Fenomeno della rete, uno dei tanti (o dei pochi a seconda da come la si guardi la vicenda) che riesce a calamitare l’attenzione di migliaia e migliaia di persone attraverso la bella semplicità di video casalinghi in cui, giovanissima dal piglio acqua e sapone, celebrava i grandi successi della scena indie semplicemente chitarra e voce. Asia Ghergo è nata così per i media e la critica italiana. E dal suo canale YouTube con oltre 80 MILA iscritti, al suo primo disco ufficiale dal titolo “Bambini elettrici” il passo non è stato automatico: prima di questo i concerti e i palchi importanti sono stati tanti e di tantissima soddisfazione. Un lavoro pop, indie, digitale, dai canoni che ci si aspetta ma che di fondo celebra la personalità vocale di un’artista che sottende sempre una certa vena nostalgica e una tinta di blues nelle chiuse della sua melodia vocale.

Vita da influencer o da YouTuber che dir si voglia. Com’è?
Parto dal presupposto che io non mi sento e non mi sono mai davvero sentita né un influencer né una youtuber, però ogni tanto entro nell'ottica e mi rendo conto che effettivamente, anche nel mio piccolo, ho un grosso potere tra le mani, una grossa opportunità, perché c'è gente che guarda i miei contenuti, quello che condivido, quello che potenzialmente ho da dire, e questa cosa la trovo abbastanza interessante, la vedo come un'opportunità da sfruttare nel futuro, magari in qualche ambito lavorativo, ma soprattutto nel presente attraverso la mia musica.

Basta dunque mettere un video che funziona in rete? Oppure… quanto lavoro c’è dietro?
Di certo legata al concetto di viralità c'è una buona dose di fortuna: bisogna trovare il momento adatto e il contenuto adatto al pubblico di quel determinato momento storico. Quindi no, non basta caricare un qualsiasi video su YouTube per diventare “famosi”, io ad esempio, per ottenere la mia piccola cerchia di iscritti al canale, ho lavorato per quattro lunghi anni, e non sono neanche arrivata a 100.000 ahaha. Sì, c'è tanto lavoro dietro, c'è tanto studio di quello che piace alla gente, studio del pubblico nel suo insieme, e (soprattutto) anche delle tendenze del momento; lo sforzo è sempre quello di essere sul pezzo e cavalcare l'onda il più possibile.

“Bambini elettrici”: quanto questo disco è figlio della rete e dei tuoi video?
Premetto che il mio sogno da quando sono piccola è quello di essere una cantante, un’ artista a tutti gli effetti. Ho sempre sognato di fare concerti, di avere un pubblico che mi amasse, che mi applaudisse da sotto il palco. Per qualche anno questo pubblico l’ho ottenuto, ma attraverso la fortuna che ho avuto con le cover: ho raggiunto degli obiettivi e dei risultati che mai avrei immaginato. Però il progetto a cui tengo di più, a cui ho lavorato duramente e in cui ho messo tutta me stessa, è proprio il mio primo disco Bambini elettrici. Non penso che esso sia legato al mio percorso da youtuber e da creatrice di contenuti su YouTube, è più legato invece all'aspetto della mia vita privata e della mia sensibilità artistica. Avevo qualcosa dire e volevo finalmente condividerlo con quella gente che mi ha sempre apprezzato per aver cantato canzoni di altri. Spero di averli convinti anche con la mia musica e di continuare a farlo con i prossimi progetti futuri.

Tra l’altro mi colpisce come sottilmente cerchi di celebrare la bellezza reale delle nuove generazioni… generazioni che vivono in tutto e per tutto (forse) dentro una bellezza digitale… sbaglio?
Io ho avuto la fortuna di vivere un'adolescenza davvero meravigliosa. Io celebro l'adolescenza, celebro la mia generazione, perché in molti la criticano ingiustamente e la vedono alla deriva. Si pensa che i ragazzi e le ragazze di oggi non la sappiano apprezzare la vita, ma per me non è affatto vero. Siamo forse tutti un po’ anestetizzati da quelle che sono le tecnologie digitali, abbiamo modi diversi di approcciarci, è tutto questo caos che gira intorno ad internet che in qualche modo ci ha reso fragili. Ma ognuno di noi ha dentro di sè una grande sensibilità, più spiccata che mai. E io voglio ricordare alle persone di quel bambino che c’è dentro ognuno di loro, che guarda alla vita con occhi emozionati.

Asia Ghergo dopo questo disco? Il tuo canale YouTube com’è cambiato? Ma soprattutto com’è cambiato il tuo approccio alla musica…?
Questo disco mi ha vero permesso di credere in me stessa. Pensavo fosse un'impresa realizzarlo da sola, e infatti lo è stata: un lunghissimo lavoro durato più di un anno, ma almeno ha portato i suoi frutti. Certo, non ha avuto lo stesso successo di un disco sponsorizzato da un etichetta, ma era il mio primo album e volevo vedere dove poteva arrivare soltanto con le sue forze. Non smetterò mai di ringraziare tutte le persone che hanno creduto in me, che hanno creduto nella mia musica e nelle mie parole. Sono grata a chiunque abbia speso anche solo un minuto del tuo tempo ad ascoltarmi. Il mio canale va avanti così, come ha sempre fatto; continuerò a fare cover perché mi diverte e per mantenere il tutto attivo, ed ogni tanto pubblicherò anche qualche piccola sorpresa.

A chiudere: perché questo retrogusto di nostalgie sotto la tua voce? È solo una mia sensazione?
Nella mia musica la nostalgia è l'ingrediente principale. Nostalgia, malinconia portatemi viaaa haahahy

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Redazione