Nadia Mladjao può fare qualsiasi cosa. Si è ritagliata un posto in una grande famiglia delle Comore, dove è sempre riuscita a dire la sua.
Si è fatta le ossa come modella a New York prima che il richiamo della musica fosse troppo forte per essere ignorato e che la portasse a scegliere il nome d'arte Imany.
Ha pubblicato due album, The Shape of a Broken Heart (2011), contenente la bellissima "You Will Never Know" e The Wrong Kind of War (2016), che mescolavano soul e folk con incredibile brio.
Ha scritto un successo, "Don't Be So Shy", come inno al potere femminile per il film Sous les jupes des filles, diretto da Audrey Dana.
Imany ha anche rotto i tabù sull'endometriosi mentre combatteva a fianco dell'associazione ENDOmind, un viaggio intrapreso ispirata dalla propria esperienza personale, riconoscendo anche pubblicamente -  in occasione dei premi Victoires de la Musique - la responsabilità dell'artista e dei messaggi di cui è portatore.
Imany torna oggi circondata da otto violoncellisti per un album di cover che è riuscita perfettamente a fare tutto suo, dal titolo Voodoo Cello, in uscita il 3 settembre 2021 via ThinkZik! e anticipato dal singolo "Wonderful Life".
Il disco si preannuncia come una vera sfida: una sola voce e 8 violoncelli, un capriccio? Niente affatto.
Imany è stata attratta per la prima volta dagli archi quando ha sentito gli ammalianti tributi del Vitamin String Quartet quasi dieci anni fa. Per questo suo nuovo progetto, Imany sentiva che i violoncelli insieme a un semplice accompagnamento vocale sarebbero stati più che sufficienti. Prima di questo nuovo viaggio artistico, Imany si è dedicata a diversi progetti e tour, ha partorito il suo secondogenito e ha purtroppo subito un esaurimento. Questo stop forzato l'ha costretta al riposo e le ha concesso il tempo di dedicarsi a questa sfida.
Otto violoncelli sono una moltitudine di possibilità tra note basse e alte: "Sometimes, you get the impression they're brass instruments or electric guitars... Like they're haunted." .
Ha così voluto lanciare una sorta di incantesimo su questo strumento affascinante lavorando a una serie di cover usando una serie di cover. Come una sorta di voodoo. E, poiché "Voodoo Child" di Jimi Hendrix suona così bene, l'album è stato chiamato Voodoo Cello.
A 40 anni, Imany è più sicura di sé e pronta a rischiare: "Since I'd managed to become a mother without putting aside my work, I decided to stop doubting. To accept the sacred feminine fire, not as a domination, but as a force to be reckoned with. What counts is what makes sense. And there's nothing a woman can't do." .
Voodoo Cello ne è la prova: un album cantato, registrato, arrangiato e prodotto dalla stessa Imany e senza bisogno di altro che dei violoncellisti.
L'idea di una donna che si è fatta da sé?
"It's all a bit crazy!”, ammette “The tracking is very complex: eight identical instruments, it's technically quite difficult." .
Le canzoni sono state scelte tra i grandi classici fino a quelle più recenti: "What makes a good cover is when the song becomes your own. I approach the song with voice and guitar, find the key that suits me, I change the tempo... and I listen to the lyrics. I can't sing words I don't believe in." .
"Eight cellos means eight souls speaking to us," confessa Imany. "You either love it or hate it... It's metaphysical!" .
L'incantesimo è lanciato, siamo tutti sedotti.
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Redazione