«Con Aranciata Amara volevo fermare quel momento in cui l’energia scende e la stanza si fa più vera. Non è un disco da spiegare: si attraversa piano, come quando resti un attimo fermo per capire cosa ti sta succedendo dentro. L’amaro, alla fine, è la parte che non prova a piacere a nessuno»
L’aranciata amara è, per molti, l’aranciata per eccellenza: quella bevanda gassata che ordiniamo al bar quando cerchiamo qualcosa di fresco. Rispetto alla versione dolce, ha un gusto più deciso e un colore più intenso. Ed è proprio Aranciata Amara il titolo del nuovo album di Mike Orange.
Dopo l’EP d’esordio Arancio (2021) e il disco Sensibile (2025), il cantautore milanese — all’anagrafe Michele Arancio — torna a giocare con il proprio cognome. Un ritorno dolceamaro, come suggerisce il titolo: da un lato il tono scanzonato e leggero che abbiamo imparato ad apprezzare negli anni, dall’altro riflessioni più amare, nate da un periodo personale vissuto tra luci e ombre.
Il disco racconta esperienze dal sapore dolciastro, ma con un retrogusto di disillusione e maturità. Il contrasto è il vero protagonista di questo EP: anche le ballate più amare si trasformano in melodie da cantare, mentre nei brani più leggeri si cela una profondità di pensiero che sorprende.
Le canzoni, tutte scritte da Mike Orange, sono state prodotte, arrangiate e suonate in studio dalla band che lo accompagna nei concerti:
Alberto Ceselli alle tastiere
Nicola Cremaschini alla batteria e percussioni
Simone Mazzola al basso
Alberto Ubbiali alle chitarre
Aranciata Amara è stato registrato, mixato e masterizzato tra febbraio e maggio 2025 presso il Trai Studio di Inzago (MI), con la supervisione di Fabio Intraina.
L’artwork è firmato da Luca Brambilla (BRM), mentre la foto di copertina è opera di Diletta Redaelli (21 millimeters) presso il Circolo MCL a S. Maria (Crema) a cui va il nostro più sentito ringraziamento. Un altro grande grazie va a Debe, che ci aiuta nelle questioni tecniche e ci fa i suoni quando siamo in giro a suonare.
Il disco esce in vinile per Medea Production, che per la prima volta collabora con Mike Orange.
Tracklist
Dirò e rifarò
Giardino
Una sera
Parole scritte male
Poeta
Mike Orange presenterà Aranciata Amara in una serie di date live (il calendario è in aggiornamento):
1 febbraio, RELEASE PARTY
20 febbraio CINE CLUB ROMA
27 febbraio SIENA
28 febbraio GROSSETO
13 marzo ARCI AREA, CARUGATE (Milano)
Chi è Mike Orange
Mike Orange è il nome d’arte di Michele Arancio, le cui radici affondano nel punk rock, per ascolti ed esperienze musicali. Mike Orange arriva dalla provincia di Milano, precisamente nella zona est nella zona di confine tra Milano e Bergamo, ma si sente di tutte perché la provincia è uno stato mentale.
Dopo i primi singoli, “Parigi Berlino Ritorno” e “#15agosto”, che permette a Mike di partecipare a molti eventi anche di rilevanza nazionale (Sanremo Rock, Festival di San Nolo) nel febbraio 2021 esce il primo EP del progetto, “Arancio” (MPC Records).
Composto da 5 tracce, definisce meglio il suono dell’artista e raccoglie numerose recensioni dalle testate di settore (Rockit, Indie-Zone, TRAKS), interviste e nell’estate 2021 il cantautore affronta un tour di una settimana in centro Italia, tra il Lazio e le Marche.
Nel 2022 il brano “Segrate” vince il premio social al Green Music Contest di Alba (CN). Nel 2023 esce il primo disco ufficiale, dal nome “Sensibile” che riceve numerose critiche positive per la crescita artistica del progetto. Rockit lo definisce un vero e proprio “salto di qualità”. La rivista Indie-zone lo definisce uno dei migliori dischi dell’anno. Nello stesso anno partecipa al concorso “Autori al Centro” della città di Scansano (GR) con il brano “Parco” e si aggiudica il premio “Miglior melodia”.
Questa uscita discografica (Loopstudio) segna dei traguardi importanti per quanto riguarda i concerti. Il cantautore gira letteralmente l’Italia. Il 2024 e 2025 sono anni di nuove creazioni, collaborazioni (con Il Re Tarantola e il cantautore pontino Gabriele Graziani) e di concerti in giro per tutta l’Italia, da Udine (novembre 2024) alla Puglia (aprile 2024). Solo nel 2024 Mike Orange riesce a raggiungere l’obiettivo di 40 concerti in un solo anno solare, segno che la sua opera è molto apprezzata.
Nel 2025 Mike Orange comincia un podcast su YouTube che si chiama “Un disco alla volta” dove ogni volta, con l’aiuto di un ospite si parla di come si fanno i dischi.
TRACK-BY-TRACK
Dirò e rifarò
Per me, che sono un cantautore, uno dei momenti più importanti della giornata è quando arriva l’ispirazione. La aspetto, e devo essere pronto a riceverla, trascriverla, cantarla. È come una stella cadente che passa veloce, e tu devi guardarla in fretta. Ci alleniamo tutti i giorni per questo. Le canzoni fanno girare il mondo, la testa per il male, i sentimenti… Ma alla fine si riduce tutto a quel momento lì, e a quanto sei pronto per prenderla: l’ispirazione
Giardino
Giardino è una canzone che nasce dal buio, ma guarda verso la luce. Parla della solitudine e della depressione, malattie silenziose che ti cambiano dentro e da cui non si esce mai da soli. Mentre il glicine sul balcone cresce e fa sempre più ombra, cresce anche la consapevolezza che la vita è un giardino: ogni giorno puoi scegliere di coltivare le relazioni che contano. Anche nei momenti più duri, quelli in cui manca la forza, sai che chi hai accanto – se lo hai coltivato con cura – sarà lì ad aiutarti a piantare, a ricominciare. E poi c’è quella leggerezza disillusa: continui a fumare, anche se vorresti smettere. Ma va bene così. Perché la cosa più importante è non lasciarsi guidare dall’accettazione degli altri. Essere te stesso è la cosa che ti viene meglio.
Una sera
Quella botta in testa che ti sveglia. È così che nasce questa canzone: da un momento difficile, in cui qualcosa ti scuote e ti fa vedere tutto con occhi nuovi. Un piccolo risveglio, una leggerezza ritrovata. Il ritmo accenna alla bossanova, come se fosse stata scritta sulla riva del mare, a mezzogiorno, con il sole alto e il cuore aperto. È il racconto di un incontro bellissimo, forse destinato a durare solo una sera. Ma va bene così, perché domani si torna alla vita di sempre, al lavoro, ai pensieri. Eppure, per un attimo, tutto è stato perfetto. Questa è la canzone più spensierata dell’EP, scritta per essere leggera, per far sorridere anche solo per tre minuti.
Parole scritte male
Parole scritte male ha la forza di un’intuizione fragile ma potente. È una riflessione sulla perdita, raccontata attraverso la metafora della fotografia: parole che cercano di catturare un istante, pur sapendo che sfuggirà. Ma è anche un atto di affermazione personale, in un mondo che ci plasma secondo aspettative esterne, dimenticando chi siamo davvero. La melodia richiama le atmosfere delle grandi canzoni italiane da festival, ma viene destrutturata e ricomposta in modo inedito. L’intro sembra promettere un’esplosione sonora, che invece si trasforma in un momento di controllo e delicatezza. L’arrangiamento, creativo e sorprendente, è al servizio della canzone, mai protagonista ma sempre complice.
Poeta
Poeta è una canzone che parla del non sentirsi più grandi di quello che si è. Quando mi chiamano “poeta”, mi vengono in mente persone svenevoli, che si credono al centro del mondo degli altri, che si atteggiano, che se la tirano perché vivono in un mondo tutto loro. Ma potremmo fare lo stesso discorso per tante altre figure: musicisti, artisti, grafici, fotografi… tutte quelle professioni che hanno qualcosa di creativo. È lo stesso meccanismo per cui un bidello diventa “assistente scolastico” e un netturbino una “guardia ecologica”. Alla fine, abbiamo tutti lo stesso destino: morire ed estinguerci, magari come i lemuri. Viviamo le nostre vite complicate, e piangiamo davanti a un bicchiere di qualcosa da bere — di forte, possibilmente.
