“Il segreto di Vivaldi” (Curcio Editore) di Luciano Varnadi Ceriello, è il terzo romanzo della trilogia di Reinhard Friedmann, preceduto da “Il segreto di Chopin” e “Il segreto di Marlene”.

Il libro è ambientato nei primi anni Cinquanta, tra l’esoterica Torino, la misteriosa Mantova e la Venezia carnascialesca, per poi concludersi in Polonia, nella Basilica di Santa Croce, dove tutto ha avuto inizio. Intento a leggere una lettera dei monaci dell’Eremo dei Camaldoli, il protagonista Reinhard Friedmann viene colpito alla testa e si ritrova ammanettato a un letto d’ospedale. I suoi carcerieri lo torturano per costringerlo a rivelare un codice segreto connesso in qualche modo alle passate vicende. Reinhard riesce a fuggire a Torino, dove si imbatterà nel mondo sotterraneo di neonazisti e neofascisti, conoscerà l’onta del triangolo rosa degli omosessuali trucidati, fino a giungere, dopo un lungo viaggio, nella Basilica di Santa Croce dove gli verrà svelata la missione che è destinato a compiere. 

Abbiamo intervistato per voi l’autore veneto-campano. Ecco cosa ci ha raccontato.

Ciao Luciano, benvenuto su Cherry Press. Come hai scoperto la tua passione per la scrittura e per la musica? 
Sono nato prima come autore, ho scritto poesie sin da quando ero bambino e poi, dall’età di sedici anni, testi che ho tradotto in canzoni. Durante la mia carriera ho inciso diversi album cantautorali di matrice pop-rock, poi una notte ho sognato Chopin che mi ha chiesto di scrivere un testo seguendo la linea melodica del suo secondo Notturno, l’Opera 9 N° 2 in Mi bemolle maggiore e da quel momento è avvenuta una svolta radicale nella mia ispirazione. Ho lasciato trascorrere diversi giorni da quel sogno, poi mi sono cimentato in quel tipo di scrittura e ho elaborato un testo con corrispondenza sillabica sulla melodia di quel Notturno di Chopin, testo intitolato LA PIANISTA. Da quell’evento mi sono appassionato alla musica classica e, spinto da un’irrefrenabile ispirazione, ho scritto i testi su tutti e ventuno i Notturni del pianista polacco. È in quel momento, poco dopo aver compiuto quarant’anni, che è nato in me il romanziere. Ho così dato vita alla “Trilogia di Reinhard Freedmann” formata dai romanzi IL SEGRETO DI CHOPIN (Curcio Editore 2017), IL SEGRETO DI MARLENE - Viaggio alla ricerca del sé (Curcio Editore 2019) e IL SEGRETO DI VIVALDI – Tra esoterismo e passione (Curcio Editore 2021)

“IL SEGRETO DI VIVALDI - Tra esoterismo e passione” è il tuo nuovo romanzo. Come è nato?
IL SEGRETO DI VIVALDI è nato dopo gli studi preliminari che compio sempre prima di scrivere qualsiasi mia opera, ed è stato concepito con la forte volontà di far conoscere ai lettori alcune vicende accadute durante la seconda guerra mondiale, perpetrate dai nazisti nei confronti degli omosessuali, prima che questi ultimi venissero trucidati. Vicende spesso sottaciute dalla storia ufficiale. Parlo dell’onta del triangolo rosa alla quale venivano sottoposti i poveri malcapitati e alle sventurate conseguenze scaturite da quel disumano e irridente trattamento. 

Da quale idea nasce la copertina del libro?
La copertina del libro è della pittrice Amelia Musella, che è mia moglie. Condividiamo la nostra vita da trent’anni e spesso le nostre arti si intersecano in punti di sublimazione comuni. Questo è il caso anche dell’immagine presente sulla copertina del libro, essa è un particolare della tela IL CANTO DELLA VITA, quadro formato da tre tele unite tra di loro attraverso diverse spille da balia e sulle quali sono presenti bulloni che formano alberi dai cui rami si diffonde un canto che giunge, attraverso la bocca, alle spire di un serpente dalla doppia testa, simbolo mitologico del male, ma allo stesso tempo emblema di rinnovamento grazie al suo possibile cambio di pelle, serpente che nel quadro occulta un volto con capelli formati da foglie, anch’esse chiaro simbolo di rigenerazione, di rinascita, di redenzione. 



Quale messaggio speri che i tuoi lettori colgano tra le pagine de “Il segreto di Vivaldi”?
Mi auguro che i lettori colgano tra le pagine del libro un messaggio di speranza. Vorrei comunicare a chi legge che, anche quando sembra tutto perduto, c’è sempre nella penombra una strada di luce da poter seguire. Ognuno nella vita ha una missione da compiere, ciascuno deve riuscire a capire quale è la propria per riuscire a portare a termine il proprio “mandato”. 

In veste di cantautore, hai anche composto un disco dal titolo “VivaldInKanto – Opera POP” ispirato alle quattro stagioni di Vivaldi. Qual è la connessione tra l'album e il libro?
La connessione tra il romanzo e il disco è di carattere testuale, i testi di “VivaldInKanto – Le quattro stagioni - Opera POP (ProsiMeloMetro N. 2)” sono presenti anche all’interno del libro IL SEGRETO DI VIVALDI e, nella finzione letteraria ho utilizzato l’espediente narrativo di affidarli alla scrittura del protagonista Reinhard Friedmann. L’album contiene gli stessi testi, però cantati sulla musica de Le quattro stagioni di Vivaldi. I testi sono stati scritti con corrispondenza nota-sillaba e sono stati arrangiati da mio figlio Giuseppe (Nome d’arte Kristo). Le voci che si sono magistralmente cimentate nel canto sono quelle di Tony D’Alessio (attuale voce del Banco del Mutuo Soccorso) e de Le Matrioske, trio formato da un’intera famiglia: la mia collaboratrice storica Vera Mignola, sua figlia Nunzia Duri e sua nipote Orsola Guerriero. Io mi sono ritagliato un cameo come voce recitante all’interno del secondo movimento de l’Autunno. L’album mette in relazione le stagioni dell’anno con il ciclo vitale di una donna, dove alla Primavera corrisponde la nascita di una bambina, all’Estate il periodo della giovinezza, all’Autunno il periodo della maturità e all’Inverno quello della vecchiaia.


Stai lavorando a dei nuovi progetti?
Sì. A livello letterario nell’aprile del 2022 uscirà un nuovo romanzo, stavolta scisso dalla storia di Reinhard Friedmann, è una storia a sé stante. Riguardo alla musica, sono in corso d’opera le realizzazioni di altri due ProsiMeloMetri, uno in collaborazione con il maestro Ivano Leva e un altro in collaborazione con il maestro Giuseppe Giulio di Lorenzo. 

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Redazione