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Intervista a Daniele: il ritorno alla musica con “Living in Between”


Dopo un lungo periodo di silenzio, Daniele torna a raccontarsi attraverso la musica e con “Living in Between” riprende il filo del suo racconto da uno spazio sospeso, fatto di attese, cambiamenti e nuove consapevolezze.
Con lui abbiamo parlato di questo ritorno, del tempo lontano dai riflettori e di ciò che significa oggi fare musica.
 
Per chi ancora non ti conosce, vuoi raccontare brevemente la tua storia artistica?
Sono nato a Torino, dove ho studiato canto per diversi anni. Grazie al sostegno della mia insegnante Elis Prodon ho frequentato per due anni consecutivi le clinics di Umbria Jazz a Perugia, tenute dagli insegnanti del Berklee College. Successivamente ho partecipato a un corso intensivo di cinque settimane a Boston, che mi ha permesso di vincere una borsa di studio per frequentare Berklee a tempo pieno.
Proprio a Berklee ho conosciuto i musicisti e la produttrice del mio primo album Prelude to Your Love, Cristina Valente. All’interno di questo progetto ho collaborato con alcuni dei miei mentori, Donna McElroy e Dennis Montgomery III, incontrati inizialmente a Umbria Jazz, e con Omar Thomas, autore degli arrangiamenti di tre brani. Vivere queste collaborazioni con artisti che avevo sempre considerato dei punti di riferimento è stata un’emozione incredibile e profondamente formativa.
Dopo la pubblicazione del disco, l’ho portato dal vivo in diversi concerti tra Torino e gli Stati Uniti. In seguito ho sentito l’esigenza di cercare una direzione diversa, resa possibile dall’incontro con Amira, giovane e talentuosissima produttrice e cantautrice, che ascoltando i demo dei miei nuovi brani mi ha guidato verso il nuovo universo sonoro di “Living in Between” e dell’EP che accompagna In a Dream.
 
La pubblicazione di un nuovo brano passa attraverso diverse fasi, dalla scrittura alla registrazione, dalla produzione alla distribuzione, quale di queste fasi è stata la più faticosa per te?
Ogni fase è stata un’importante opportunità di crescita. Probabilmente la distribuzione e la pubblicazione sono state le più complesse, perché negli ultimi anni ho attraversato esperienze personali difficili che hanno reso il ritorno alla musica emotivamente impegnativo. “Living in Between” è però rimasta la canzone che ha custodito il mio sogno, accompagnandomi in questo percorso. Pubblicarla è stato il risultato di un cammino che ha rafforzato la mia consapevolezza della musica come strumento di espressione, ricerca, trasformazione e cura.
 
Tra le tante cose interessati che hai fatto c’è anche l’aver studiato nel prestigioso Berklee College, era un tuo sogno ricevere questo tipo di formazione?
Sì, lo era fin dal primo contatto con Berklee. Mi ha colpito la capacità di trasformare lo studio della musica in un’esperienza autentica di collaborazione. Anche gli insegnanti con carriere straordinarie hanno sempre dimostrato grande disponibilità e umiltà nei confronti degli studenti, creando un ambiente che ha reso possibile lavorare insieme a loro anche nel mio primo disco.
 
Cosa ascolti quando non lavori alla tua musica?
Ascolto musica molto varia: dal pop delle classifiche ai dischi che mi hanno accompagnato fin dall’infanzia (dai Beatles al soul e r'n'b delle origini al gospel contemporaneo). Mi ispirano anche le voci dei miei allievi che mi hanno sostenuto per tanti anni e i brani dei miei amici e compagni di percorso, come Amira, che ha prodotto il mio nuovo lavoro, e songwriter come Don Ngatia, Perfect Mark, Dafney, Aleksandra Denda e Riccardo Ruggeri. Ascolto inoltre il nuovo album per big band Griot Songs di Omar Thomas, compositore straordinario con cui ho avuto la fortuna di collaborare.
 
Segui la scena musicale italiana? se si, cosa ne pensi?
La seguo solo in parte. Con l’avvicinarsi del Festival di Sanremo, che rimane la manifestazione musicale più importante in Italia, cercherò di tornare ad ascoltare con maggiore attenzione anche gli artisti della scena contemporanea.
 
Cosa pensi dei social network? Li vedi come un’opportunità o altro?
Per molto tempo mi hanno preoccupato per l’impatto che hanno avuto sulla comunicazione e sul tempo di attenzione, soprattutto nei confronti di forme d’arte che richiedono lentezza e ascolto, come la musica. Allo stesso tempo li considero uno strumento importante, se utilizzato con consapevolezza. Nel mio piccolo, e con passi molto lenti, sto cercando di usarli come mezzo di condivisione della mia visione artistica sperando di proteggere quella parte di umanità che secondo me spesso si perde nella velocità di movimento di tutto.
 
Dove possiamo andare per avere notizie sempre aggiornate su di te e la tua musica?
Il mio profilo Instagram @danielemusicnow è il canale più immediato per gli aggiornamenti, insieme al sito ufficiale www.danielemusic.com, dove è possibile ascoltare sia il nuovo singolo “Living in Between” sia il mio primo album Prelude to Your Love.