In un panorama musicale che va a
mille all'ora, Sgvmo (al secolo Simone Gatti) sceglie la strada della
trasparenza e dell'autenticità. Con un sound che unisce le sfumature dell'urban
pop notturno ad aperture melodiche solari e contagiose, l'artista torna con il
suo nuovo singolo "Aria Nuova", un brano che invita a rallentare,
prendere un respiro e cambiare prospettiva. Lo abbiamo incontrato per farci
raccontare il suo percorso, il significato del suo nome e la voglia di lasciare
un segno vero nel cuore di chi lo ascolta.
Ciao Sgvmo, benvenuto sulle pagine di Cherry Press! Raccontaci un po’ di te: quando e come è scattata la scintilla che ti ha avvicinato al mondo della musica, portando Simone Gatti a diventare Sgvmo?
La musica è entrata nella mia vita molto presto, ma prima
ancora sono arrivate le parole. Ho iniziato a scrivere da ragazzino perché
sentivo il bisogno di dare un nome a quello che provavo. Col tempo mi sono
accorto che quelle pagine potevano trasformarsi in canzoni e che la musica era
il modo più diretto per comunicare con gli altri. Da lì è nato tutto. Sgvmo,
che si legge "sgamo", è un mix di lettere del mio nome e cognome, ma
rappresenta anche il concetto di essere svegli, attenti, consapevoli. È un modo
di affrontare la vita che sento mio e che porto anche nella musica.
Il tuo stile fonde diverse sfumature ed emotive,
muovendosi in un urban pop notturno e introspettivo. Quali artisti o generi hanno
influenzato maggiormente il tuo modo di scrivere e la ricerca del tuo sound?
Non penso di avere un unico riferimento. Mi piace ascoltare
artisti diversi tra loro come Marracash, Post Malone, Bresh, Justin Bieber,
Madame ed Ernia. Ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa, chi nel modo di
raccontarsi, chi nella ricerca melodica o nell'identità sonora. Più che imitare
qualcuno, cerco di prendere ispirazione da ciò che mi emoziona e trasformarlo
in qualcosa che sento davvero mio.
Se dovessi scegliere tre aggettivi per definire la tua
proposta musicale e l'energia intima ma determinata che porti sul palco, quali
sarebbero?
Sincera, intensa e consapevole. Credo che siano tre parole
che descrivono bene sia quello che scrivo sia il modo in cui vivo la musica.
Non mi interessa costruire un personaggio: preferisco mostrarmi per quello che
sono.
"Aria Nuova" suona come una vera e propria
boccata d'ossigeno, un invito a cambiare passo e a lasciarsi alle spalle ciò
che ci pesa. Qual è il messaggio principale che vuoi comunicare a chi,
ascoltando questo nuovo singolo, sente il bisogno di rinascere o di ripartire
da zero?
Il messaggio è che tutti, prima o poi, abbiamo bisogno di
prendere una boccata d'aria. Viviamo spesso intrappolati nella routine, negli
impegni o nelle nostre paure e finiamo per dimenticarci di guardare oltre.
"Aria Nuova" nasce proprio da questa sensazione: dal bisogno di
cambiare prospettiva, di concedersi qualcosa di diverso e ritrovare entusiasmo.
Vorrei che chi la ascolta capisse che ripartire non significa cancellare il
passato, ma scegliere di non rimanerne prigioniero.
Adesso è arrivato il momento per porti da solo una
domanda che nessuno ti ha mai fatto… ma a cui avresti sempre voluto rispondere.
Qual è?
La domanda sarebbe: "Cosa speri faccia una persona dopo
aver ascoltato una tua canzone?"
Spero che non si fermi al primo ascolto. Oggi siamo abituati
a consumare la musica molto velocemente, mentre io credo che alcuni brani
abbiano bisogno di tempo per essere compresi davvero. Se qualcuno torna ad
ascoltare una mia canzone perché sente che ha ancora qualcosa da dirgli, allora
significa che è arrivata dove voleva arrivare.
Per concludere, quale messaggio vuoi lanciare ai
lettori di Cherry Press che stanno scoprendo il tuo progetto proprio ora e
hanno bisogno di respirare un po' di "Aria Nuova" nella loro vita?
Vorrei dire di non avere paura di fermarsi ogni tanto. Siamo
abituati a rincorrere obiettivi, confronti e aspettative, ma spesso
dimentichiamo di ascoltare noi stessi. Se la mia musica riuscirà anche solo per
qualche minuto a farvi sentire meno soli, a farvi riflettere o semplicemente a
regalarvi una boccata d'aria, allora avrà già fatto il suo lavoro. E se vi va,
ascoltate le canzoni più di una volta: molte delle cose che voglio raccontare
si scoprono con il tempo.
