Ancora oggi, a distanza di quasi tre anni dall’uscita del primo volume e di oltre due e mezzo dalla pubblicazione del secondo, Il tulipano che fiorì tra la neve di Susy Vizzo pubblicato con Eclypsed Word Publishing per la collana Artemis (Prime opere di nuovi autori) fa parlare di sé.

L’autrice narra ai suoi lettori dell'amore apparentemente impossibile, in grado di diventare talmente potente da sovvertire le sorti stesse della vita dei protagonisti. Nel quadro cupo di una Germania della Seconda Guerra Mondiale inizia una storia d'amore combattuta e sofferta fra una ragazza ebrea e un soldato della Wermacht, che raggiungerà il suo culmine nell'orrore dei campi di concentramento. Più il mondo di Edith e Aaron diventerà oscuro, più il loro amore risplenderà, illuminando il loro cammino verso un finale sorprendente.

Oggi venticinquenne, Susy Vizzo è nella scrittura che ha trovato la possibilità di riuscire a esprimere al meglio le sue emozioni, di liberare le parole che a voce si sarebbero disperse e mai sarebbero state comprese.

“Il tulipano che fiorì tra la neve è una delle mie storie più travagliate – ha dichiarato la giovane autrice. Tanti anni di lavoro e di ricerche per giungere poi alla conclusione della mia opera più corposa. Sebbene possa sembrare una storia di guerra, ambientata nella Germania nazista della seconda guerra mondiale, il tulipano che fiorì tra la neve è in realtà un inno alla vita, all'amore e alla speranza. È una storia che si trascina negli anni della guerra, facendo assaporare al lettore un pizzico di quel dolore vissuto dai protagonisti come in prima persona. Ed è proprio quel dolore, e quell'amore totalmente puro ed incondizionato, che porteranno inevitabilmente chi legge ad affezionarsi ai personaggi e a sperare, fino all'ultima riga, che ci possa essere un lieto fine. Che dopo tanta sofferenza, dopo tante tribolazioni, esista qualcosa di buono al di là di quella coltre di sangue, come se la vita avesse un debito da riscattare con coloro che hanno lottato con ogni briciolo di forza per ciò che è giusto”.

“Susy Vizzo – ha affermato l’editore di Eclypsed Word Publishing Lele Zivillica -  è una giovane, ma promettente scrittrice. Con un linguaggio semplice e una narrazione incisiva è riuscita a far prendere vita a una storia potenzialmente senza tempo e sempre attuale.
Il romanzo di Susy non è una storia di guerra e nemmeno una storia d'amore: parla di come l'odio, la violenza e la follia siano forze terribili e spaventose, ma costrette a cedere e ad andare in frantumi innanzi al sentimento dell'amore puro.
Per questo motivo Il tulipano che fiorì tra la neve è un romanzo senza tempo e sempre attuale, perché parla di un argomento universale... e lo fa molto bene.
Abbiamo deciso di dividere il romanzo in due parti, per due ragioni: una più pratica e una editoriale.
Quella più pratica è perché il romanzo originale superava le mille pagine e questo ci portava vicino ai limiti tecnici delle macchine da stampa.
Editorialmente, ci è parso perfetto spezzare la storia in due parti, poiché due sono le macro-ambientazioni geografiche e temporali della storia. Seguendo il naturale flusso della narrazione, abbiamo deciso di suddividere fisicamente il romanzo nel punto in cui i protagonisti fisicamente si separano”.

Sarà proprio il sentire della scrittrice, unito alle peculiarità evidenziate dallo stesso editore e al difficile periodo storico che stiamo vivendo, a far sì che quest’opera continui a distanza di tempo ad attirare l’attenzione e il riconoscimento dei lettori, che presto vedranno, peraltro, uscire sul mercato editoriale una nuova opera dell’autrice.

“Lo scorso anno, durante il periodo di quarantena, mi sono finalmente decisa a scrivere una storia che mi frullava nella mente già da troppo tempo e che si chiama Ci rincontreremo un giorno d'aprile. Parla di una ragazza perseguitata da un sogno ricorrente che la ossessionerà a tal punto da indurla a indagare, a scavare così a fondo da farle scoprire qualcosa di incredibile, quasi surreale, che le cambierà totalmente la vita. Questa è una storia molto personale, molto sentita, mi ha preso quasi un anno di lavoro per poterla completare. L'ho pubblicata su un sito per lettori e scrittori e in poco tempo è riuscita a raggiungere quasi trentaduemila letture, con tanti apprezzamenti da parte di persone di ogni fascia d'età. Ciò mi ha notevolmente commossa, essendo una storia totalmente diversa da molte altre, ma comunque con numerosi riferimenti al mio precedente romanzo Il tulipano che fiorì tra la neve”.


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Redazione