Roberto Renesto, in arte Renesto, è nato a Ferrara. Pianista, fisarmonicista, autore e compositore non vedente, membro fin dal 1989 del gruppo Strike, band affermata a livello nazionale nei primi anni 90’ con la quale ha prodotto numerosi lavori discografici e partecipato a centinaia di “live” fino ad oggi. 

Fin dalla prima adolescenza la musica è stata per Renesto una vera compagna di vita, un mezzo per scavalcare gli ostacoli che gli si ponevano di fronte, per aumentare la propria autostima e conseguentemente la propria definitiva indipendenza. Verso la fine del 2018 è nata in lui forte  l’esigenza di interpretare le canzoni di propria produzione e composizione dando vita al suo primo album da solista, con la collaborazione di Michele Guberti e Federico Viola, pubblicato nel 2020. Il 13 dicembre 2019 è uscito per Alka Record Label il primo singolo "La migliore hit sulla luna" di questo nuovo lavoro. Il 17 aprile 2020 è stato pubblicato il secondo singolo "Niente da perdere". Il 24 luglio 2020 è uscito l'album "Come stiamo andando?" per Alka Record Label. 

Dal 16 luglio 2021 è disponibile in rotazione radiofonica "Quasi cinquant'anni", terzo singolo tratto da "Come stiamo andando?".


L'INTERVISTA

Puoi darci qualche anticipazione su tuoi eventuali progetti futuri?
Certo, ci siamo trovati proprio ieri, io e Michelangelo Ingrosso, autore del video uscito in questi giorni, davanti ad un bicchiere di bollicine per confrontarci sul prossimo lavoro; sto registrando in studio alcuni nuovi brani che saranno pronti per la fine di settembre. Nel frattempo stiamo preparando anche il "live", con Emanuele Zullo alla chitarra e Andrea Marchesin al basso.
Insomma, tanta carne al fuoco!

Qual è il genere che ti ha fatto appassionare alla musica quando eri piccolo?
Ho incominciato ad ascoltare musica attraverso lo Stereo 8 di mio padre; per chi non ne avesse mai sentito parlare erano cassettoni in plastica rettangolari con all'interno un nastro che girava, e si poteva skippare da un brano all'altro.
Grandi orchestre che interpretavano standard jazz e musica anni 60' italiana sono stati il mio pane quotidiano durante la mia infanzia.

"Quasi cinquant'anni" può essere considerato un vero e proprio viaggio introspettivo. Hai ripercorso vari momenti della tua vita per rendere questo brano unico e autentico?
sì, ciò che racconto nel brano è vita vissuta da me e da migliaia di adolescenti negli anni 80'; dalle feste nei garage con i mangiadischi alle colazioni all'alba negli autogril, dai falò in spiaggia il sabato sera d'estate alla irresistibile voglia di vivere ogni istante al massimo tipica di quegli anni.

Che consiglio daresti ad un giovane musicista emergente che vuole trovare il suo spazio?
Il mio consiglio è di pensare al proprio progetto giorno e notte, come fosse l'unica cosa che conta nella vita; occorre caparbietà e pazienza, condivisione e studio.
Credo che la personalità artistica si costruisca in questo modo.

Quali sono i tuoi interessi oltre alla musica?
Sono un grande appassionato di vini e curo la forma fisica; entrambe le cose mi aiutano a scrivere canzoni.
Non disdegno nemmeno le belle donne! ☺


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Redazione