Si intitola "Poco e Niente" l'ep da cinque canzoni con cui il cantautore Mike Youlend celebra il proprio ritorno alla musica.
Un collage di sensazioni e di idee, dalla malinconia allo sberleffo, per un lavoro che non si prende troppo sul serio e non vuole essere preso troppo sul serio.
“Poco e Niente” - racconta Mike Youlend - nasce dopo un lungo periodo di silenzio musicale, in cui non scrivevo né pubblicavo nulla. Non è stato pensato come un progetto strutturato né come un EP costruito attorno a un concept preciso: è semplicemente il risultato di quello che è tornato fuori quando ho ricominciato a scrivere.
Dentro ci sono idee, generi e momenti molto diversi tra loro, senza un filo unico che li unisca se non il fatto di appartenere allo stesso periodo emotivo. Per questo il titolo è “Poco e Niente”: perché rappresenta esattamente quello che era, senza forzarlo in qualcosa di diverso”.
Traccia per traccia
“Angelo Scientificamente Biblico”
Ballad pop malinconica e vulnerabile che nasce dal confronto con il dolore dell’altro e da ciò che significa amare qualcuno che attraversa una forte fragilità emotiva. Il pezzo racconta una forma d’amore complessa, fatta di vicinanza e impotenza, in cui il desiderio di proteggere si scontra con la consapevolezza che non sempre è possibile salvare chi si ama senza perdersi a propria volta. Su una struttura intima e raccolta, il brano alterna dolcezza quotidiana e tensione emotiva, trasformando amore, cura e senso di colpa in un linguaggio surreale e profondamente umano.
“Giorgia Meloni”
Un brano ironico e disilluso che usa politica, cultura internet e nichilismo generazionale per raccontare il senso di smarrimento di una generazione cresciuta online. Tra riferimenti all’IA, burnout, lavoro precario, meme culture e alienazione urbana, il pezzo alterna sarcasmo e vulnerabilità personale, trasformando il caos contemporaneo in un racconto pop cinico ma estremamente diretto.
“Hamilton”
Brano pop leggero, ironico e caotico che racconta una relazione intensa attraverso immagini quotidiane, assurde e romantiche allo stesso tempo.
“Hamilton” parla di un amore imperfetto ma vissuto con spontaneità, tra battute, litigate, dipendenza affettiva e momenti surreali trasformati in qualcosa di tenero e umano. Il brano usa un linguaggio diretto e contemporaneo per raccontare il lato più confuso ma anche più genuino delle relazioni, dove ci si continua a scegliere nonostante tutto.
“Mal di Testa”
“Mal di Testa” nasce da un approccio volutamente leggero e superficiale, quasi come una reazione al peso del mondo esterno e al clima costante di tensione contemporanea. Tra immagini estive, pensieri confusi e riferimenti quotidiani, il brano trasforma ansia, caos e sovrastimolazione in un momento di evasione pop, dove divertirsi e lasciarsi andare diventa quasi un modo per sopravvivere. Il pezzo alterna energia, ironia e malinconia leggera, raccontando quella voglia generazionale di spegnere il cervello per un attimo e vivere tutto con meno peso addosso.
“Poco e Niente”
Brano di chiusura dell’EP, pensato come un addio al progetto stesso oltre che come una canzone su una fine personale. “Poco e Niente” nasce come un saluto, un momento sospeso tra conclusione e mancanza, dove il vuoto lasciato dalla fine non riguarda solo una relazione ma anche tutto ciò che il disco rappresenta emotivamente. Il pezzo alterna immagini intime e disilluse a un senso di distacco più ampio, trasformando la chiusura dell’EP in una confessione che può essere letta anche come un addio a un amore, a un periodo o a una versione di sé.
Chi è Mike Youlend
Mike Youlend è un artista che trasforma alienazione, relazioni e cultura internet in un immaginario emotivo e contemporaneo. Nei suoi brani convivono depressione, ironia generazionale, romanticismo ossessivo, politica, meme culture e riferimenti religiosi reinterpretati come simboli personali.
La sua scrittura alterna immagini intime e quotidiane a scenari nichilisti e surreali: IA usate per riempire il vuoto, amori caotici, Milano vissuta come un limbo emotivo e una generazione sospesa tra burnout e dissociazione.
Musicalmente il progetto si muove tra pop, indie e cantautorato digitale, con testi diretti, vulnerabili e profondamente legati all’estetica online contemporanea. Mike Youlend non vuole essere un personaggio: vuole essere una persona, condividendo ciò che prova con chi potrebbe ritrovarcisi.
