Un duo che par camminare all’unisono come anche non ci stupirebbe affatto scoprire che si tratti di una diversità in tantissime cose. Come accadde per Dalla e De Gregori: diversi nella vita ma adiacenti per il loro modo di pensare alla forma. E chissà qual è la loro storia dunque… Vincenzo Vescera e Stefano Resta danno i natali ai RæstaVinve e a questo loro primo disco dal titolo “Biancalancia”: canzone pop matura e forte di una personalità che si fa riconoscere e si fa sottolineare, dai toni digitali e per niente arresa a forme conosciute e di moda. E questa coralità dei due che si alterna, si mescola, lascia spazio a solitudini individuali e si contorna di tanto altro come la splendida voce di Clio a firmare una elegantissima featuring di questo disco che per molti tratti se la gioca bene sul piano internazionale, nella forma e nel gusto almeno. Torna l’amore dentro le liriche ispirate dei RæstaVinve… e questa cosa ci fregala un tuffo nel passato di quando le canzoni erano importanti per tutti noi.

Partiamo dal nome… ok le sigle dei vostri nomi ma anche un forte gusto francese. Perché?
(Vincenzo Vescera)
Per alcuni addirittura ostico. Hanno provato a scoraggiarci anche per quello. Troppo difficile da pronunciare; poco incisivo.. io credo che un nome funziona se funzioni tu. 

(Stefano Resta)
In realtà c’è poco di francese nel nome: Raesta è il nome d’arte mio, Stefano Resta, Vinvè è quello di Vincenzo Vescera. E’ una semplice fusione: siamo noi.

Clio poi è una firma francese… direi insomma che è un legame non poco “casuale” vero?
(Stefano Resta)
La mia ragazza, Chloé è francese. Lei mi ha fatto scoprire tanta musica pop francese. CLIO è una cantautrice di cui mi ha colpito la voce, l’eleganza e la somiglianza nelle scelte delle sue tematiche e della sua produzione. Dieci anni fa avrei cercato un duetto italo-inglese, o forse avrei fatto uno solo inglese. Clio è una scrittrice, parla di se e lo fa nella maniera più naturale e genuina.Scelte controcorrente in un’era come questa… Infine il suo manager ci ha dato udienza, cosa altrettanto difficoltosa e noi abbiamo provato a fare il meglio per ringraziarla. Spero sia davvero soddisfatta del prodotto finale…

E poi Francesco Di Bella a firmare uno dei testi del disco? Come vi siete trovati?
(Vincenzo Vescera)
Mi lega a Francesco una bellissima amicizia; ho avuto la fortuna di collaborare con Di Bella per altre cose, e ogni tanto ci mandiamo i provini. Con Senza Cuore è andata così, avevamo questo brano su cui stavamo lavorando, destinato ad un nome noto del panorama nazionale che per fortuna non lo ha preso. Poi un accadimento personale mi ha dato lo spunto per rimetterci le mani; ho risentito Francesco e la sua etichetta che hanno approvato l’operazione. Un regalo pazzesco per il primo album dei RaestaVinvE, siamo felicissimi.

“Biancalancia” poi è un nome della storia. Il disco si rivolge alle donne e parla di emancipazione e di amor proprio soprattutto. Temi che soffrono ancora molto oggi?
(Vincenzo Vescera)
In realtà non credo le donne abbiano ancora molte conquiste da raggiungere nell’arte. Anzi, credo che siano state da sempre il modello per eccellenza per veicolare determinati messaggi. Noi semmai abbiamo cercato di raccontare delle dinamiche, scomodando la moglie di Federico.

(Stefano Resta)
In alcuni luoghi, e l’Italia è uno di quelli, assolutamente sì. C’è tanto da fare in quel senso, ma è storia. Noi dobbiamo metterci del nostro.

Ma in generale secondo voi quanto siamo pronti per il futuro che bussa alle porte?
(Vincenzo Vescera)
Per il futuro si è pronti sempre dopo. Poi ci sono delle persone deputate ad innovare, costrette a vivere controtempo. 

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Redazione