Già dal titolo arrivano chiare le direttrici di questo disco d’esordio: “Li dove ci sono le stelle”. Primo disco per i bolognese Boavista che coniugano la ruggine di brani sfacciatamente pop rock dal piglio sostenuto - come appunto il singolo “Ruggine” - a belle ed incantevoli planate di romanticismo dalle melodie aperte e da una canzone d’autore semplice ed efficace. Niente di nuovo sotto questo cielo, ma anche tutto di vivo e in buona salute sul fronte della bella musica italiana.

Primo disco. Quanto vi riconoscete e quanto scoprite di voi cose nuove a riascoltarlo?
È un po' come guardarsi allo specchio, dipende dai giorni a volte ti vedi brutto e altre volte ok. Ma ci ha fatto bene fare questo disco ne avevamo bisogno, abbiamo voglia di raccontare cose e noi lo sappiamo fare con la musica.

Pubblicare un disco oggi: distopico come concetto non trovate? Molti stanno attendendo… voi perché avete fatto questa scelta (secondo noi importante e dovuta)?
Perché non esiste sempre il momento giusto per fare una cosa, esiste la voglia di farlo e per noi era arrivato il momento di farlo, anche perché sentivamo il bisogno di riempire con la nostra musica tutto il silenzio che sentivamo intorno

Periferia, provincia italiana, belle sensazioni di notti anche consumate dentro quelle meravigliose dinamiche adolescenziali. Ma questo non è un disco per adolescenti. Quanto ha contato per voi la provincia? Oppure siete anime di centro?
Siamo Global, mentalità globale cuore locale…siamo abituati a viaggiare con la musica attraverso sonorità diverse e culture diverse. Portiamo dentro la Puglia, la Liguria l’Emilia-Romagna siamo sicuramente figli di questa penisola e della sua musica…

Comunque è un disco urbano… è un disco che piuttosto canta alla notte e ai suoi misteri che alle evidenze della luce. Voi che ne pensate?
C’è molta notte in questo disco…nottate passate a suonare a registrare a cercare nuove cose. Di urbano sicuramente ci sono le cose che raccontiamo, sono storie reali sono pezzi di noi e forse rigurgiti di cose che ci stiamo lasciando alle spalle

Video di belle morali, popolari anch’esse… che la protagonista sia bandiera della vita di tutti noi?
Ilaria è sicuramente la bandiera del “non mi arrendo” dello stare al gioco fino a quando è possibile dopo di che bisogna reinventarsi. Fare musica oggi è molto complesso, non che prima fosse easy ma era diverso. 

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Redazione