“Tre per una. I crimini di Stuart Newell” è il nuovo romanzo della scrittrice romana Roberta Palopoli edito da Castelvecchi.

Stuart Newell uccide, con soddisfazione. Non sa porre ostacoli ai suoi desideri assassini. Viaggia, ha successo, classe, bellezza. Uccide ormai senza comprenderne il motivo, come avesse ogni giorno una missione criminale incontrollabile. Riesce ad adescare le sue vittime con stratagemmi assolutamente straordinari. Stuart però si innamora. E da quel momento il suo compito si amplifica, stimolato da un sentimento sconosciuto. 

Tre per una. I crimini di Stuart Newell è un romanzo articolato che ci avvicina alla mente criminale di chi considera la sua vita ostaggio del delitto, non senza attimi di lucida umanità. Un “fashion killer”, cittadino del mondo, che infierisce con classe e vive in un universo di logico ordine.

L'INTERVISTA

Ciao Roberta e benvenuta sulle pagine di Cherry Press! Tre per una. I crimini di Stuart Newell è il tuo nuovo romanzo. Come è nata l’idea di scrivere questo libro? 
E’ nata dl fatto che avevo voglia di descrivere un personaggio che avesse subito emotivamente parecchio durante l’infanzia e l’adolescenza e avesse di conseguenza sviluppato un comporatmento alterato. Le “cose brutte” rimangono però sullo sfondo, perché la storia prende un’altra piega, e a tratti diventa movimentata e per nulla triste.


Quando hai finito il tuo primo romanzo Mater dolcissima (Emersioni, 2018), sapevi già che avresti continuato a scrivere?
Si. Mi piace molto anche se richiede disciplina e fantasia, cose che non sempre si conciliano con la routine che vivo normalmente.

In Italia si leggono pochi libri. Un problema culturale?
Culturale, proveniente dalla politica, grande responsabile, dal consumismo e dalla spropositata quantità di trash televisivo, che ha tolto spazio all’impegno mentale di leggere. Leggere sviluppa immaginazione, proprietà di espressione, intelligenza e per questo è scomodo ai poteri. Una mandria poco acculturata è più facilmente manipolabile.

Che libro si trova oggi sul tuo comodino?
Ne ho due. “La città dei vivi” di Nicola Lagioia, scrittore che apprezzo moltissimo, e “L’enigma della camera 622” di Joel Dicker che ammiro per la fluidità e la capacità descrittiva degli eventi; i suoi testi sono come film, riesce a scrivere 600 pagine come fossero 150, anche se le storie in sé possono a volte non essere particolarmente interessanti.

Infine, un consiglio letterario da parte tua. Quali libri da leggere almeno una volta nella vita?
Stoner” di John Williams,”La donna che rubava i mariti” di Margaret Atwood,” Il profumo” di Suskind, “Lolita” di Nabokov, “ La versione di Barney” di Mordecai Richler, e poi consiglierei i classici come Dostoevskij, D’Annunzio, Flaubert. Al liceo li ho letti quasi tutti e ho imparato a ragionare, immaginare, sognare, scrivere e notare le differenze tra le persone.
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Redazione