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Sarah Di Bella: "La musica è il mio modo di attraversare le cose"


Abbiamo incontrato Sarah, un’artista che fa della delicatezza e dell'introspezione la sua cifra stilistica. In occasione del suo nuovo singolo, ci ha raccontato come nasce la sua urgenza di scrivere e cosa si nasconde dietro i suoi testi.

Ciao Sarah, benvenuta sulle pagine di Cherry Press! Raccontaci un po’ di te. Quando ti sei avvicinata alla musica?
La musica è entrata nella mia vita prima ancora che io capissi cosa fosse davvero. Da piccola scrivevo parole sui quaderni come fossero rifugi: non pensavo fossero canzoni, erano semplicemente il modo più sincero che avevo per restare. Poi è arrivato il momento in cui ho capito che quelle parole avevano bisogno di un suono, di un respiro. Da lì non ho più smesso: scrivere è diventato il mio modo di attraversare le cose, anche quelle che non riuscivo a dire ad alta voce.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo stile?
Sono cresciuta ascoltando cantautorato italiano, ma anche molta musica internazionale. Amo gli artisti che trasformano la fragilità in forza: da chi racconta la vita senza filtri fino a chi costruisce mondi sonori molto intimi. Più che imitare qualcuno, mi hanno insegnato una cosa: una canzone funziona davvero solo quando è necessaria.

Tre aggettivi per definire la tua musica.
Intima, sospesa, vera.

Quale messaggio vuoi comunicare con il tuo nuovo singolo?
È un invito a fermarsi e a guardarsi davvero: non sempre bisogna essere forti, a volte basta riconoscersi. Non è una canzone che dà risposte, ma una che ti fa compagnia mentre le cerchi.

Adesso è arrivato il momento per porti da sola una domanda che nessuno ti ha mai fatto… ma a cui avresti sempre voluto rispondere.
Forse nessuno mi ha mai chiesto se scrivo per gli altri o per me.
La verità è che scrivo per capire. E ogni volta che qualcuno si ritrova in una mia frase, capisco un po’ meglio anche me stessa.

Per concludere, quale messaggio vuoi lanciare ai lettori di Cherry Press?
Se una canzone vi fa sentire meno soli anche solo per tre minuti, allora è già servita a qualcosa. Spero che chi ascolterà il brano possa prendersi il tempo di ascoltarsi davvero: a volte dentro di noi c’è più verità di quella che mostriamo al mondo.