale milanese, gestiti da persone che non ringrazieremo mai abbastanza per aver confermato la loro ospitalità in un momento così difficile. La Palazzina Appiani del FAI, il centro di ricerca AVS Reseach, Ottavanota Auditorium, la Fabbrica del Vapore, la Casa delle Donne, lo Spazio Tadini, i Canottieri San Cristoforo e il Mare Culturale Urbano. Altre sedi che avevamo previsto per i nostri eventi hanno dovuto chiudere totalmente i loro spazi e a loro va comunque il nostro ringraziamento.
Abbiamo invitato i musicisti nel rispetto delle norme vigenti e produrremo delle vere e proprie trasmissioni audio-video di qualità delle performance, non semplicemente dei live a camera fissa.

Come si articoleranno le otto serate?
Ciascun evento trasmesso in diretta streaming sul sito web electroclassicfestival.com (e su varie altre piattaforme streaming che preciseremo a breve) prevede una vera e propria regia audio-video. Ci saranno le performance degli artisti, le interviste da me curate e alcune riprese che puntano a valorizzare le sedi in cui si terranno le riprese. Il programma completo con la presentazione degli artisti e dei progetti presentati è già online sul sito electroclassicfestival.com.

Tre aggettivi per definire ELECTROCLASSIC FESTIVAL. 
Originale
Multiforme
Stimolante

Per concludere, quale messaggio volete lanciare ai lettori di Cherry Press.
Cari lettori di Cherry Press, Electroclassic Festival vi invita a riflettere sulle esperienze sonore che vivete. Non siate ascoltatori passivi ma consapevoli di musica e vivrete meglio la vostra relazione con il mondo dei suoni.

Intervista di Barbara Scardilli

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Redazione