Un po’ Funk ma anche molto di quel pop digitale senza tempo e senza geografia per quanto siamo ormai abituati ad etichettarlo inglese invece che altro. Abruzzesi all’esordio assoluto questi Headlight che firmano l’uscita e la produzione di questo “Timeline”, disco di emancipazione dall’indie italiano anche se, come troppo spesso accade, sempre molto fedele e debitore a cliché che ci arrivano dagli anni ’90 e poco oltre. Un inglese che pecca di ingenuità ma che comunque suona bene ed è coerente con il piglio main stream di un disco che, dalla sua, sa come sfornare melodie davvero accattivanti come quelle che troviamo nel singolo “This Love” arricchito dal video diretto da Giovanni Bufalini. Belle atmosfere davvero poco prevedibili da giovani firme della scena indie di periferia nostrana.

Esordio apolide. Sembra venire dall’America per quel certo modo di mixare le voci. Dall’Inghilterra per quel certo gusto di chitarre elettriche. Dall’Italia per la scelta dell’elettronica… che ci dite?
Il sound inglese/americano, ci ha influenzato da sempre, dal primo momento in cui ognuno di noi ha deciso di intraprendere questo percorso. Da un po' di tempo, ci siamo avvicinati molto al panorama musicale italiano, è un nuovo territorio che stiamo esplorando. 

L’Italiano? Non avete mai pensato di poterlo usare? Che sia questa una rivoluzione estetica e musicale?
Abbiamo riflettuto molto su questa cosa, ci siamo confrontati tra di noi, ma per il momento non vogliamo anticiparvi nulla, chissà… 

In quale momento della vostra personalissima timeline arriva questo disco? 
Sicuramente in una fase in cui siamo cresciuti musicalmente ed emotivamente. In un momento che senza ombra di dubbio accomuna tutti, in cui ognuno ha avuto modo di riflettere, pensare, riscoprirsi, fare i conti con se stesso. 

Tornano tematiche “antiche” ad ispirare gli artisti. La speranza, l’amore, l’anima bella e le sue belle cose extra-terrene. Oppure c’è anche tanto altro di questo mondo quasi apocalittico che stiamo attraversando?
L'amore, la speranza, questi elementi fanno parte di noi, sono il nostro ossigeno, ciò che ci permette di andare avanti. Noi, non riusciremmo ad immaginare una vita senza queste "inclinazioni" naturali dell'uomo, vivremmo in un mondo bianco e nero, apatico, privo di ogni emozione. Le altre tematiche sono ben accette, ma c'è un estremo bisogno di questa "antichità", specialmente nel periodo che stiamo affrontando. Provate a farne a meno in questo momento. 

Dal video alla copertina: un disco che si presenta quasi nero, scuro in volto… perché?
Rappresenta un po’ il nostro temperamento e la fase che abbiamo attraversato durante la produzione dell'album. Con questo, non stiamo dicendo che siamo "tristi", che tutto intorno a noi è scuro. Con il tempo, molte cose diventano più chiare.

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Redazione