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Gualtiero e “Mamma ho perso i neuroni”: ironia come strumento di lettura del presente

 

È uscito Mamma ho perso i neuroni, il nuovo singolo di Gualtiero, un brano che si inserisce con coerenza nel suo percorso artistico e ne chiarisce ulteriormente le coordinate espressive. Il titolo, che richiama un immaginario pop immediatamente riconoscibile, introduce un racconto che utilizza l’ironia come chiave di accesso a una riflessione più ampia sul senso di smarrimento individuale e collettivo. Fin dal primo ascolto, il singolo mette al centro la scrittura, confermando la centralità del testo all’interno della poetica dell’artista.
 
Nel brano, Gualtiero osserva la realtà quotidiana attraverso uno sguardo disincantato, evitando sia il tono polemico sia quello autoassolutorio. Il racconto procede per immagini e pensieri, restituendo una condizione diffusa di incertezza, che viene però affrontata senza enfasi. L’ironia diventa uno strumento narrativo preciso, capace di alleggerire il racconto senza svuotarlo di significato. In questo equilibrio si riconosce uno degli elementi più caratteristici del suo modo di scrivere.
 
Dal punto di vista musicale, Mamma ho perso i neuroni si muove su una base rap solida, che dialoga con influenze reggae, funk e rock già presenti nel percorso di Gualtiero. La produzione accompagna il testo con misura, lasciando spazio alla voce e alla chiarezza del messaggio. La scelta di una struttura essenziale rafforza l’immediatezza del brano, rendendolo accessibile senza rinunciare alla complessità dei temi affrontati.
 
Uno dei passaggi centrali del singolo è la rielaborazione della metafora della “mela marcia”, che assume un valore identitario e quasi rivendicativo. Lontano da ogni intento provocatorio fine a se stesso, questo elemento diventa una dichiarazione di appartenenza e consapevolezza. Il nuovo singolo si presenta così come un punto di sintesi tra forma e contenuto, offrendo lo spunto ideale per approfondire, attraverso un’intervista, il processo creativo, le influenze e la visione che guidano oggi il percorso di Gualtiero.
 
In Mamma ho perso i neuroni sembri voler affermare una forma di resilienza personale. Quale messaggio volevi lasciare a chi ascolta?
Il messaggio principale è sicuramente la voglia di rivalsa. Volevo trasmettere l'idea che, nonostante le difficoltà o i momenti in cui sembra di "perdere i neuroni", c'è sempre la forza per rialzarsi e far sentire la propria voce. È un invito a non mollare e a trasformare il caos in energia positiva.
 
Ironia e malinconia si alternano con naturalezza. È una scelta spontanea o un equilibrio che hai costruito nel tempo?
Guarda, è una cosa assolutamente spontanea, fa parte del mio carattere. Mi viene naturale guardare la realtà con un occhio ironico anche quando le cose si fanno serie. Poi, ovviamente, col tempo ho imparato a giocarci sopra e a usare questo contrasto per rendere i pezzi più coinvolgenti, ma la base resta sempre la mia spontaneità.
 
La tua produzione spesso riflette un immaginario radicato nella quotidianità. Quanto contano le esperienze vissute nella tua scrittura?
Contano tutto. Mi definisco il "Rapper Sincero" proprio perché non mi invento storie per fare scena: parlo solo delle mie verità, di quello che vedo e che vivo sulla mia pelle ogni giorno. Senza l'esperienza vissuta, la mia scrittura non avrebbe senso di esistere.
 
Le contaminazioni sonore sono un tratto distintivo del tuo percorso. Come scegli quali elementi far convivere nei tuoi brani?
In realtà non seguo una regola fissa a tavolino, dipende tutto dal testo. È la storia che sto raccontando a suggerirmi di cosa ha bisogno a livello di suono. Se il messaggio chiama un certo tipo di atmosfera, cerco gli elementi giusti per accompagnarlo, che siano più ritmati.
 
Le collaborazioni hanno sempre avuto un ruolo centrale nella tua storia artistica. Come influiscono sul modo in cui scrivi o componi?
A dirti la verità, la mia scrittura resta molto personale. Ho quasi sempre scritto io i testi per intero, anche nelle collaborazioni. L'unica eccezione è stata il singolo SCACCIAPENSIERI, dove la parte di Blebla è stata scritta interamente da lui. Mi piace mantenere il controllo sulla direzione del pezzo, pur aprendomi al confronto con altri artisti. Aggiungo che anche il mio prossimo singolo sarà un featuring dove gli “ospiti” o i “friends” come piace chiamarli a me hanno scritto il testo per la loro parte.
 
Stai ampliando il tuo pubblico con progetti e live. Quali sono le tue ambizioni per i prossimi lavori?
Adesso ho diversi brani da registrare, perché le idee non mancano e a fine anno vorrei uscire con un album. I live possono aspettare, anche se ho fatto un concerto a fine anno con tanti amici molto interessante.