A Vinci, in provincia di Firenze, sta nascendo il Mulino del Ronzone, Centro d’Arte e di Produzione Musicale di tipo residenziale.  Già in buona parte ristrutturato, il Mulino del Ronzone è situato sui terreni che fino alla metà del 1800 sono appartenuti alla famiglia di Leonardo da Vinci, il genio fiorentino del Rinascimento, che proprio qui nacque 500 anni fa. 

Abbiamo intervistato il cantautore e produttore Mario Costanzi per saperne di più.

Ciao Mario e benvenuto sulle pagine di Cherry Press. Raccontaci del progetto del Centro d’Arte Residenziale del Mulino del Ronzone. Come e perché nasce?
Ciao e grazie per il vostro interesse per questo progetto. Due anni fa sono stato contattato come presidente dell’Associazione SUONAMIDITE dai proprietari del Mulino del Ronzone che erano alla ricerca di idee per farlo diventare qualcosa di diverso dal solito agriturismo. Abbiamo colto così l’occasione per mettere in cantiere alcuni sogni che come Associazione nutrivamo da tempo, relativi proprio alla costituzione di un hub per laboratori artistici e di produzione musicale. Il desiderio è sempre stato quello di creare comunità intorno alle attività artistiche, quindi realizzarle in un luogo che non fosse una qualsiasi scuola d’arte ma che avesse una sua particolarità storica e paesaggistica e permettesse anche una qualche convivenza/coabitazione. Il Mulino era perfetto!

Dove è situato il Mulino del Ronzone?
Si trova a Vinci, appena fuori dal paese. Sorge lungo un sentiero che va sotto il nome di Via dei Mulini e nel quale si trova anche la casa natale di Leonardo da Vinci, che è a qualche centinaio di metri di distanza. I terreni su cui si trova il nostro infatti sono appartenuti alla famiglia di Leonardo almeno fino al 1850. Il territorio è quello del Montalbano, una zona collinare molto bella, ricca di ville medicee, che sormonta la valle dell’Arno.

Chi potrà vivere il Mulino del Ronzone come luogo di ispirazione?
Il Mulino è pensato per musicisti, pittori, scultori e via dicendo, ed anche per chi è creativo in altri modi, come scrittori, designer… In particolare i musicisti possono usufruire di una sala di produzione completa ed avanzata che stiamo ultimando proprio in questi giorni. 
Gli artisti possono organizzarsi anche in piccoli gruppi per lavorare insieme e sfruttare così la capacità recettiva contenuta e “dignitosamente essenziale” della struttura.


Durante l’emergenza Covid è stato necessario interrompere le attività?
Purtroppo sì, soprattutto l’attività degli eventi privati (la struttura non ospita eventi pubblici) che ci forniva qualche ingresso finanziario come donazione. I lavori comunque sono andati avanti, seppur a velocità molto ridotta, nel rispetto più totale delle norme per il contenimento della pandemia.

Cosa può fare chi vuole sostenere il progetto del Centro d’Arte Residenziale del Mulino del Ronzone?
La cosa principale da fare è andare sulla piattaforma di Produzioni dal Basso bit.ly/Mulino_Vinci accedere anche utilizzando un qualsiasi account social e fare una donazione, che tra l’altro è detraibile fiscalmente. Poi ci sono utilissimi tutti i gesti di condivisione, divulgazione del progetto e promozione. Siamo aperti anche a collaborazioni di tipo brand sponsorship con aziende. Abbiamo la convinzione che non stiamo solo chiedendo, ma stiamo anche donando a nostra volta la possibilità di essere parte di un bel progetto di aiuto all’arte e alla cultura!

Quali sono i prossimi traguardi?
Beh certamente ultimare l’allestimento del Mulino e partire con la fase operativa del progetto è il primo! Vorremmo anche creare una “comunità di comunità” nel territorio, cioè far sentire parte di un unico progetto diffuso tante entità che fanno cose bellissime ma che spesso sono scollegate tra loro: associazioni, ente pubblico e organizzazioni legate al mondo dell’arte e della cultura. L’esperienza che abbiamo e le collaborazioni già in essere ci sono di ottimo auspicio.

Per concludere, quale messaggio vuoi lanciare ai lettori di Cherry Press?
Che ora l’arte e la cultura hanno davvero bisogno! Innanzitutto perché dietro c’è gente che lavora, poi perché in esse vi è la memoria dell’umanità, e conservare la memoria è garantirsi il futuro; infine arte vuol dire creatività, e la creatività è tra le cose che più contribuisce a renderci umani, a evolvere e progredire.
Contatti - Il Mulino del Ronzone: bit.ly/Mulino_Vinci 

Intervista di Barbara Scardilli
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Redazione