Insieme contro la violenza sulle donne. Dipende da te, dipende da tutti noi.  È il messaggio che la Rai, nel pieno spirito del Servizio Pubblico, vuole mandare anche quest’anno in occasione della Giornata internazionale del 25 novembre, istituita nel 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Una ricca programmazione dedicata in tv, alla radio e sul web, iniziative collaterali, l’illuminazione della sede di viale Mazzini, il sostegno alle campagne istituzionali italiane ed europee,  brevi spot in onda su tutte le reti Rai e sugli account social dei volti Rai, dei programmi e dei canali. Tanti strumenti per un unico scopo: unire pubblico, talent, giornaliste e giornalisti delle testate Rai  e addetti ai lavori in uno sforzo comune, una call to action contro la violenza, ancora più urgente e necessaria in questo periodo così difficile.

Se mediamente su base annua viene uccisa una donna ogni sei giorni, infatti, come riportato nell’ultimo Dossier Viminale, durante il lockdown per l’emergenza coronavirus le donne hanno rappresentato il 75,9% delle vittime di omicidi in ambito familiare-affettivo. Anche per questo, la Rai ha sentito l’urgenza e la necessità di trasformarsi in una vera e propria piazza virtuale per dare forza alla volontà di eliminare la violenza contro le donne, con una mobilitazione coesa promossa, tra gli altri, dalle Commissioni Pari Opportunità dell’Azienda e con il contributo di Rai per il Sociale.

In occasione della Giornata internazionale, inoltre, Rai Radio1 rilancia la campagna “No women no panel – Senza donne non se ne parla”, in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione Europea in Italia e la Commissaria UE Mariya Gabriel, ideatrice dell’iniziativa. Il canale di Rai Radio si impegna dunque ad una equa rappresentanza di genere in tutte le trasmissioni, a valorizzare il talento e le competenze delle donne e degli uomini impegnati egualmente a dare il proprio contributo allo sviluppo civile, economico e culturale del Paese e chiede a tutte le sedi istituzionali, pubbliche, private, al mondo scientifico e mediatico di aderire a questo impegno, inserendo in maniera quanto più possibile paritaria nei convegni, nelle conferenze, nelle commissioni, nei dibattiti radiotelevisivi e sui giornali, presenze femminili e maschili.

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Redazione