Indigesto affronta il tema della precarietà generazionale, mettendo in cortocircuito estetica motivazionale e realtà economica. Il videoclip è ambientato in uno studio di danza dal sapore anni ’80 e cita esplicitamente l’immaginario di Flashdance e Jane Fonda: un’epoca in cui il corpo, la disciplina e la forza di volontà venivano presentati come strumenti universali di successo.
MAIA esegue una coreografia aerobica precisa, ripetitiva, quasi meccanica. Sullo schermo compaiono dati ufficiali sulla condizione economica di Millennials (ma anche i primi Gen Z) e Gen Z: precarietà contrattuale diffusa, difficoltà di accesso all’autonomia abitativa, assenza di risparmi. In questo contesto, le frasi motivazionali smettono di essere incoraggiamento e diventano gaslighting generazionale.
“Non è vittimismo”, spiega l’autrice di MAIA. “Sono dati. Quando una generazione è strutturalmente precaria, il problema non sono le persone. È il sistema”.
La scelta dell’aerobica non è nostalgica ma simbolica: l’idea che con abbastanza disciplina “se vuoi, puoi”. Applicata all’economia contemporanea, questa retorica giustifica sfruttamento e colpevolizzazione individuale.
Con Indigesto, MAIA non protesta: documenta.
CHI È MAIA
MAIA è un progetto musicale AI-assisted che unisce scrittura umana e intelligenza artificiale. I brani nascono dalla voce e dall’interpretazione dell’autrice, che vengono poi rielaborate dall’AI come strumento creativo. Un processo che amplia le possibilità espressive senza separare il progetto dal corpo e dall’esperienza reale.
Indigesto rappresenta il punto di maggiore maturità e lucidità del progetto.
