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Megaride: uno stoner tutto napoletano


Disponibile anche in vinile il primo disco della formazione stoner campana dei Megaride. Titolo dal sottotesto buddista: “Mo’”, come a specificare il
qui ed ora. E certamente il dialetto diventa anche una chiave di lettura e una firma estetica. E a noi che sempre associamo al dialetto napoletano ormai scenari di malavita e simili, ci viene chiesto uno sforzo gigante per contrastare pregiudizi e riconoscere anche c’è tanto altro… sembra una stupida cosa ma ahimè siamo primitivi in questo futuro e lo siamo anche per queste banalissime ragioni. I Megaride sfornano un disco che sposa le più grandi scuole del crossover americano contaminando le dinamiche e i colori anche di quel modo urban senza precludersi soluzioni che - udite udite - sposano le regole del pop. E non mi stupire di trovarli in radio…
 
Il napoletano sta diventando una moda e non sempre, anzi quasi mai direi purtroppo, associata a cose belle. Come vi rapportate a tutto questo?
Pare che, fortunatamente, la moda del "crimine napoletano" stia andando a scemare.
Noi preferiamo sempre accostarci al napoletano eterno di Troisi, di Pino Daniele.
 
Un titolo forte. Anzi un titolo che da se è manifesto politico non trovate?
Il bello di parole come " Mo' " è la capacità di condensare all'interno di sole due lettere un'enormità di significati, spesso identificati diversamente a seconda delle persone.

 
E se vi chiedessi della sperimentazione? Questo disco si avventura oltre i soliti cliché secondo voi?
Come in ogni lavoro c'è sempre la voglia di metterci qualcosa di unico, che renda il disco riconoscibile, diverso dagli altri ma allo stesso tempo familiare.
Diciamo che il napoletano con lo Stoner è una bella sfida, speriamo che questo abbinamento diventi un nuovo cliché.
 
Domanda romantica assai vintage: l’America resterà sempre un punto di arrivo per i sogni? In fondo il suono di questo disco è li che tende o da li che prende spunto… o sbaglio?
Noi siamo quello che ascoltiamo e che abbiamo ascoltato. Sarebbe stupido ammettere il contrario.
La nostra "America" è attualmente suonare ciò che ci piace e continuare a farlo con la stessa passione con cui abbiamo iniziato. Poi, se son rose fioriranno, se son carciofi ce magnamm (ce li mangeremo).