L’Agenzia PM5 Talent nasce da un’idea dell’attore, acting coach e formatore Peppe Mastrocinque. Dopo un anno in cui l’incertezza ha preso il sopravvento – a causa dell'emergenza sanitaria legata al Coronavirus - si prepara ad affrontare un 2021 ricco di cambiamenti e progetti sul fronte televisivo e cinematografico, partendo dal rapporto professionale nato tra lui e il regista Alessandro D’Alatri. Lo abbiamo intervistato per voi, ecco cosa ci ha raccontato!

L'INTERVISTA

Ciao Peppe e benvenuto sulle pagine di Cherry Press. Perché nasce l’Agenzia PM5 Talent?  
L’agenzia nasce con l’intento e lo scopo di offrire ai giovani la possibilità di credere nei propri sogni e nella realizzazione dei propri desideri, basandosi esclusivamente su un principio empirico frutto della personale esperienza quasi trentennale di attore. Da ragazzo quando bussavo alle porte delle agenzie, armato di foto e curriculum e un desiderio sincero, mi rispondevano tutti allo stesso modo: “se non hai fatto ancora niente non possiamo prenderti". Trovavo quella risposta assurda. Se non dai la possibilità ad un giovane, credo che come adulto hai fallito. Io voglio dare una possibilità a questi ragazzi, ma al tempo stesso voglio darla anche a me: vincere insieme a loro senza chiudere nessuna porta. 

Come ti stai preparando ad affrontare il 2021?
Il nostro comparto fortunatamente a parte i primi due mesi del 2020 in cui siamo stati colti tutti impreparati, dopo non si è più fermato. Per noi il 2021 è la continuazione di quanto iniziato precedentemente. Ci sono molte produzioni in uscita in cui i nostri ragazzi sono tra i protagonisti ed altre a cui stiamo lavorando. È un periodo difficile per tutti, ma dobbiamo rialzarci, nulla dura in eterno nella sua impermanenza. Sono vicino ai tanti che hanno perso il lavoro, ma cerchiamo di non perdere anche l’entusiasmo e l’ottimismo diventando tutti immunodepressi. In quel caso sarebbe veramente complicato ripartire.

Quanto ha influito, l'emergenza sanitaria legata al Coronavirus, nell'attività della PM5 Talent?
Come dicevo prima, abbiamo cercato di non alimentare la lamentela improduttiva. Ci siamo presi un tempo per comprendere cosa era più giusto fare e siamo ripartiti. Abbiamo fatto investimenti sia strutturali che professionali. Abbiamo preso un ufficio più grande con più collaboratori. Abbiamo accolto docenti di recitazione, rimasti senza lavoro, nella nostra scuola di formazione: l’università del cinema di cui sono presidente e socio con il mio fraterno amico e regista Giuseppe Alessio Nuzzo. Abbiamo investito ed i numeri ci hanno dato ragione. Tanti sono i nuovi giovani che si stanno avvicinando alla nostra formazione e quindi alla PM5 Talent. Bisogna cercare sempre la strategia per trasformare l’impossibile in possibile. Pensare di farcela anche in un periodo come questo. 

Il prossimo 25 gennaio su Rai1 andrà in onda “Il commissario Ricciardi”, serie televisiva tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni e diretta da Alessandro D’Alatri, con protagonista Lino Guanciale ed un cast giovanile composto da diversi ragazzi provenienti dalla PM5 Talent. Come è nata la vostra collaborazione?
Come dice Alessandro: "Ci siamo conosciuti senza conoscerci". Mi piace questa sua definizione quando parla del nostro rapporto di amicizia. Sono quegli incontri nella vita che ti aprono una finestra sul mondo che non hai mai avuto il coraggio di aprire prima, anche se ci sei arrivato vicino. Ci siamo conosciuti in occasione del suo film "In punta di piedi". Io allora collaboravo con lo studio rapa, ero actor coach e collaboravo al casting dei minori. Trovai le protagoniste e tutte le altre ragazze del suo film. Lui vide lo scauting e il lavoro di preparazione che feci con questi ragazzi e da allora non ci siamo più lasciati. Fu lui che mi disse: "secondo me, tu dovresti mettere una agenzia per ragazzi qui su Napoli". Ecco, quella finestra si apri. Credo che oggi parte della felicità mia e dei miei ragazzi, la dobbiamo ad Alessandro. Abbiamo un sogno condiviso io e lui che speriamo si realizzi presto.

Quali saranno i prossimi traguardi della PM5 Talent?
Trovare nuove formule organizzative con il mercato internazionale. Stiamo già investendo su giovani laureati della Università Partenope di Napoli. Ragazzi in gamba, giovanissimi che conoscono già quattro lingue, determinati a fare una esperienza nel nostro settore e farci conoscere anche all’estero, in modo tale da dare sempre più possibilità ai nostri giovani attori.

Per concludere, quale messaggio vuoi lanciare ai lettori di Cherry Press?
Sono sempre spaventato quando devo lanciare dei messaggi. Ho paura che subito dopo possa pentirmi di quello che ho lanciato. Scherzo. Posso solo dire cose legate alla mia esperienza, ovvero se avete un sogno credeteci. Se avete un desiderio, investite tutte le vostre forze per realizzarlo. Non ascoltate le persone che continuamente vi demoliscono, voi non siete loro. Ponetevi degli obiettivi nella vita, a volte servono anche solo per avanzare. Io volevo fare l’attore nella mia vita. Oggi sono formatore e sono felice, perché grazie al mio obiettivo ho trovato la mia felicità. Non faccio più l’attore, ma grazie a quello, sono riuscito a realizzare il mio vero sogno: "fare del mio lavoro la mia missione". Un saluto sincero a tutti voi e grazie per la pazienza. 

Intervista di Barbara Scardilli
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Redazione