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Edea: il tempo, le sue origini, l’amore…

 


Certamente i colori accesi della vita, vita che arriva dall’Africa, dall’altrove, vita che non ha bandiera e colore di pelle. Edea torna in scena con un singolo dai contorni assai digitali e dai messaggi forti, dolcemente violenti… messaggi d’amore e di accettazione, messaggi di pace e di accoglienza. Si intitola “Le radici del tempo”, titolo manifesto che ci consegna a questa bella intervista.
 
Origini. Tempo. Forse ancor più importanti di accoglienza e amore. Cosa ne pensi?
Diciamo che mentre scrivevamo questo brano, io e Lorenzo Sebastianelli abbiamo pensato di mettere tutti e quattro questi concetti sullo stesso piatto della bilancia: da un lato c’è colui che intraprende il viaggio, che lascia le sue radici, rischiando il tutto per tutto e creando un nuovo se, su un piano temporale ( inteso come evoluzione dalle radici dal passato al futuro che si costruirà). Dall’ altro lato, invece, ci si aspetta che tutto ciò venga sostenuto dalla gente che lo incontrerà, dalla nuova società della quale andrà a fare parte. Ecco da cosa nasce lo slogan” accoglienza, pace e amore”, dal desiderio che questi “ incontri tra culture diverse” diventino normalità. Infondo siamo tutti esseri umani, tutti comuni mortali. Lo so, oggi non è per nulla scontato essere accettati, perché purtroppo si vede lo straniero come qualcosa che non si riconosce, qualcuno che si identifica come “diverso”.
È invece proprio il “ diverso” che arricchisce le società, che alimenta le nostre conoscenze.
 
Un momento storico che si costruisce sugli automatismi e non sulla memoria storica. Tu come la vivi?
È vero, purtroppo la vita di oggi è troppo frenetica, a volte si fanno azioni e ci dimentichiamo di aver fatto esattamente un secondo dopo! Succede a tutti, e anche a me.
Penso però che a volte dovremmo fare uno sforzo, e concentrarci di più sul nostro vissuto, perché è così che sentiamo il nostro passato più vicino. Inoltre serve a darci un’ identità e a capire chi siamo veramente.
In più i ricordi ci insegnano a riconoscere gli errori che abbiamo fatto, e ci indicano come non inciampare più nella stessa pietra, e a rialzarci quando cadiamo!

 

Un brano dai forti colori africani o sbaglio? Come mai questa direzione?
Una direzione per me senza dubbio obbligata, datosi che metà delle mie stesse radici sono africane: mia madre è infatti del Mali, nel nord- ovest del continente africano.
Partendo dal tema principale del brano, non potevo non pensare proprio a lei, che si trasferì giovanissima in Italia, lasciando la sua terra d’origine.
Inoltre l’ Africa è una terra meravigliosa! È gioiosa, colorata, senti l’ amore per la vita quando sei lì! E partendo proprio da queste immagini e dalle sonorità tribali che abbiamo cercato di raggiungere un equilibrio musicale che trasmettesse tutto questo.
 
Bello il video. Belli i colori… anche loro sono parte integrante del messaggio?
Assolutamente si! Tutto il brano vuole dare importanza alle “radici” e al legame con le proprie origini. E il videoclip de “Le Radici del Tempo” è sostanzialmente un flashback al passato, con un occhio verso il futuro che verrà.
Chiaramente ho deciso di rappresentare “ il passato “ con delle immagini dell’Africa perché mi rappresentano di più, ma naturalmente ognuno può immaginare e creare nella sua testa il proprio “flashback”. Alla fine è questo il bello della musica, ciascuno di noi può modellarla sulle proprie esperienze personali, e darle un senso diverso a seconda del proprio vissuto.