Dalle prime canzoni nate quasi per caso durante il lockdown del 2020 al ritorno alle origini: il cantautore modenese classe '94 si racconta a Cherry Press. Tra influenze indie-pop, il potere terapeutico della scrittura e la riscoperta di un'essenzialità voce e chitarra, Gabriele ci guida dentro la sua musica fatta di autenticità, leggerezza e connessioni sincere.
Ciao Gabriele, benvenuto sulle pagine di Cherry Press! Il tuo percorso con la musica è iniziato quasi per caso durante il primo lockdown del 2020. Ti va di raccontarci come ti sei avvicinato alla scrittura in quel periodo e cosa ti ha spinto a trasformare i tuoi memo vocali in vere e proprie canzoni?
È successo quasi per caso, in un periodo di forte impatto emotivo. Registrare quei primi memo vocali era un modo per buttare fuori qualcosa senza pensarci troppo. Solo dopo, col tempo, ho iniziato a vederli come pezzi veri, quando ho capito che scrivere mi aiutava ad attraversare certi momenti, non solo a raccontarli.
Il tuo stile si muove tra il cantautorato contemporaneo e l’indie pop. Quali artisti e ascolti hanno influenzato maggiormente la tua impronta musicale?
Ultimamente ascolto molto cantautorato indie italiano — Gazzelle, Coez, Fulminacci, Pinguini Tattici Nucleari, Enrico Nigiotti, Eugenio in Via di Gioia. Mi piace come riescano a raccontare storie finite con leggerezza e ironia. Ma ascolto anche molto indie folk, tipo Lumineers, Vance Joy e i primi Ed Sheeran.
Tre aggettivi per definire la tua musica.
Autentica, leggera, terapeutica.
Dal 31 luglio è disponibile la versione acustica di “Che ridere”, il brano con cui hai esordito circa due anni e mezzo fa. Quale messaggio e quale nuova consapevolezza vuoi comunicare con questa rilettura chitarra e voce?
È il mio primo singolo uscito due anni e mezzo fa, che ho scelto di riproporre spogliato di tutto, solo voce e chitarra. Dopo un po’ che non pubblicavo nuove canzoni, mi sembrava giusto ripartire proprio da qui, da dove tutto è cominciato.
Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto… ma a cui avresti sempre voluto rispondere.
“Come nascono davvero le tue canzoni?”
Per concludere, quale messaggio vuoi lanciare ai lettori di Cherry Press?
Se anche voi state attraversando un periodo un po’ pesante, spero che qualche mia canzone possa strapparvi un sorriso, anche solo per tre minuti :)
