È disponibile sulle piattaforme streaming e in digital download “ALBANO MACHT FREI” (Doremillaro [SB] Recs), il nuovo album degli SMEGMA BOVARY, registrato allo Zen Arcade di Catania e mixato da Giuseppe Schillaci. Un disco generico per anziani, minori, disabili, disoccupati e altre categorie improduttive. Noi li abbiamo intervistati per voi...ecco cosa ci hanno raccontato!

L'INTERVISTA

Benvenuti sulle pagine di Cherry Press! Iniziamo a conoscere il progetto degli SMEGMA BOVARY. Come è nato il vostro incontro?
Deluso dai più arcani percorsi iniziatici, messi all'indice dai patrioti forieri del socialismo anedonico a causa del meticciato implicito in Smegma Bovary, incapace, ancora, di ammettere di essere traditore di tutti e di reggere la verità dello sguardo rasputiniano di Max Pezzali, non ci siamo mai incontrati - ci sarebbe scappato il morto, ovvero qualcuno si sarebbe messo in salvo -, ma, al contrario, anticipando questi tempi di socialismo pandemico, ci siamo ben distanziati da noi stessi e da quella ricorsiva merce obsoleta chiamata musica, interrompendo, così, la possibilità di venire al mondo e ben oltre il terzo mese.

Da quale idea nasce la scelta del nome. Perchè SMEGMA BOVARY?
Tutto ciò che consegue a Smegma Bovary è scontato ed è, quindi, ridondante anche la per nulla mitica origine del nome: è stato rubato anche quello alla con-sorte di qualcun altro che, sconosciuto a se stesso, citava Flaubert e la pornografia amatoriale, senza riuscire a produrre una sintesi così poco convincetne e, al contempo, rassicurante. E' anche un affettuoso omaggio alla produzione casearia umana, recato con melliflua malinconia pasoliniana per la scarsa igiene che accompagna sempre il vero amore e la vera fede nell'uomo.

Quanto è importante il feeling umano e artistico per sviluppare un progetto come il vostro?
Più che di feeling umano/economico o artistico/economico, si potrebbe parlare opportunamente di pietas invertita o assai fraintesa, essendo la divinità che Smegma Bovary ha scambiato per quella romana, e le sue conseguenze sul piano relazionale ed etico, preposta all'abolizione di qualsivoglia dovere nei confronti dello Stato, della Storia, della Soteriologia. In tal senso il progetto artistico/diseconomico ha preceduto Smegma Bovary e ha definitivamente rovinato i rapporti umani tra i suoi operatori.

“ALBANO MACHT FREI” è il vostro nuovo disco. C'è qualcosa in particolare che volete comunicare con questo progetto discografico?
Il nuovo disco di Smegma Bovary è una mediocre digressione su elementi di cultura pop polacca, appena ritenuti, ma in sintesi sconosciuti, o, forse, inesistenti. La bassa definizione è un ovvio rimando al socialismo reale. Ogni brano, un diverso errore che potrà essere dimenticato, ma mai perdonato.

A cosa si ispira l'artwork del disco?
L'artwork è opera dell'operatore Giuseppe Guarrera - si cerchi Guarrera Guarrera Guarrera sulla piattaforma sociale chiamata Facebook o senza_permesso, con_permesso e pppguarrera sull'Instagram - e conferma, secondo la lente anamorfica di Smegma Bovary che non esiste nulla di più insincero dell'incidentale, dello spontaneo, e poco di più glorioso di una disciplina fondata sul rifiuto della Grazia.



Che atmosfera si respira durante i vostri live?
L'atmosfera che si respira durante i live di Smegma Bovary è composta principalmente da idrogeno molecolare ed elio, con tracce di metano, ammoniaca, acido solfidrico ed acqua, ciò misto alla tipica tensione che accompagna un uomo di mezz'età che si denuda nello spogliatoio sbagliato e un nosocomio di paese in cui, però, non ineditamente, i malati sono molto affezionati alle guardie psichiatriche più violente 

Tre aggettivi per definire la musica degli SMEGMA BOVARY.
Bolsa, pretestuosa, diacronica.

Quali saranno i vostri prossimi impegni?
Smegma Bovary, nella sua caduta orizzontale, intende rimettere ai suoi debitori molto meno di quanto dovuto, incontrare un vecchio produttore eccentrico e quasi del tutto sordo che investa in un disco già pubblicato, ma rititolato secondo il trend asiatico del momento, magnificare l'ozio improduttivo forzato dalla salute pubblica che finalmente si esprime in tutto il suo erotismo capitalista e, infine, mettere su un gruppo musicale.   

Adesso è arrivato il momento per porvi da soli una domanda che nessuno vi ha mai fatto, ma a cui avreste sempre voluto rispondere…
Domanda: Smegma Bovary, cosa ami di più al mondo?
Risposta: gli elenchi in ordine alfabetico, il nylon, le banche.

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Redazione