Venerdì 28 febbraio il Teatro delle Arti di Lastra Signa di Firenze rende omaggio a Umberto Orsini, il “patriarca del teatro”, attore pluripremiato noto anche pubblico televisivo e del cinema.

“A proposito dei gatti” è lo spettacolo che Orsini ha scritto a quattro mani con Paolo Di Paolo, scrittore già finalista al Campiello. Un assemblaggio raffinato di aneddoti, aforismi, poesie e racconti che ruota attorno al magico e flessuoso animale domestico.

“Un bel gatto: forte, dolce e vezzoso - Passeggia nel mio cervello - Come a casa sua”: così inizia una celebre poesia di Charles Baudelaire dedicata al felino più amato. E da qui ha preso spunto l’idea di uno spettacolo con al centro uno degli animali più familiari e misteriosi.

Dal “Sonetto per i miei gatti” di Torquato Tasso a T.S. Eliot, l’intera storia della letteratura è segnata da zampe feline che percorrono ogni pista.  Quella dell’amicizia fra essere umano e “gatti molto speciali”, magari capaci di inventarsi una loro città, come accade in un racconto visionario di Murakami. Da Maupassant a Kipling, da Keats a Christina Rossetti, fino alla nostra Elsa Morante, un viaggio sorprendente fra gatti, gattini, gattacci e gattari.

Scandisce il ritmo una colonna sonora tratta dall’indimenticabile “Cats”, firmata dall’autore premio Oscar Andrew Lloyd Webber.

Umberto Orsini rifugge qualsiasi definizione paludata. Esordisce per caso, si afferma per talento, sorvola con leggerezza fin de siècle e debutto del terzo millennio, continua a stupire e a stupirsi. Leggiadro ma serio, scanzonato ma professionale, tombeur des femmes per definizione, sportivo per innato piacere. Ha lavorato con Fellini, Visconti, Castri....
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Redazione