“Lazzaro” è il nuovo singolo di Layz. La canzone è un viaggio interno scavando nei momenti che hanno segnato l’artista nell’infanzia e nell’adolescenza. Un percorso nel quale vengono citati vari aneddoti vissuti in prima persona dei momenti di difficoltà che hanno accompagnato la sua crescita fino alla consapevolezza finale di poter essere all’altezza dei propri obbiettivi.  Scritta e prodotta dal rapper stesso. 

L'INTERVISTA

“Lazzaro” è il tuo nuovo singolo uscito da poco. A cosa ti sei ispirato per la scrittura del pezzo?
La voglia di scrivere un pezzo così personale c’era da tempo, sapevo che prima o poi lo avrei fatto, dovevo solo aspettare il momento giusto che si è presentato nel momento in cui mi è arrivata la base. Appena l’ho ascoltata ricordo di aver pensato “questo sarà il tappeto per Lazzaro” e così è stato. Ovviamente essendo una canzone che parla della mia vita, dall’infanzia a oggi, non ho avuto bisogno di grandi ispirazioni mi è bastato raccontare ciò che ho vissuto. Però se ti posso dire la cosa che mi ha ispirato di più, e non solo per questa traccia ma per tutto il progetto che ho pronto, è stato ciò che mi ha creato più problemi in tutto il corso della mia vita ovvero il mio nome “Lazzaro”. I pochi che portano questo nome capiranno bene di cosa parlo.

Come sei entrato in contatto con l’Hip Hop?
Dalla musica italiana, mi spiego. A casa mia una cosa che non mancava era la musica e io fin da piccolissimo ne fui attratto. La cosa che mi piaceva di più erano i testi e ascoltavo le parole ancora prima della musica, delle melodie e delle sonorità. I grandi poeti della musica italiana credo di averli consumati, purtroppo quello che mi è mancato è stata una vera e propria istruzione, in casa non c’erano i soldi e i miei mi hanno mandato a lavorare non appena è stato possibile per cui ho fatto una scuola professionale di modo che potessi entrare nel mondo del lavoro fin da subito, ad ogni modo l’attrazione verso le parole e il modo in cui venivano inserite nella musica è stato il primo passo e infatti le prime cose hip hop che ho ascoltato sono state prettamente italiane. Bassi maestro credo sia stato il primo rapper che ho ascoltato ed è stato amore al primo ascolto. Allora il rap, almeno in Italia, era per pochi e questo la faceva sentire ancora più mia.

Quali sono i primissimi rapper che ascoltavi da ragazzino?
Come detto Bassi Maestro penso sia stato il primo, poi c’erano gli Uomini Di Mare, gli intramontabili Sangue Misto, Sacre Scuole prima che diventassero i Club Dogo, Mondo Marcio, Lord Bean, Inoki con i PMC e Joe Cassano e tanti altri che sicuramente non ho citato, tutta gente che tutt’ora ascolto e che continua ad emozionarmi.

C’è un rapper al quale ti ispiri in modo particolare?
Sicuramente i sopracitati hanno contribuito a plasmare il mio rap, crescendo quelli che ho ascoltato di più sono stati sicuramente Fabri Fibra, Club Dogo e tutta la Dogo gang, Marracash, Caparezza, Noyz Narcos, Rancore. Uno in particolare da cui mi ispiro no il mix di questi e altri sicuramente si.

Adesso che è uscito “Lazzaro”, quali sono i tuoi obbiettivi futuri?
Intanto ho un disco che vedrà la luce a breve contenente oltre a Lazzaro e tutti i singoli che sono già fuori una serie di tracce che formano il disegno di quello che volevo da questo primo progetto.
Poi ovviamente gli obbiettivi futuri sono continuare a fare la musica che voglio e alzare sempre l’asticella da una traccia all’altra, da un progetto all’altro. Poi si vedrà è un continuo work in progress
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Redazione