Sakküra, al secolo Mattia Sacchetti, nasce a Terracina il 28 luglio 1998. Dopo la turbolenta separazione dei suoi genitori, all’età di 3 anni Mattia si trasferisce e vive con i suoi nonni. La passione per la musica inizia fin da bambino quando, quelle poche volte che vedeva il padre, ascoltavano insieme in macchina canzoni degli anni ‘70, ‘80 e ‘90. All’età di 11 anni inizia a seguire a scuola corsi di chitarra, pochi anni dopo decide di continuare lo studio da autodidatta della chitarra elettrica e a seguire corsi di canto con vari insegnanti del territorio. A 16 anni scopre la grandissima passione per il beatbox che, come dice lui, gli cambia la vita e gli apre una strada anche sui social diventando popolare su TikTok (all’epoca ancora Musically). Vive la musica a tutto tondo ascoltando artisti Rap come Snoop Dogg e 50 Cent e artisti del panorama italiano come Noyz Narcos e il suo collettivo. Questa sua passione lo porta a sperimentare e produrre le sue prime creazioni utilizzando una loop station e il beatbox, scrive i suoi primi testi e inizia a rapparci sopra per divertimento. Ma una grande passione sono anche i film, soprattutto gli horror e gli anime, che gli sono da ispirazione per i suoi brani con i quali vuole esprimere i suoi pensieri sul mondo, sulla vita, sulle persone e sulle emozioni che prova attraverso delle metafore. 

Nel 2020 viene scovato da Marco Canigiula che ne apprezza il grande talento e decide di firmare il suo primo contratto discografico con Cantieri Sonori. Dopo il grande successo riscosso con i primi due singoli “Dio Brando” e “Ghoul”, e dopo il brano “omaggio” alla festa di Halloween “Ghostface”, torna sul filone anitrap con il nuovo singolo “Wall Maria”, in rotazione radiofonica dal 17 dicembre 2021.

Da dove è arrivata l’ispirazione per il tuo nuovo singolo, “Wall Maria”?
Come per tutti gli altri brani, ho preso ispirazione da un anime, che ho utilizzato per fare le metafore. L’anime in questione è “Attack on Titan” e ho voluto raccontare la storia d’amore di due persone, che hanno affrontato situazioni difficili e molto simili nella loro vita, soprattutto durante l’infanzia e ora si aiutano l’uno con l’altra, affrontando insieme gli ostacoli della vita, rappresentati dalle “mura” e dai “Giganti”, intorno a cui ruotano le dinamiche dell’anime.

Quanto tempo hai impiegato per la scrittura del brano? Hai modificato il testo più volte?
Di solito non modifico mai i testi dei miei brani, perché quando inizio a scrivere ho già le idee molto chiare, so già esattamente cosa voglio comunicare e tramite quale anime farlo. Anche per “Wall Maria” è stato così, credo di averlo scritto in due giorni.

Il pezzo contiene anche un videoclip. Ce ne puoi parlare?
Il videoclip è stato girato nel Parco degli Acquedotti, è stato registrato in poche ore. Il posto è molto evocativo, a parer mio, perché rimanda molto all’anime da cui è ispirato il brano. Nella sua semplicità riesce a trasmettere perfettamente tutto quello che avevamo intenzione di comunicare. In particolare, le riprese via drone hanno un ruolo importante per suscitare lo stato di angoscia che si prova ad essere “inseguiti” dai Giganti, che rappresentano le pressioni e le difficoltà della vita, a volte non importa quanto veloce si corra, li sentirai sempre alle costole.

In cosa ti senti migliorato rispetto ai tuoi progetti precedenti?
Sperimentando e mettendomi sempre in discussione credo di aver migliorato me stesso ed il mio approccio alla musica. Mi piace cambiare e sfidarmi in continuazione, indole che i miei manager apprezzano e stimolano spingendomi sempre a provare cose nuove.

Ti senti cambiato caratterialmente da quando hai iniziato a fare musica?
Mi sento più sicuro e più maturo. La musica mi sta aiutando a crescere e a conoscermi a fondo. Mi sento anche molto più felice, mi ha aiutato ad uscire da un periodo difficile della mia vita e mi ha dato un obiettivo per cui lottare in un periodo in cui lottare per qualcosa non mi sembrava possibile. Ho scoperto, con piacere, di averne sia le forze che le capacità.

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Redazione