Eddie Van Halen, il leggendario chitarrista e co-fondatore dei Van Halen, è morto all'età di 65 anni a causa di un tumore. Lo riportano i media americani citando la famiglia. 

Co-fondatore dell'omonimo gruppo, viene annoverato tra i più influenti, innovativi e talentuosi chitarristi del XX secolo soprattutto grazie al perfezionamento della tecnica del tapping, che ebbe grande impatto sulle generazioni successive di chitarristi in particolare della scena hard rock e heavy metal.

La principale innovazione tecnica che ha permesso a Van Halen di salire nell'Olimpo della chitarra è senz'altro il tapping, che consiste nel suonare lo strumento con entrambe le mani sulla tastiera in modo da coprire intervalli inusualmente ampi e impossibili da raggiungere con il legato tradizionale. Al di là di questo, comunque, Van Halen costituisce un punto di riferimento per varie generazioni di chitarristi sia per il suo approccio originale nella creazione degli assoli che per la grande attenzione alla ritmica, nella quale sono ricomprese una grande padronanza del suono e persino la personalizzazione dello strumento, divenuta dopo di lui un'abitudine degli artisti rock.

Ha suonato anche come turnista per altri artisti: nel 1983 fu infatti scritturato per suonare l'assolo in Beat It di Michael Jackson, prodotta da Quincy Jones. Al tal proposito si può citare un curioso aneddoto: alcuni anni più tardi Jennifer Batten, turnista di Jackson, eseguì lo stesso assolo in uno studio di registrazione in cui, per casualità, era presente anche van Halen; ascoltate le prime note dell'assolo, Eddie si recò nello studio adiacente e chiese a Batten di rifarlo con la sua Kramer 5150. Una volta terminato le chiese di farglielo rivedere perché non avendolo più rifatto dall'epoca della registrazione l'aveva dimenticato.

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Redazione