“ANTÌSTASIS vuol dire resistenza, e non la resistenza politica a cui voi tutti potreste pensare, ma alla resistenza più filosofica del termine, come per dire sta andando così e cerchiamo di resistere”.

Si apre così la Conferenza Stampa dei Tazenda in uscita domani 26 Marzo 2021, con il nuovo Album “ANTÌSTASIS” (dal greco classico “resistenza”) è un disco che incontra tradizione e innovazione, in cui si raccontano storie di vita comune tra debolezze, paure e speranze riposte nel futuro. 11 brani inediti (più 1 remix), in lingua sardo-logudorese e italiano, in cui si fondono il desiderio di esplorazione, l’attenzione di produzioni moderne e la ricerca della semplicità stilistica e vocale.

“E’ dal 2012 che non siamo presenti sulla scena musicale fisicamente”, spiegano i Tazenda, “ma non siamo stati con le mani in mano e questo disco ne è la prova, e lo specchio del nostro futuro. La musica è sempre stata l’elemento fondamentale del nostro percorso. Il bello della musica, è che ha la capacità di evolversi, e la caratteristica dei Tazenda, è sempre stata quella di unire la tradizione al rock, mentre oggi abbiamo cercato di spaziare tra più generi, ma sempre con uno sguardo alle nostre tradizioni”.

Questa la tracklist di “Antìstasis”: “Coro”, “La ricerca del tempo perduto”, “Ammajos”, “Splenda”, “A nos bier”, “Essere magnifico (feat. Black Soul Gospel Choir)”, “Dolore dolcissimo”, “Tempesta mistica”, “Dentro le parole”, “Innos (feat. Bertas)”, “Oro e cristallo (feat. Matteo Desole)”, “A nos bier (alternative version re-produced by jxmmyvis)”.

L’album contiene il nuovo singolo “La Ricerca del Tempo Perduto”, brano che trae fortemente spunto dalla canzone d’autore italiana con la sua tradizione di contenuti poetici e profondi e che parla di quel viaggio che ogni essere umano compie per trovare la sua strada. Il video, diretto da Italo Palmer e girato presso il Carcere di San Sebastiano a Sassari.

«Pubblicare “Antìstasis” è una vera liberazione – raccontano i TAZENDA – Tre anni di pre-produzioni, scelta brani, sessioni in studio iper tecnologiche, ma anche tutti in sala intorno ai grandi microfoni insieme per cantare all’antica. Divertimento e sofferenza: quando tutto fiorisce spontaneo è una vera goduria, la tua musica che nasce e cresce in modo florido. Quando qualcosa non ingrana, occorre ripartire con idee e creatività, pazienza e mestiere. Non è facile, ma è quello che sappiamo fare meglio: partorire musica. Le 12 canzoni sono venute fuori educate, pronte ad entrare in società. In certi momenti si sente per fortuna ancora la nostra adolescenza ribelle fatta di prog e di Beatles, a volte ruspante e a volte concreta. Ogni brano ha una sua storia. Chi nel testo che trasuda vita vissuta, chi nella melodia che risente influenze lontane».

A chi chiede poi loro quale sia il percorso di vita e d’ispirazione che hanno avuto i Tazenda fino ad ora, rispondono: “Tutta la musica ci influenza e ha influenzato il nostro percorso. Chi fa arte lo fa attraverso il suo vissuto, che non può essere giudicato per bene o male, perché ognuno di noi lo vive giorno per giorno. Abbiamo un popolo che ci segue, abbiamo il popolo sardo che ci sostiene da sempre e anche quando andiamo all’estero ritroviamo quella magia dei nostri conterranei che non ci abbandonano mai”.

Articolo di Rosa Spampanato

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Redazione