Si intitola “Gulp!” questo lavoro firmato dagli abruzzesi The Young Nope che certamente, come recita inizialmente la presskit, cerca (e riesce secondo noi) a realizzare qualcosa che prescinde dalle normali attese e da tutti i cliché di sorta della scena italiana. “Pulp!” è un disco di forza e di carattere, di canzoni indie nella maniera classica ma anche una lunga parete industriale che sostiene tutto come la primissima “Calcare” o la chiusa della tracklist uscita forse dal cinema poliziesco anni ’70 - estratto dal titolo “Musica per un film”. Ed in mezzo ci troviamo mille facce davvero tutte derive di un rock morbido, americano o inglese che sia non fa troppa differenza. Un disco davvero molto interessante che inevitabilmente ci viene da sottolineare…

Devo dire che la faccia di questo disco è davvero variopinta… truccata di mille colori… vestita di mode diverse. Mi piace questa poliedrica espressione che non ha regole e cliché. Ditemi la vostra… che disco è “Gulp!”?
“Gulp!” è un disco particolare, pieno di sfaccettature e colori, frutto di diversi anni di lavoro e di cambiamenti interni (per umore, ispirazione, ascolti). Abbiamo deciso di creare un prodotto che esprimesse al 100% i nostri sentimenti e le nostre esigenze musicali, il prossimo album sarà più diretto.

Umorismo ma anche gusto vintage. C’è davvero poco del futuro digitale che stiamo vivendo. Come mai questa scelta e soprattutto da dove nasce?
Non si tratta di una scelta forzata, abbiamo sentito un forte richiamo al vintage, quasi involontario, e non ci siamo tirati indietro. Il nostro è un messaggio; è un invito a rimanere cauti e cercare di valorizzare al meglio cose che troppo facilmente stanno cadendo nel tunnel del dimenticatoio.

Che poi il finale con questa “Musica per un film” è davvero uscita dal cinema italiano degli anni ’70… da qui nasce il titolo?
Esattamente, abbiamo provato a scriverci sopra un testo, ma ci siamo accorti che sarebbe stato inutile. Il brano è nato per essere una colonna sonora, è la colonna sonora dei nostri sogni, della nostra vita.

Eppure, italiano a parte, non trovo che sia un disco “italiano” questo… anzi… cosa ne pensate?
No, lo stampo è sicuramente internazionale, abbiamo cercato di creare un prodotto che rispecchiasse i canoni mondiali di rock moderno, l’intento era quello di distaccarci dal movimento indie rock italiano, cercando di variarlo e perfezionarlo.


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Redazione