Il singolo prende forma a partire da un’esperienza concreta: un incontro che rifiuta la prospettiva della durata per concentrarsi sull’intensità dell’istante. I Mona Grant scelgono di raccontare una relazione priva di etichette e di proiezioni future, dove il valore risiede nell’atto stesso del vivere l’emozione. Questa impostazione si riflette in un testo costruito per immagini, più evocative che descrittive, attraversato da riferimenti all’arte e alla visione, come se la narrazione volesse superare la linearità della storia per restituire un clima emotivo.
Il titolo rimanda a Chaïm Soutine, figura radicale della pittura del Novecento. Il parallelismo suggerisce una poetica fondata sull’intensità più che sull’armonia. Come nelle tele del pittore, anche nel brano la materia resta vibrante, non addomesticata. Gli arrangiamenti evitano la levigatura e mantengono una tensione costante, sostenuta da un impianto sonoro compatto ma dinamico. La componente blues dialoga con aperture psichedeliche, mentre la scrittura cantautorale conferisce al brano una direzione narrativa chiara.
Nel dialogo che segue, i Mona Grant analizzano il processo creativo dietro Come un Soutine, il valore simbolico del riferimento artistico e il modo in cui il singolo contribuisce a definire la loro identità attuale. L’intervista offre l’occasione per riflettere sul rapporto tra esperienza personale e costruzione estetica, e per comprendere quale spazio occupi questo brano all’interno del loro percorso.
Come un Soutine viene descritto come un nuovo capitolo del vostro percorso: in cosa vi sentite cambiati rispetto agli inizi?
Per certi versi lo è, ma non del tutto perchè fin da quando ho iniziato a scrive re i pezzi ho cercato di dare varie forme alle canzoni, mantenendo sí alcune caratteristiche riconoscibili, ma che comunque esplorassero sempre diversi modi di composi zione. Di base rimane il desiderio di esplorare e contaminare le varie declinazioni di rock tentando di non perdere autenticità. Ad esempi o in questo brano si è voluto restituire una forma più “live ” possibile perchè ritengo si addicesse, ma non sarà sempre così.
Cosa vi ha dato la sicurezza di pubblicare un brano così essenziale e privo di compromessi?
L’urgenza di raccontare una storia senza perderne l’autenticità. In questo caso abbiamo optato per una forma p iù schietta possibile in coere nza con ciò che questo brano r acconta. È stato come cercare di scattare un’istantanea su un incontro, con tutti i suoi pregi e difetti.
La vostra identità sembra oggi più definita: è il risultato del tempo o di scelte precise?
Direi il risultato del tempo anche se la scelta di fondo è continuare a essere il più diretti possibile. E questa è una scel ta costante seppur naturale. S celgo di scansare l’uniformità dato che ritengo ci siano mol ti modi di fare le cose e non per forza uno giusto e gli altri sbagliati.
Quanto ha influito l’esperienza dal vivo sulla vostra evoluzione in studio?
Abbastanza. Come gruppo ci divertiamo sul palco seppur consci che sia un continuo “test” esibirsi. In studio abbiamo deciso di trasportare questo pizzico di follia che è in primis il nostro godimento. Poi è chiaro che lavorare in studio comporta anche tempo pa ssato a cercare le giuste solu zioni e queste comporta dispen dio di energia e a volte frustrazione, ma questo fa parte del gioco.
Sentite una responsabilità diversa nel pubblicare nuova musica rispetto al passato?
Non nego che vorremmo arrivare a un pubblico maggiore, ma la responsabilità rimane la stessa: cercare di esprimere qualcosa di verace, se si ha qualcosa da raccontare. Se a qualcuno piace il nostro lavoro, non vorremo certamente “tradir lo” portando brani che non tra smettano questo senso di schiettezza. Non sempre ci riusciremo, ma noi ci proveremo.
Questo singolo apre una fase nuova o rappresenta una sintesi di ciò che siete diventati?
Questo brano ci rappresenta, dice molto di quello che siamo e che cerc hiamo di fare, quasi come un manifesto, ma non siamo solo questo. Per altri versi credo che apra una fase nuova ma senza rinnegare ciò che siamo stati. I lavori futuri ce lo diranno. Sorrido.
Il titolo rimanda a Chaïm Soutine, figura radicale della pittura del Novecento. Il parallelismo suggerisce una poetica fondata sull’intensità più che sull’armonia. Come nelle tele del pittore, anche nel brano la materia resta vibrante, non addomesticata. Gli arrangiamenti evitano la levigatura e mantengono una tensione costante, sostenuta da un impianto sonoro compatto ma dinamico. La componente blues dialoga con aperture psichedeliche, mentre la scrittura cantautorale conferisce al brano una direzione narrativa chiara.
Nel dialogo che segue, i Mona Grant analizzano il processo creativo dietro Come un Soutine, il valore simbolico del riferimento artistico e il modo in cui il singolo contribuisce a definire la loro identità attuale. L’intervista offre l’occasione per riflettere sul rapporto tra esperienza personale e costruzione estetica, e per comprendere quale spazio occupi questo brano all’interno del loro percorso.
Come un Soutine viene descritto come un nuovo capitolo del vostro percorso: in cosa vi sentite cambiati rispetto agli inizi?
Per certi versi lo è, ma non del tutto perchè fin da quando ho iniziato a scrive
Cosa vi ha dato la sicurezza di pubblicare un brano così essenziale e privo di compromessi?
L’urgenza di raccontare una storia senza perderne l’autenticità. In questo caso
La vostra identità sembra oggi più definita: è il risultato del tempo o di scelte precise?
Direi il risultato del tempo anche se la scelta di fondo è continuare a
Quanto ha influito l’esperienza dal vivo sulla vostra evoluzione in studio?
Abbastanza. Come gruppo ci divertiamo sul palco seppur consci che sia un continuo “test” esibirsi. In studio abbiamo deciso di trasportare questo
Sentite una responsabilità diversa nel pubblicare nuova musica rispetto al passato?
Non nego che vorremmo arrivare a un pubblico maggiore, ma la responsabilità rimane la stessa: cercare di esprimere qualcosa di verace, se si ha qualcosa da raccontare. Se a qualcuno piace il nostro lavoro, non vorremo certamente “tradir
Questo singolo apre una fase nuova o rappresenta una sintesi di ciò che siete diventati?
Questo brano ci rappresenta, dice molto di quello che siamo e che cerc
