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"Giornate a righe" è il nuovo album di Giovanni Leo e Ilario Ferrari



Debutta "Giornate a Righe", l'album crossover di Giovanni Leo e Ilario Ferrari, nato sull'asse Roma-Londra: un viaggio tra jazz, sound design cinematografico e testi ironici tra cultura pop e fanta-filosofia.


È disponibile su tutte le piattaforme digitali "Giornate a Righe", l'album di debutto del sound designer e autore Giovanni Leo, scritto a quattro mani con il pianista e compositore Ilario Ferrari, nome di rilievo della scena jazz europea e londinese.


L'opera è il frutto di una gestazione decennale sviluppatasi tra l'Italia e il Regno Unito. Il progetto affonda le sue radici in una lunga amicizia nata sui palchi rock capitolini e consolidata nel loro storico studio di produzione alla Garbatella, spazio che per anni ha visto i due artisti arrangiare e produrre lavori per la scena pop, rap ed elettronica romana. 


Completato nella scrittura nel 2014, poco prima del trasferimento di Ferrari nel Regno Unito, l'album ha attraversato un esteso periodo di distanza geografica e maturazione prima di vedere la luce, mantenendo intatta una sorprendente e profonda attualità.


Il sound e il racconto visivo: tra canzone d'autore e cinema

"Giornate a Righe" si colloca in una nicchia raffinata al confine tra musica d'autore, jazz e musica da camera. L'architettura sonora del disco poggia sul dialogo costante tra il pianoforte di Ilario Ferrari – autore anche di tutti gli arrangiamenti per archi – e l'Ondanueve String Quartet (già al fianco di artisti come Eugenio Bennato, John Cale, Joe Barbieri e Tosca) dei. Un tessuto sonoro che in alcune tracce si arricchisce del calore del contrabbasso, della dinamica della batteria e di incursioni ritmiche di beatbox.


Il consolidato background cinematografico di Giovanni Leo, testimoniato dalla sua carriera come docente di tecnica del suono all’Istituto Cine-TV e da numerosi lavori approdati alla Festa del Cinema di Roma, si riflette in un meticoloso lavoro di sound design che attraversa l’intera tracklist, trasformando l'ascolto in un racconto visivo che procede per immagini. A completare questa sinergia artistica, la copertina e le illustrazioni nate dalla matita di Martina Salvaterra.


I testi tra cultura pop e fanta-filosofia

I testi, evocativi, ironici e talvolta surreali, intrecciano la dimensione intima e quotidiana a temi universali come il lavoro, i dubbi esistenziali e il rapporto padre-figlia. Il vocabolario culturale dell'album spazia dalla Beat Generation all'omaggio esplicito a Paolo Conte, muovendosi con disinvoltura tra immaginari cinematografici (da Tim Burton a John Q., fino a Inception) e icone pop, dalla "vita da mediano" di Oriali alla goffaggine cult di Oronzo Canà


Con spiccata autoironia, la scrittura prende di mira sia i cliché del pop da classifica sia le ipocrisie dell'ambiente alternativo ("il borsalino indie da cui sono dipendente"). Ne emerge un manifesto poetico fatto di domande semplici senza risposta, fughe liberatorie in bicicletta, favole protettive e il fermo rifiuto di uniformarsi a una società che corre a vuoto.


"Questo album è nato riga dopo riga - spiega Giovanni Leo - mettendo nero su bianco le risposte che non sempre riuscivo a trovare. È il racconto di una routine in cui spesso ci sentiamo incasellati, ma anche della costante ricerca di una via d’uscita dal tritacarne di tutti i giorni, di un "canotto di salvataggio" per restare a galla e difendere la nostra felicità.

In queste canzoni ho messo tutto: il dubbio se la cultura basti a salvarci, la voglia di fuggire dal conformismo quotidiano per cercare un equilibrio in sella a una bicicletta e quella delicata responsabilità di proteggere chi ci cammina accanto con i suoi passi leggeri. 


C’è il silenzio della notte a forma di rebus, le matite buttate per aria per cercare lo stile e il tentativo di mettere in musica i dubbi di tutti i giorni come atto di sopravvivenza al caos. Sono nove tracce nate per essere ascoltate senza fretta, una dopo l’altra, come si faceva una volta, lasciando che le parole si posino piano mentre il mondo intorno corre a settemila giri”.


Il percorso dell'album

Nelle tracce che compongono il disco si sviluppa un viaggio che tocca momenti di forte impatto narrativo. Spicca "AI-KO", “paranoie” esistenziali di un androide che non sa se ha iniziato a pensare o è soltanto il prodotto di un sogno, quello dell’essere umano di replicare sé stesso; il monologo esplora il nostro rapporto con la tecnologia, rivelandosi oggi drammaticamente premonitore.


La critica sociale e l'ironia esplodono invece in "Orizzonti medi", una fotografia tagliente della routine generazionale divisa tra schermi e precariato artistico; il brano unisce icone pop (Oriali, Oronzo Canà) al cinema d'autore, chiudendosi con una potente citazione dell'XI canto del Paradiso di Dante affidata alla voce di Max Cutrera (già narratore della Commedia dantesca per il regista Lech Majewski).


La dimensione più intima e poetica emerge in "I suoi passi leggeri", dove la capacità terapeutica dell'infanzia azzera le ansie dell'adulto attraverso immagini fiabesche e un prezioso "sole d'inverno". A chiudere idealmente il cerchio è "Mondi Capovolti", una traccia crepuscolare sul sottile confine tra sogno e realtà, composta da Ferrari a soli 19 anni, che già rivelava il suo precoce talento nella scrittura per archi.


Chi è Giovanni Leo

Giovanni Leo è un autore, producer e sound designer italiano la cui cifra stilistica risiede nella fusione tra scrittura d'autore, ricerca sonora e cura cinematografica degli arrangiamenti. Da sempre attento alla dimensione testuale e alla sperimentazione acustica ed elettronica, plasma paesaggi sonori evocativi e tridimensionali.


Il suo percorso artistico inizia nel circuito del rock d’autore come anima del progetto VST (Variazioni Sul Tema) e di altre formazioni, calcando i palchi di importanti live club romani e nazionali fino a raggiungere le finali milanesi della storica rassegna Rock Targato Italia.


Questa solida esperienza sul campo si è evoluta nel tempo in un lavoro continuo dietro al banco regia: come producer e sound engineer ha firmato e curato le produzioni di numerosi artisti della scena romana.


Parallelamente, Giovanni Leo ha sviluppato un profondo legame con la settima arte, firmando il sound design e il montaggio del suono per diverse produzioni televisive e cinematografiche presentate anche alla Festa del Cinema di Roma. Un know-how che si traduce da anni anche nell'insegnamento, trasmettendo la propria esperienza alle nuove generazioni di fonici presso lo storico Istituto di Stato per la Cinematografia e la Televisione (Cine-TV).


Chi è Ilario Ferrari

Ilario Ferrari è pianista, cantautore, compositore e polistrumentista. Dopo il diploma in pianoforte jazz in Italia si trasferisce, nel 2015, nel Regno Unito dove nel corso degli anni, sviluppa un profilo internazionale eclettico e trasversale, muovendosi con disinvoltura tra orchestrazioni classiche, collaborazioni nel mondo del pop-rock europeo e arrangiamenti per diverse tipologie di ensemble.


Nel 2016 pubblica “Spread”, il suo primo album, dando inizio a un percorso discografico caratterizzato dalla ricerca di un linguaggio personale e aperto all’incontro tra generi e tradizioni. A questo primo lavoro segue “Be Yourself”, progetto per pianoforte e quartetto d’archi con l’Ondanueve String Quartet nel quale Ferrari approfondisce l’incontro tra jazz, composizione, influenze mediterranee e musiche del mondo e con il quale si esibisce anche al prestigioso Kings Place di Londra.


La sua cifra stilistica fonde il jazz contemporaneo e l'improvvisazione con melodie di matrice classica e influenze della tradizione mediterranea e suggestioni culturali d’oriente. Stabilmente inserito nella scena britannica, lavora regolarmente con artisti di calibro internazionale come il violinista cubano Omar Puente e il trombettista Henry Spencer, calcando i palchi dei più prestigiosi templi del jazz londinese.


A Londra ha fondato l’Ilario Ferrari Trio – insieme alla batterista Katie Patterson e alla contrabbassista Charlie Pyne – formazione di punta con cui ha pubblicato gli album Childhood Memories (2021) e Above the Clouds (2024). Quest'ultimo lavoro ha ottenuto un forte consenso della critica internazionale su testate come All About Jazz e Jazz Views, conquistando passaggi radiofonici su emittenti di primo piano come BBC Radio 3 e Jazz FM che ha scelto la title track di Above The Clouds come “Track of the Week”. Più recentemente ha ideato Conversations in Jazz, una serie di concerti che accoglie artisti provenienti da diverse parti del mondo, invitandoli a condividere con lui il palco.


La stessa visione anima Jazz Train, progetto educativo ideato dal vibrafonista Orphy Robinson sostenuto dalla Ronnie Scott’s Charitable Foundation e dal Watford Jazz Junction, attraverso il quale Ferrari porta l’improvvisazione nelle scuole primarie di Watford. È attualmente impegnato nella produzione del suo nuovo progetto d'avanguardia Letters from Myself.


I crediti del disco

Testi: Giovanni Leo
Musica e arrangiamenti: Ilario Ferrari
Voce solista: Giovanni Leo
Backing vocals: Ilario Ferrari, Giovanni Leo
Pianoforte, Cajon e beatbox: Ilario Ferrari
Archi (Ondanueve String Quartet): Paolo Sasso (violino), Andrea Esposito (violino), Luigi Tufano (viola), Marco Pescosolido (violoncello)
Contrabbasso: Edoardo Bombace
Batteria: Massimo Di Cristofaro
Featuring: Leonardo Liberati “Homen” (Rap in “Paolo Conte”); Massimiliano Cutrera (voce narrante versi XI Canto Paradiso di Dante in “Orizzonti Medi”); Ilario Ferrari (Ritornelli su “AI-KO”)
Registrazione: Groove Farm (Roma) a cura di Davide Abbruzzese
Editing, sound design e produzione in studio: Giovanni Leo
Missaggio e Mastering: Eugenio Vatta
Illustrazioni: Martina Salvaterra