“I Testimoni di Geova. Saggio critico sulla Watch Tower” della dott.ssa Ileana Mortari, letterata, teologa e studiosa dei NMR e dei MRA, affronta le questioni relative alla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, offrendo una disamina dei principali aspetti della stessa: dalla storia della congregazione agli impegni richiesti all’adepto, alla manipolazione mentale, alla struttura organizzativa, al rapporto tra i responsabili e i membri, al drammatico fenomeno dell’ostracismo, ai modi in cui è possibile un recupero delle persone fuoriuscite.

La trattazione si avvale degli studi più recenti di sociologia religiosa, psicologia, movimenti religiosi alternativi, nonché di molte testimonianze ed esperienze sul campo.

Il saggio esce nel periodo di emergenza sanitaria da COVID-19. Tutti i proventi della vendita del libro sia eBook che cartaceo andranno alla causa della pandemia. Chi acquisterà questo testo, oltre a informarsi personalmente saprà di aver dato un piccolo contributo nella dura lotta che ci affligge.

Nel saggio critico vengono affrontate le questioni relative alla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova. Quella dei TdG è una religione?
Anche se i TdG usano abitualmente questo termine per indicare la loro aggregazione, di fatto essa non è una religione vera e propria. Intanto nei suoi testi si trovano affermazioni contrarie alle religioni (vedi ad es. l’Annuario 1976, p.159) e poi giuridicamente è una Società commerciale dedita alla pubblicazione e diffusione di stampa a contenuto religioso

In cosa consiste il vero culto dei TdG?
Nel geovismo non ci sono pratiche religiose né vita sacramentale. C'è soltanto il battesimo, che non è un sacramento, ma il segno che si è presa la decisione di servire Geova, e la Commemorazione della morte di Cristo, che si tiene ogni anno nelle varie congregazioni il 14 Nisan. È raccomandata la preghiera personale a Geova, ma il vero culto consiste nello studio biblico fatto nelle adunanze settimanali e l'appartenenza all'Organizzazione dei TdG, che si autodefinisce "l'organizzazione visibile di Dio”.

Perché i testimoni di Geova rifiutano le trasfusioni di sangue?
Sarà il caso di ricordare che i TdG, pur dichiarandosi cristiani, non lo sono, in quanto non sono riconosciuti dal Consiglio Ecumenico delle Chiese Cristiane. Il divieto di trasfusioni è collegato proprio a questo aspetto. Essi prendono alla lettera (nell’ambito di una lettura e interpretazione biblica quanto meno discutibile) i passi di Lv.19,16 e Dt.27,25 e altri che proibiscono di “mangiare il sangue”, perché secondo loro introdurre del sangue estraneo nel proprio organismo equivale a quel “mangiare il sangue” proibito dai passi citati. Ora, nell’esegesi cristiana corretta, ogni testo va considerato nell’ambito di tutta la storia della salvezza. La pienezza della Rivelazione, e di conseguenza la guida per il nostro comportamento, si ha solo con Gesù Cristo e il Nuovo Testamento. Ebrei 9,12: “Gesù entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.” Con la redenzione di Cristo tutte le prescrizioni giuridiche della legge antica sono cadute” (cfr. Ef.2,15).

Il punto più appariscente della dottrina dei Testimoni di Geova è senza dubbio quello che riguarda la fine del mondo e dell’umanità. Cosa può dirmi a riguardo?
In effetti l'aspetto predominante della dottrina geovista è la predicazione del regno di Dio, che si instaurerà al termine di “questo sistema di cose”, al fine di riportare la terra alle condizioni paradisiache dell'Eden. Facendo calcoli astrusi che non hanno motivo di essere, perché i numeri nella Bibbia sono per lo più simbolici, i capi TdG hanno calcolato la data della fine del mondo più volte, senza mai azzeccarci, anzi dicendo poi che il loro discorso era stato capito male! D’altra parte per i movimenti apocalittici, la dottrina riguardante la fine del mondo è di fatto la spinta emotiva che garantisce la sopravvivenza del gruppo. Al di là degli errori cronologici, la fine deve essere sempre sentita dai singoli come imminente. 
Basta pensare che, presentando a persone in grosse difficoltà una soluzione CERTA a tutti i mali del mondo e soprattutto la prospettiva di riavere in carne ed ossa un proprio caro defunto, i TdG, peraltro in buona fede, hanno un’ottima chance per illudere clamorosamente e quindi conquistare adepti. L’immane catastrofe finale viene sbandierata ovunque (in discorsi, riviste e libri) in modo del tutto abnorme rispetto allo spazio che la fine del mondo ha nelle Sacre Scritture; e, se l’UNICA prospettiva di salvezza è entrare nella WT, il gioco è fatto.  

Per concludere, quali sono le sanzioni che un TdG incorre, se lascia la setta?
La questione è assai complessa e richiede uno spazio maggiore di quello che ho a disposizione in questa sede (la tratto alle pagg.82-101 del mio libro). Dirò in breve che la congregazione TdG, come ogni Movimento Religioso, ha delle regole al suo interno e delle sanzioni da applicare quando le regole non vengono rispettate. Il punto più grave ed inquietante è che molte disassociazioni (tipo “scomuniche” per intenderci) avvengono per APOSTASIA. Infatti non si ammette che una persona possa maturare idee personali diverse da quelle impartite. Siccome i TdG si ritengono l’unico canale di Dio e della salvezza, chi, per ragioni ideologiche, non intende più appartenervi, è considerato un “traditore” di Geova e dunque meritevole della punizione peggiore. Ancora fraintendendo un passo biblico (2 Giov.10, che si riferisce all’anticristo e non va applicato a tutti i tipi di peccati), la Watch Tower (Torre di Guardia) commina all’ ”apostata” la punizione dell’”ostracismo”. Chi viene espulso non fa più parte della congregazione e tutti, anche i familiari più stretti (figli, genitori, fratelli e sorelle carnali) sono obbligati a non parlargli, nè avere contatti, e neppure rivolgergli un semplice saluto di cortesia; sono anche banditi da ogni forma di sostegno morale, fisico e di relazione umana. Fanno eccezione i figli minorenni o i figli maggiorenni o i genitori che possano trovarsi in una particolare situazione di gravità come imminenza della morte o di salute grave, ma solo per lo stretto tempo necessario, senza però farsi coinvolgere emotivamente, ma rimanendo sempre distaccati e freddi nei loro confronti.  E chi trasgredisce viene a sua volta punito con la disassociazione (questo può succedere al genitore TdG che comunica con il figlio disassociato). Questo provvedimento, che viola il diritto di critica, la libertà di pensiero e di fatto ha spaccato e continua a distruggere molte famiglie, è di una gravità inaudita. E’ in corso una proposta di legge per sanzioni penali motivate dall’induzione all’isolamento.

“I Testimoni di Geova. Saggio critico sulla Watch Tower” di Ileana Mortari 
è disponibile negli store digitali, e previa prenotazione, nelle librerie Feltrinelli.




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Redazione