L’emergenza globale della salute riproduttiva maschile urge misure immediate e drastiche, affinché la fertilità degli uomini possa essere ripristinata a valori sostenibili per il futuro degli esseri umani.

La crisi in atto nelle riproduzione umana è dovuta al declino globale della presenza degli spermatozoi nel liquido seminale e dall’aumento delle anomalie del sistema riproduttivo maschile, come il criptorchidismo, i tumori delle cellule germinali e l’inizio della pubertà. 

L’infertilità del fattore maschile si verifica nel  40% delle coppie con infertilità, e i dati dimostrano un’associazione tra infertilità maschile e salute generale. 

Condizioni di salute significative associate comprendono diabete mellito, disturbi metabolici e malattie cardiovascolari. Alla complessità si aggiunge che gli uomini in genere non cercano assistenza sanitaria a meno che non vi sia un bisogno medico acuto o, come nel caso della coppia sterile, il maschio si rivolga per una valutazione della sua fertilità e per l’esecuzione di uno spermiogramma. E ben il 25% dei maschi potenzialmente infertili non si rivolge ad un andrologo di fiducia.

“Le coppie utilizzano sempre più la fecondazione in vitro a età più avanzata e l’età paterna avanzata è associata ad un aumentato rischio di esiti perinatali avversi sia per la prole che per la madre, con mortalità infantile precoce, cancro e problemi di salute mentale” spiega il Prof. Andrea Militello, urologo andrologo docente presso l’Università Federiciana di Cosenza.

Oltre all’età, i fattori dello stile di vita paterno, come l’obesità e il fumo, influiscono non solo sulla fertilità maschile ma anche sul benessere della prole.

Lo scopo della ricerca in questo campo è quello di mettere  in luce i dati emergenti e relativi alla salute riproduttiva maschile, le relazioni tra la salute riproduttiva e somatica maschile e le condizioni ereditarie che il padre può passare alla prole.

“È necessario studiare e mettere a punto una strategica tabella di marcia con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza degli uomini e della società su quanto sopra menzionato, la partecipazione degli uomini alla ricerca sanitaria e la promozione di rafforzare le politiche e le agenzie di finanziamento per sostenere una maggiore e più efficace ricerca sulla biologia riproduttiva maschile” conclude Il Prof. Andrea Militello.
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Redazione