Si intitola “Virgo” il primo lavoro discografica di Libera de Santis, esordio in chiaro stile R’n’B / Soul, altrettanto sfacciati i cliché che troviamo anche dentro il video di lancio del singolo “Ultimo respiro”. E va detto che ci saremmo attesi anche un maggiore erotismo visto appunti i pilastri portanti dentro questo mood ormai sdoganato da tempo ma sia le liriche in italiano che i testi ampiamente dediti alle fragilità umane… dunque c’è sostanza che si unisce con una semplicità assai matura allo stile canonico del genere. E questo anche merito di grandi firme a corredo nella produzione come Ivano Zanotti alla batteria (Ligabue, Vasco Rossi, Loredana Bertè, Federico Poggipollini), Alberto Linari alle tastiere (Manolo Badrena, Loredana Bertè, Federico Poggipollini) e Diego Quarantotto al basso (Lola Stonecracker, GC Project, ART).

Il fascino e la seduzione accompagnati da un suono americano, blues nella sua morale, soul nella sua anima… ovviamente nera di pelle… da dove proviene tutto questo e come incontra la tua carriera?
Ho sempre amato il blues e il soul. Si tratta di generi di cui sono appassionata fin da bambina, me li porto dentro come se fossero scritti nel mio DNA e di conseguenza influenzano le mie canzoni. Amo queste sonorità e le trovo molto affascinanti perché mi danno la possibilità di esprimermi al meglio sia tecnicamente che a livello emozionale. Hanno un potere magico su di me, l'ho sempre pensato.

Canzoni in italiano dentro un suono per niente nostrano… anzi, una produzione molto internazionale… questo primo disco per te dove si colloca? Dentro ci ho sentito anche finimenti “brasiliani”…
Sono Italo-Dominicana, per cui sono sempre stata influenzata da generi e suoni differenti tipici dell'America latina. Inevitabilmente questo allarga gli orizzonti della mia musica che ha delle radici Soul / R&B, ma che è anche ricca di sfumature Pop più italiane e colori latini. Un mix che mi rappresenta pienamente e che mi rende fiera del lavoro svolto insieme al mio team. 

Semplicità e buona energia… che sia un disco che reagisce alla pandemia che stiamo vivendo?
Spero che le energie positive e gli spunti di riflessione presenti in "Virgo" possano comunicare un messaggio di rinascita e speranza. Il nome stesso dell'Ep fa riferimento a qualcosa di nuovo, ad un punto zero da cui ripartire. C'è un brano in particolare che mi ha aiutata molto a superare il periodo angosciante del lockdown ed è "Fantasia". È stato terapeutico scrivere questa canzone perché mi ha permesso di sfogarmi, di trovare un senso, ma soprattutto di dare voce alle mie emozioni soffocate dall'isolamento forzato di quel periodo. La lezione che ne ho ricavato e che nonostante tutto la positività è tutto per me, e "la felicità è solo tutta una questione di attitudine"

E in fondo, parlando proprio di questo tempo apocalittico: come nasce “Virgo”? E da quale ispirazione soprattutto?
"Virgo" nasce soprattutto dalla collaborazione con l'etichetta indipendente Emic Entertainment, che dall'inizio ha creduto in questo progetto. E' un lavoro corale in cui sono stata affiancata da Nicola Bavaro che si è occupato della produzione e degli arrangiamenti e da grandi musicisti come Ivano Zanotti alla batteria, Diego Quarantotto al basso e Alberto Linari alle tastiere. La musica non si fa mai da soli e "Virgo" è il frutto di diverse sensibilità che hanno saputo interpretare e realizzare un suono che mi rappresenta pienamente. L'EP è l'insieme di emozioni, negative e positive, che mi attraversano, un flusso di energia coinvolgente che sprona alla riflessione continua, alla creatività, alla voglia di vivere ogni emozione con tutte le conseguenze del caso! In pratica è un viaggio nel mio caos interiore.

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Redazione