Dopo la vittoria al Festival di Castrocaro con il brano “Fiori da Hiroshima”, e le selezioni sanremesi tornano i Watt con un nuovo singolo dal titolo “Hey” .

I Watt sono giovanissimi, talentuosi, affiatati e la musica è la loro grande passione. Nelle canzoni raccontano le gioie e i dolori della loro generazione e lo fanno con quel pizzico di leggerezza che, nella vita come nell’amore, aiuta a superare i momenti più difficili . Le loro composizioni sono vere miscele sonore esplosive che prendono vita grazie ad voce femminile raffinata e potente e a ottimi musicisti e produttori.

L'INTERVISTA

Iniziamo un po’ dal principio: come ha avuto inizio il progetto dei Watt? 
I Watt nascono nel 2013 in un oratorio di Milano. Il nostro quartiere è piccolo e, cosa principale, quando ci siamo formati c’erano davvero pochi giovani con la passione per la musica (oggi il numero si è alzato tantissimo e ne andiamo fieri), quindi bene o male ci si conosceva già tutti. In un primo momento abbiamo deciso di suonare qualche pezzo insieme solo per il gusto di farlo, perché la musica unisce, e dopo un anno si è unita alla band Greta, cantante dei Watt e sorella di Matteo, il nostro batterista.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il vostro stile? 
Noi ci lasciamo trasportare da tutte le novità. Certo, essendo nati come band rock i nostri artisti o gruppi di riferimento prima erano Bruce Springsteen, i Muse, gli Alter Bridge e i Metallica, ma ora qualsiasi cosa esca di nuovo è un’occasione per noi per sperimentare cose nuove: stile, genere, linguaggio… Ci definiamo di genere pop influenzato ora!

Tre aggettivi per definire la vostra musica. 
Difficile questa domanda… probabilmente, con una bella antitesi, due aggettivi sono “malinconica” e “gioiosa”, mentre il terzo, sicuramente, come abbiamo già detto in precedenza, è “influenzata”.

“Hey” è il vostro nuovo singolo. Quale messaggio volete comunicare con questo brano? 
Più che un messaggio, questo pezzo vuole raccontare una storia: abbiamo visto e trattato l’argomento dell’amore da diversi punti di vista e situazioni, in questa canzone vogliamo invece rappresentare in modo malinconico ma sempre spensierato la fine di una relazione che viene accompagnata al termine da una sorta di ninna nanna, ovvero il brano “Hey”.

A chi dedicate il singolo? 
Le relazioni vanno e vengono, specialmente alla nostra età. Questo pezzo alla fine cerca di ricordare a noi e soprattutto a chi lo ascolta i momenti belli, ormai passati, che stanno per volgere al termine. Alla fine è dedicata un po’ a tutti, ai nostri amici, agli sconosciuti, agli ex e anche a noi!

Sappiamo che avete vinto il Festival di Castrocaro con il brano “Fiori da Hiroshima”. Raccontateci questa esperienza. 
L’esperienza vissuta a Castrocaro è sicuramente una delle più belle della nostra carriera e della nostra vita: tra le amicizie che abbiamo creato, le emozioni che abbiamo provato e la musica che ci accompagna durante tutto il periodo, è stato come iniziare una nuova vita, cosa che in effetti abbiamo fatto. In più abbiamo anche vinto, cosa che non ci aspettavamo assolutamente dato che tutti gli artisti in gara erano e tuttora sono fortissimi.

Cosa vi manca di più e quale sarà la vostra prima mossa non appena potremo ritornare alla vita normale? 
La cosa che ci manca di più in assoluto è sicuramente suonare dal vivo. Amiamo far sentire a tutti la nostra musica e ci piace tantissimo giocare con il pubblico, insomma, far passare a tutti, noi compresi, una bellissima serata. Molto probabilmente, appena si potrà, inizieremo a riprogrammare concerti e feste dove possiamo essere noi stessi, in tutto e per tutto.

Per concludere, quale messaggio volete lanciare ai lettori di Cherry Press 
Come diciamo sempre, la cosa più importante nella vita è credere davvero in quello che si fa e lavorare ogni giorno per renderlo sempre migliore. Inseguire i sogni non è stupido, è coraggioso, e tutti dovrebbero esserne capaci. Se 4 folli come noi ce l’hanno fatta e hanno raggiunto importanti obbiettivi, perché voi non dovreste? Ah, e andate ad ascoltarci, ci trovate su tutte le piattaforme digitali 😉

Intervista di Barbara Scardilli
 
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Redazione