Il violoncello arriva in territori inesplorati: capace di duetti inediti con le vocalità dell’artista, o di adattarsi alle danze folk come mai in passato. Uno strumento che diventa epicentro di un mondo immerso nelle atmosfere naturali, delicato ed etereo, in cui l’arte viene assorbita in modo onnivoro per poi espandersi a tutto tondo attraverso la musica, la danza, la poesia e le illustrazioni.

È Suite Dreams: il nuovo e terzo progetto discografico della violoncellista e cantautrice irlandese Naomi Berrill, nato in collaborazione con Casa Musicale Sonzogno e pubblicato da Warner Music, in uscita venerdì 8 maggio.

“Ginkgo Biloba” è il video del singolo online da oggi, realizzato da Mirror Production. Una canzone ispirata all’omonima poesia del poeta tedesco Johann Wolfgang von Goethe e dedicata a uno degli alberi più antichi, rappresentazione vivente della capacità di resistere alle avversità. Una clip in cui il suono del violoncello e i tre ballerini che lo accompagnano sembrano seguire le foglie che cadono e si liberano nel vento, per creare un insieme unico di meraviglia e stupore tra boschi naturali, atmosfere industriali e danza.

Il percorso che ha ispirato la produzione del disco passa dai luoghi che ama: Firenze, la città dove vive ormai da diversi anni e Galway, dov’è nata. Un omaggio alla sua terra natia che si ritrova nella scelta degli strumenti tipici della tradizione irlandese come la concertina, una piccola fisarmonica usata nella musica folk, o all’ispirazione del poeta Liam O'Flaherty.

Autrice sia delle musiche che dei testi, per alcuni dei quali ha usato parole e ispirazioni dello scrittore Percy Bysshe Shelley (“Oak and Sister Spring”), e dell’illustratrice Cicely Mary Barker (“Spring Goes”), Naomi suona in questo disco oltre al violoncello il pianoforte, la chitarra e la concertina.

Una versatilità unica che le permette di unire epoche musicali diverse sotto un unico segno distintivo. Un’abilità interpretativa grazie a cui riesce a condurre il violoncello in generi e mondi incontaminati e a riunire - sotto la stessa ricerca - elementi pre-barocchi, finezze cantautoriali, ritmi sincopati del mondo del jazz e la vitalità del folk irlandese.

Un disco in cui emerge la voglia di osare e sperimentare, come in “Jig and Reel”, danza folk per la prima volta scritta ed eseguita per violoncello, o in “Prelude”, in cui crea una nuova idea musicale partendo dalla Bourrée della 3° Suite di Bach e cambiandone la metrica e l’armonia.

Suite Dreams è una collezione di 3 suite dedicate e ispirate dal tema delle migrazioni, non solo di uomini o etnie ma anche di stormi di uccelli, di piante, di animali, di generi. Lo snaturarsi di un’identità per poi rinascere in un altro contesto e miscelare gli elementi. Un disco in cui nulla rimane fermo: tra i rami che crescono e la fioritura che avanza in “Ginkgo Biloba”, attraverso le stagioni che cambiano in “Spring Goes” e “Oak And Sister Spring”, in cui dominano le migrazioni degli stormi in autunno, Naomi ribadisce musicalmente che la natura dell’uomo è di muoversi alla costante ricerca di una condizione migliore.

“Cambiare vuole dire crescere. La propria identità è la moneta di scambio per accettare la diversità e chi non si apre a questo confronto perde un’opportunità”.

Trait-d’union di questo viaggio sono le danze che nel tempo si sono evolute, viaggiando e cambiando pelle, come quelle barocche tanto care alla corte francese, il jazz e il blues fino alle danze tipiche del folklore internazionale.

LE 3 SUITE
Silent Woods racchiude 5 canzoni originali. È un’ode alla natura, in particolare agli alberi e le stagioni, l’immobilità e il mutamento. Affronta le migrazioni, le danze degli stormi di uccelli, le piante che travalicano i propri habitat per adattarsi ad altri terreni, altri climi. Questa Suite è concepita e dedicata al Parco delle Cascine di Firenze.

1 - Oak and Sister Spring
2 - Gravity
3 - Dwelling Place
4 - Ginkgo Biloba
5 - Spring Goes

Dance Suite è composta da 5 danze (Jig and Reel sono un unico brano) e rappresenta un'area di confine che indaga il rapporto tra musica classica e tradizione folk. In questo caso i movimenti/le danze non provengono da vari paesi come nelle suite di Bach, ma da generi musicali diversi tra loro. La musica folk migra verso forme più classiche e viceversa.

6 - Prelude
7 - Jig And Reel ‘Flowers for Ibana’
8 - Swing Me Round
9 - Mermaid Dance

Playground Suite è un’atmosfera fanciullesca in cui canzoni, poesie, danze e melodie di differenti paesi si uniscono in un solo mondo per voce e violoncello. Come in un parco giochi ogni canzone rappresenta un gioco, una dinamica e un colore diverso. Una fotografia della società contemporanea, fatta di diverse etnie che si mescolano in una sorta di folklore liquido. La danza entra in questa suite anche con alcuni giochi di parole: come slide, che vuol dire scivolo ma è anche un ballo irlandese; Swing, che è l’altalena e allo stesso tempo l’irresistibile ritmo che ha caratterizzato gli anni ’20; Round, una canzone in forma canonica ma anche la giostra che per esteso è Roundabout.

10 - My Little Graceful Girl (Hungary)
11 - O Babbo Mio (Italy)
12 - Slide - Na Bàltha Craige (Ireland)
13 - Roundabout - Machli Jal (India)
14 - Swing 42 (France/Romani, Django Reinhardt)

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Redazione