Davide, in arte Eakos, è un artista di Milano classe 1995. Nato sotto il segno dei Pesci, sin dall’adolescenza manifesta il suo lato creativo approcciandosi al mondo della musica, cominciando a suonare la chitarra elettrica. Il corso della vita lo porta a trasferirsi a Bologna, città nella quale inizia un profondo percorso interiore e umano che lo guiderà poi ad esprimersi a pieno attraverso la scrittura. Eakos si stabilisce per un periodo in Repubblica Ceca, ricevendo input creativi e, successivamente a Milano, culla italiana del panorama musicale, dove trova stabilità. Le influenze stilistiche non sono specifiche, nei suoni sono presenti elementi che arrivano dalla musica rap, R&B, funk, uk garage, electronic dance ed altro. Il fulcro dei temi trattati nei suoi testi sono i rapporti umani, che vengono raccontati con un'estrema sensibilità, empatia ed energia, nonostante il velo di malinconia ed introspezione, classico del segno dei Pesci. Eakos è la parte più mistica, riflessiva e tossica di un essere umano, un mix di speranze, ambizioni ed un male costante da allontanare o da convertire.

Il nuovo singolo dal titolo “Che fatica” (Noize Hills Records), è disponibile in digitale dal 28 maggio e in radio dal 4 giugno 2021. Il brano racchiude quel momento della giornata in cui ti guardi allo specchio e rifletti su quanto possa essere stancante la dimensione quotidiana. Per rivalutare la nostra vita con più leggerezza basta trovarsi nella situazione giusta, nel mood in cui tutto rallenta fino a fermarsi e a fermarci per un attimo, così da poter godere delle vibrazioni positive che circondano la nostra sfera personale.

L'INTERVISTA

In “che fatica” dici “tengo a bada il mostro”. A cosa ti riferisci?
Con quella frase mi riferisco a tutte quelle situazioni in cui è difficile tenere a bada i pensieri negativi e le paranoie che tirano fuori il nostro lato peggiore, e quindi il mostro che ognuno ha dentro di sè. Tenere a freno le bad vibes non è mai semplice però è importante saper incanalare le energie giuste per non farsi buttare giù.

Dove ti trovavi quando hai scritto “Che fatica”?
Che fatica l’ho scritta sul balcone di casa mia a Milano, ad ottobre dell’anno scorso. Nonostante il periodo c’era il sole e faceva caldo e sono entrato in un mood che mi ha molto ispirato.

Parliamo del beat del tuo nuovo singolo. Da subito il prescelto è stato quello della versione definitiva che tutti possono ascoltare?
No, inizialmente è stato registrato su una base davvero cupa. Poi però, MSFT ha notato che la contrapposizione tra il testo tendenzialmente triste e la base happy, creava un dualismo interessante e così abbiamo deciso di provare a fare qualcosa di nuovo per il mio repertorio.

Credi che il tuo nuovo singolo “Che fatica”, possa rappresentare un punto di svolta nella tua carriera?
Più che un punto di svolta, credo piuttosto che come tutti gli altri singoli sia un piccolo passo in avanti.

Pensi di esserti evoluto stilisticamente rispetto ai primi pezzi come “diventare buio”?
Assolutamente si, mi sto evolvendo giorno per giorno. Il mio modo di scrivere è cambiato e anche il modo in cui utilizzo la voce e suoni che ricerco stanno cambiando.  L’attitudine cambia di anno in anno.
Condividi:

Redazione