«La drammatica situazione che stiamo vivendo ci spinge a interrogarci sulle necessità del nostro presente e sulle prospettive future. Siamo consapevoli di quanto in questo momento la priorità sia essere al fianco di chi sta soffrendo e di chi è in prima linea nell’emergenza Covid19 nel quadro delle scelte difficili che sono state fatte nelle ultime settimane.

Nei giorni in cui era prevista la conferenza stampa della nostra 35esima edizione (nel mese di aprile come da consuetudine) ci è sembrato importante pubblicarne il programma così come lo abbiamo pensato e costruito nei mesi prima della crisi assieme agli artisti, alle istituzioni e ai partner che ci sostengono. Vogliamo sia un segno di presenza e speranza per gli artisti e per il pubblico, una visione del mondo che abbiamo immaginato nel segno del dialogo culturale e internazionale, proprio quando la violenza della pandemia in corso ha reso necessario chiudere le frontiere e fermare la mobilità delle persone.

Non sappiamo se e come riusciremo ad accogliere e presentare quest’anno tutti i progetti e gli spettacoli previsti, ma questa è per noi anche l’occasione per impegnarci a lavorare sin da subito al fine di garantire, dove possibile, un orizzonte alternativo nell’immediato futuro e di certezza per il prossimo anno.

Faremo di tutto per sostenere la comunità degli artisti e dei lavoratori dello spettacolo, sempre nel rispetto delle prioritarie condizioni di sicurezza (anche per il pubblico) che ci saranno indicate nei prossimi mesi dalle Istituzioni e, anche se dovessero essere riconfermate le attuali misure di distanziazione e di interdizione pur parziale alla mobilità internazionale, cercheremo di trovare le modalità  per rinnovare la nostra presenza anche in altri formati per contribuire alla ripartenza della nostra comunità e del nostro paese. Questo è prima di tutto il tempo della solidarietà. Ci ritroveremo, per la trentacinquesima volta il prossimo autunno, forse in maniera diversa, ma con lo stesso desiderio di essere insieme».

Monique Veaute (Pres. Fondazione Romaeuropa) | Fabrizio Grifasi (Dir. Generale e Artistico Fondazione Romaeuropa) e tutto lo staff della Fondazione Romaeuropa.

È con queste parole che il Romaeuropa Festival presenta la sua trentacinquesima edizione per come è stata ideata nei mesi antecedenti la crisi legata al Covid19 e prevista dal 23 settembre al 22 novembre in 20 spazi della capitale.

Il teatro, la danza, la musica, il nuovo circo, le arti digitali e la creazione per l’infanzia sono gli strumenti attraverso i quali restituire una visione del mondo costruita nel segno dell’internazionalità e del dialogo culturale, delle contraddizioni dei nostri tempi senza rinunciare all’immaginazione, alle visioni del futuro e alla leggerezza. Tutti elementi che da trentacinque anni sono segno distintivo del Festival e della direzione artistica e generale di Fabrizio Grifasi e che si ricollocano oggi nel segno di una rinnovata speranza e ripartenza.

Eccolo quindi il mondo immaginato dal REf20: un percorso capace di abbracciare gli ultimi quindici anni prima della fine di un secolo segnato dall’esplosione dei sogni della modernità e i primi venti anni di un nuovo millennio dove prevalgono le incertezze e le incognite; il luogo degli incontri sorprendenti, delle emozioni svelate, dei sogni ancora vivi e delle passioni condivise in dialogo con i grandi maestri della creazione internazionale e con una generazione Under35 spesso al primo approccio con le scene, un attraversamento delle geografie del presente, oltre i confini europei e alla scoperta della sensibilità dei numerosi ecosistemi con i quali condividiamo il nostro futuro.

Tutto il programma e le schede degli spettacoli disponibili sul sito www.romaeuropa.net a partire dalle ore 12 del 21 aprile
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Redazione