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Esce oggi “FAST FOOD”, il nuovo album di LAMINE

 


Un ritorno importante e peculiare, come è giusto per un progetto unico: esce oggi, 30 gennaio 2026, Fast Food, il nuovo disco di Lamine, il progetto di Viviana Strambelli.   
  
L’avventura musicale e artistica di Lamine riprende con un album che colleziona frammenti, che collega insieme progetti sonori interrotti, li rielabora e ne ottiene un tutto coerente e coeso.  
 
L’album nasce come un sistema di frammenti ricombinati: materiali sonori interrotti, scarti, idee lasciate in sospeso vengono recuperati, sovrapposti e compressi fino a diventare un corpo unico. Non una raccolta, ma una stratificazione. 
  
La musica è densa, sovraffollata, quasi ingestibile; le melodie restano piatte, dirette, funzionali. La voce non racconta: espone. 
Il processo è dichiaratamente non lineare: ciò che era incompleto, difettoso o fuori tempo viene mantenuto tale, trasformando l’errore in struttura e lo scarto in linguaggio. 
  
Useremo tutto.  
Gli scarti. 
I frammenti. 
La velocità. 
L’artificio. 
Anche ciò che ci disturba e ci consuma. 
Anche ciò che non è puro.  
Non difendiamo i mezzi. 
Li usiamo per difenderci. 
Se qualcosa può far passare quello che siamo, 
allora può essere usato. 
Anche contro se stesso. Anche contro noi stessi.  
Non cerchiamo la verità dei materiali, 
ma la verità di ciò che passa attraverso di essi.  
Perché c’è una cosa sola che non si negozia: 
la necessità di dire.  
Fast Food nasce quando qualcuno prova a toccare la sorgente 
da cui nascono le parole. 
E le parole non si confiscano  
  
C’è una necessità di comunicazione fortissima alla base di un disco stratificato, resistente anche a dispetto di se stesso. E c’è la voce di Lamine che tiene insieme tutto, con poesia e con una fragilità che si fa durezza adamantina.
  
Fast Food non è adesione, non è provocazione. 
È una strategia di attraversamento.  
In un sistema che consuma, accelerando, 
noi acceleriamo per far passare ciò che resiste. 
In un sistema che chiede forme riconoscibili, 
noi usiamo le forme come veicoli, non come identità.  
Fast Food difende una sola cosa, non negoziabile: 
la necessità di dire come diritto assoluto, non come privilegio.  
Tutto il resto è mezzo. 
Tutto il resto è materia. 
Tutto il resto può essere usato.  
  
Crediti 
Francesco “Fuzzy” Fracassi – produttore 
Viviana Strambelli (Lamine) – voce e preproduzioni 
Flavio Galanti: Chitarre e preproduzioni 
Ambra Chiara Michelangeli: Violini  
Andrea Ciccorelli – illustrazioni  
Alida Pintus – illustrazioni  
Registrato al Quadraro Basement (Roma)  

Traccia per traccia 
 
Tritacarne 
Il centro emotivo del disco. Un corpo attraversato, trasformato, che diventa paesaggio. Tritacarne parla di resistenza silenziosa, di cura, di una forza che continua a esistere anche quando sembra esaurita. La luna accompagna e osserva: non giudica, resta. È una canzone sulla rinascita senza retorica.   
  
Secondo Disco 
Tra ironia e disincanto, racconta il peso del “dopo”, quando si è già visto troppo ma si sceglie comunque di restare. È il punto di partenza di un disco che rifiuta l’idea di percorso lineare e accetta la frattura come condizione creativa.    
  
Pentothal
Ispirato all’immaginario di Andrea Pazienza, è uno dei brani più visionari del disco. Un personaggio cammina dritto, senza guardarsi intorno, mentre il mondo crolla come in un gioco infantile. Girotondo racconta la corsa cieca verso un muro invisibile, tra fede, disincanto e collisione finale.    
   
Roma
Roma è un organismo vivo, lontano da ogni mitologia. La città diventa spazio di attraversamento quotidiano, luogo di stanchezza e ripartenza. Roma racconta ciò che resta quando una battaglia finisce: un equilibrio fragile, ma necessario, tra luce e sopravvivenza.     
  
Iononhoundio
Una preghiera laica e minimale. Il punto di vista è quello di chi resiste per centimetri, cercando una forma di salvezza terrestre. Qui Dio non è un’entità, ma un bisogno essenziale: essere visti, essere amati. Un brano che parla di solitudine senza compiacimento.  
   
Tu spezzi le ali agli angeli la mattina  
Il brano più diretto e rabbioso del disco. Un attacco frontale a chi neutralizza la poesia, a chi spezza ciò che è fragile per esercitare potere. Il linguaggio è duro, necessario, privo di filtri. È un atto di difesa della creatività.    
  
Chi è LAMINE
Lamine è il progetto artistico di Viviana Strambelli, cantautrice e interprete italiana. La sua scrittura si muove in un territorio in cui parola, voce e dimensione performativa sono centrali, con una particolare attenzione all’intensità interpretativa e al valore espressivo del testo.  
  
Prima di dedicarsi alla musica, Viviana Strambelli  diplomata alla scuola del Teatro Stabile di Genova lavora con registi e interpreti quali Ken Loach, Antonio Albanese, Valerio Binasco e Lucio Pellegrini, e prende parte a diverse produzioni televisive, tra cui “Questo nostro amore” e “Il Commissario Manara”, trasmesse su Raiuno. L’incontro con la musica segna una svolta nel suo percorso artistico: nel 2018 si classifica terza a Genova per Voi, talent dedicato agli autori.  
  
Nasce così Lamine, progetto che le consente di esprimersi attraverso le proprie parole e la propria voce. Il 2019 rappresenta un anno particolarmente significativo: ottiene il Premio della Critica e il riconoscimento per la Miglior Interpretazione al Premio Bianca D’Aponte, vince il Premio Fabrizio De André, si classifica terza al Premio Bindi e raggiunge la semifinale a Musicultura. Nel 2020  il vince  1M NEXT per il Concerto del Primo Maggio di Roma.  
  
Il suo lavoro ha ricevuto attenzione da parte di numerose testate nazionali e di settore. Fast Food è il suo nuovo album.