Cloude, pseudonimo di Claudio Calcagno, è un rapper italiano e nasce a Genova il 12 settembre 1983. Frequenta l’istituto d’arte e durante l’adolescenza conosce la musica rap senza mai più staccarcisi. I suoi primi lavori con lo pseudonimo di Sito risalgono agli anni2000; il primo con il collettivo Lato Oscuro, ma il gruppo dura poco. Qualche anno dopo forma i Saniasi, insieme a Matiz e Shinakaua, durato qualche anno. Incide in studio tre lavori sotto il nome Sito: nel 2013 “Yes Bula”, nel 2016 “Pioggia Sporca”, nel 2018 “Ogni maledetto Weekend”, tutti registrati nello studio del suo amico e produttore Gaetano Pellino, fratello maggiore di Giovanni Pellino, in arte Neffa. Nel brano “Pioggia Sporca” vede la fortunata collaborazione col produttore D-Ross nel brano che dà il nome al disco, mentre nel disco “Ogni Maledetto Weekend” il featuring riuscito con Nandu Popu dei Sud Sound System nel brano “Liberu la capu” (di cui viene girato anche un videoclip) gli offre visibilità in tutta la penisola. All’inizio del 2019, Claudio comincia a lavorare al nuovo progetto negli studi Next3 insieme a Roberto Vernetti e Michele Clivati, ed è lì che danno vita ad un nuovo sound. È proprio in questo momento che Claudio decide di cambiare e di ripartire con nuova musica e un nuovo nome d’arte: Cloude. Anticipato dai singoli “Resta Con Me”, “Ti avrei voluta” (feat. Blue Virus) e “Fuori”, l’album “Resta Con Me” viene pubblicato lo scorso 4 dicembre.

“Cosa Saremo” è il nuovo singolo, una canzone, ma anche uno sfogo a voce alta di Cloude, un brano che delinea senza filtri i contorni della dimensione quotidiana dell’autore, scandita da attimi di amarezza e crescente disillusione per un futuro sempre più incerto.

«A volte parlo a me stesso, come se quello a cui sto parlando non fossi io, e cerco di darmi una spinta, di trovare una svolta. Forse dentro di me so benissimo che concedo sempre più spazio alla debolezza, ma poi arrivano canzoni come questa, nata mentre tutto intorno a me è incerto e che rende reale la mia voglia di guardare in avanti», commenta il rapper.

L'INTERVISTA

C’è un live, da spettatore o protagonista, che ricordi con piacere?
Ciao, ricordo benissimo la mia prima Jam a Torino con gli OTR, parte dell'Area Cronica, ATPC, Kaos, Bassi Maestro e altri, fu incredibile. La mia sicuro il primo concerto di Pioggia Sporca nella mia città.

Tu che in parte hai vissuto la golden age del rap italiano, quanto è cambiata la scena rispetto a 20 anni fa? Ti rivedi in questa nuova evoluzione che ha subito il rap negli ultimi anni?
Sto leggendo un libro, Altri Verranno, che parla dei Sangue Misto, di quel periodo lì, il suono era diverso, la società era diversa, lo spirito e il linguaggio era diverso, e poi erano gli inizi, oggi è cambiato tutto, bisogna cercare la propria strada, musica e dimensione. Tanti oggi non mi piacciono, molti sono meglio di prima e la loro musica è sempre attuale. L'evoluzione di oggi è carica di finzione e di musica un pò di plastica, però fa numeri.

Che musica si ascoltava in casa tua? La musica dei tuoi genitori ha in qualche modo influenzato i tuoi pezzi?
Grazie a quello che ascoltavano i miei genitori mi sono avvicinato alla musica e alla scrittura, ascolto da sempre De André e Dalla. Quando ho iniziato ad ascoltare anche il rap italiano mi sono messo in gioco.

Quanto e in cosa è cambiato il tuo approccio alla musica negli ultimi anni?
La mia musica dopo l'incontro con Michele Clivati e Roberto Vernetti per il lavoro fatto per il mio ultimo disco Resta Con me è cambiato totalmente. Sono due anni dove penso e scrivo in maniera completamente di versa la musica e senza quella fretta che mi ha fatto spesso sbagliare.

Possiamo dire che con “Cosa saremo” hai trovato un tuo sound ben definito. Credi di poter migliorare sotto alcuni aspetto o sei soddisfatto  al 100%?
Diciamo che sto sempre di più cercando la mia caratura artistica, il sound di Cosa Saremo mi piace tantissimo, ma c'è ancora molto da fare e sperimentare per me. Non sarò mai soddisfatto, è impossibile.
Condividi:

Redazione