Se con “Tuffo al cuore” hanno raggiunto e oltrepassato le 800 MILA visualizzazioni, con il nuovo singolo siamo “solo” a 435 MILA e il trend sembra comunque lo stesso. Parliamo del ritorno dei CANTON che dagli anni ’80 ad oggi fanno un salto non solo generazionale ma anche di tecnologia e di nuove codifiche del “successo”. E i numeri che sfoggiano sembrano dargli ragione. Il grande pop main stream, quello romantico, quello che alla vita restituisce il dono della parola e della bella melodia, quello che mette il cuore al centro di ogni rapporto umano. Si intitola “A mezz’aria” il nuovo singolo dei CANTON e noi come al solito cerchiamo di stare sul pezzo.

Nuovo singolo, nuova corsa mediatica in rete. Dagli anni ’80 ad oggi, qual è la prima grande differenza da sottolineare?
Internet perché ci permette di avere un’esposizione immediata ad un numero enorme di persone anche se solo in parte ha fatto la differenza perché in realtà anche se ti mette in “vetrina “facilmente, i grandi numeri li fa solo chi, magari si, scoperto in internet, poi entra nei circuiti tradizionali di grande promozione e grosse edizioni…senza quelli resto nell’eterno limbo. Comunque noi come indipendenti stiamo raggiungendo i 10 milioni di visualizzazioni sul nostro canale YouTube CantonOfficial. 

Sospensione, incertezza, vita quotidiana insomma… la vostra ricetta per un equilibrio?
Magari ce la avessimo: “A mezz’aria” e il suo video (guardatevelo sul nostro canale YouTube CantonOfficial perché è pro-bello!!!) parla proprio di sospensione, incertezza e di dipendenza emotiva. Parla di quella sensazione che ci prende quando una storia d’amore non va nella direzione in cui vorremmo andasse e noi nonostante tutto non riusciamo a staccarcene, non riusiamo a voltare pagina e restiamo imprigionati “a mezz’aria, con mezz’anima” perché “non si guarisce dal vuoto di te” 

Posso dirvi che nel nuovo suono dei Canton si respira più aria metropolitana di un tempo? Cosa ne pensate?
Hai assolutamente ragione.  Viviamo nel presente, ci piace evolvere, non guardiamo al passato, odiamo revival e operazioni nostalgia; quindi, automaticamente i suoni che sono nati in questi ultimi 15 anni fanno parte del nostro bagaglio culturale e ovviamente si fanno sentire poi inevitabilmente nei nostri arrangiamenti 

E sempre se mi posso concedere il lusso: se vi dicessi che il suono, soprattutto in questo singolo, par andare decisamente incontro ad un’impronta internazionale? E penso più a Svezia e Irlanda che all’America. Insomma, penso più agli U2 che ad altro…
Grandissimo complimento!!
Del resto, noi siamo cresciuti a pane e rock e a parte il testo in italiano credo proprio che i suoni e gli arrangiamenti siano veramente pop rock internazionale sia perché è lì dove noi guardiamo e ci sentiamo a casa e sia perché la musica italiana si è riavvicinata a standard sonori mondiali. Del resto, era già successo negli anni 60 non c’era praticamente differenza tra i suoni inglesi di allora e i dischi della Pavone, Caselli, e dei vari gruppi italiani dell’epoca.
L’allontanamento c’è stato più tardi con l’avvento di tutto il cantautorato e della musica prettamente melodica italiana che sembrava essersi dimenticata che oltre alle melodie esistono anche i ritmi che erano relegati a mero accompagnamento.
Grazie ancora e per quanto riguarda il paragone U2…non oso nemmeno commentare, troppo grande!

A chiudere: il nuovo disco dei CANTON? 
Il nuovo disco dei Canton sarà la continuazione e stavolta conclusione con alcuni inediti del progetto “Uno su Tre” al quale appartengono gli ultimi 8 singoli e che, come dice il nome, sono stati incisi e prodotti uno ogni tre mesi. È stata una bellissima esperienza perché invece dì stare in studio un anno a incidere brani per poi decidere quali saranno i singoli da estrarre, noi abbiamo scritto 15 canzoni, le abbiamo messe nel cassetto come provini e poi le abbiamo lavorate una a una ogni tre mesi sapendo che ognuna sarebbe stata il prossimo singolo. E questo ha portato a una maniera di lavorare molto più dinamica e creativa, stimolante perché si tratta ogni brano dimenticandosi che ce ne sono altri e lo si “coccola” e lo si tratta con la cura e la attenzione speciale come se fosse l’unico gioiello grezzo da lavorare che si ha. E di conseguenza gli si dedica molta più energia e attenzione di quando si sta componendo un album intero.

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Redazione