Diego Random ​è un artista della periferia torinese. Il suo stile multiforme ed eclettico è caratterizzato dalla centralità della scrittura nel processo creativo. In radio e su tutte le piattaforme di streaming “Fulmini” il suo nuovo singolo, che parla di amore, di amicizia, ma anche di ansie e paure che convivono con quella cosiddetta calma apparente. In questa canzone bene e male sembrano danzare insieme per mescolarsi in qualche minuto di impalpabile perfezione. Le sonorità leggere incorniciano una narrazione toccante che trascina l’ascoltatore in una storia che procede per immagini.

Il videoclip ufficiale di “Fulmini”, diretto da Francesco Rossetto, Diego Gervasio e Marco Sanalitro, è stato girato interamente a Torino e include una sequenza di immagini che narrano alcune delle storie contenute nella canzone. Durante il video si contrappongono scene di movida e altre di pura desolazione nelle strade urbane, metafora non soltanto dell’ambivalente bisogno umano di socialità e solitudine, ma anche della compresenza di bene e male.

 
L'INTERVISTA

Qual è stato il tuo primo contatto con la musica e, in particolare, con il rap?
Mi sono avvicinato alla musica da piccolissimo. I miei genitori erano due appassionati di cantautorato italiano, sono cresciuto con un lettore cd portatile dove ascoltavo gli album di De André, Ivan Graziani e altri cantautori. Da subito mi colpirono le emozioni che riuscivo a provare ascoltando una bella canzone con delle belle parole.
Poco dopo conobbi il rap e ne rimasi subito colpito. Mischiava perfettamente le mie due più grandi passioni: musica e scrittura in rima/poesia. Da quell’amore a primo ascolto, probabilmente con un pezzo di Fabri Fibra passato in radio, iniziai ad informarmi e a cercare tutte le canzoni possibili di quel genere, scoprendo un mondo. Facevo la prima o forse la seconda elementare, e da quel giorno questa musica è diventata una costante nella mia vita.

Com’è nato il tuo nuovo singolo, “Fulmini”?
"Fulmini" è stata concepita in maniera molto naturale. Durante la prima quarantena entrai in contatto con Davide (DeadlyCombination), il produttore del beat. Il beat che sentite nel brano fu il primo che mi mandò e quello dove riconobbi la sua bravura. Per qualche tempo lo misi da parte, dedicandomi ad altre canzoni. Un giorno lo riascoltai in un momento di ispirazione e iniziai a scrivere le prime parole e da lì a poco avevo la canzone completa, pronta da registrare. 
Nasce come una canzone che segna l’inizio di un nuovo percorso con me, sia per l’avvento di questa nuova collaborazione, sia per la maturità, personale e artistica, che ho acquisito dai progetti passati fino a "Fulmini". Sarà sempre un crescendo e questo ci sembra un ottimo inizio di stagione. 

Quale disco faresti ascoltare ai tuoi fan per capirti meglio?
Non saprei proprio. Una risposta scontata sarebbe “il mio disco, quando uscirà”. Non avendo un punto di riferimento fisso, fortunatamente, non c’è un album nel quale un mio ascoltatore possa trovare una complementarietà con la mia musica. 
Forse un album dell’universo Machete. Sono cresciuto con la loro musica e mi sono formato da sempre secondo i loro ideali e immaginari. Spero un giorno di entrare a far parte del loro roster perché credo di poter essere uno di loro. Sicuramente ascoltando un po’ il loro sound, si possono trovare tracce anche del mio. Ispirazione, non plagio, spunti e non copia carbone.

Hai voglia di esibirti dal vivo?
Non vedo l’ora di poter tornare a suonare da vivo. Sono sempre stato un grande appassionato di concerti, ci sono sempre andato con grande frequenza, raramente perdevo l’occasione di andare ad ascoltare artisti bravi dal vivo. Tengo molto all’aspetto live, da sempre mi alleno affinché le mie canzoni rendano bene anche dal vivo. Non vedo l’ora di tornare ad esibirmi e sono sicuro che appena finirà questa situazione avrò modo di portare le mie canzoni su qualche palco. È un’emozione che solo chi fa questo mestiere sa descrivere e manca sicuramente a tutti, artisti, fan e artisti-fan.
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Redazione